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SUSE, il nuovo corso dell’open source

Al Susecon di quest’anno, la società si mostra nel suo nuovo assetto indipendente, con piani ambiziosi supportati anche da numerosi annunci, ovviamente sempre nel segno dell’open

Nashville (USA) - La nuova SUSE va in scena nella capitale del Tennessee. È infatti all’edizione 2019 di Susecon, la user conference mondiale del camaleonte verde in corso in questi giorni a Nashville, che la storica società pioniera dell’open source si presenta fresca del nuovo assetto di azienda indipendente, avendo reciso ogni residuo legame da Micro Focus da meno di un mese.

Logico quindi che Nils Brauckmann, Ceo di SUSE, parta proprio da questo elemento per introdurre un concetto che verrà sottolineato più volte nel corso dell’evento: “presto saremo la più grande società indipendente nell’ambito dell’open source”. Il riferimento all’acquisizione di Red Hat da parte di IBM è piuttosto chiaro. Ma c’è di più. Brauckmann non manca infatti di evidenziare che “stiamo crescendo da sette anni di fila, e solo nel 2018 siamo cresciuti del 15 per cento rispetto all’anno precedente, superando i 400 milioni di dollari di fatturato”. Di sicuro una scala diversa rispetto a Red Hat, il cui fatturato 2018 è stato ben superiore a 3 miliardi di dollari, con una crescita del 15 per cento, curiosamente analoga a SUSE.  

Acquisizioni in vista

Ma, come spiega Brauckmann, la società svedese di private equity EQT, che ha acquisito SUSE da Micro Focus, ha espresso “un mandato preciso: quello di crescere. E noi intendiamo aumentare ulteriormente le nostre dimensioni, sia organicamente sia tramite acquisizioni”. Al riguardo, conversando con ImpresaCity, presente all’evento in esclusiva per la stampa italiana, il numero uno di SUSE ha discusso nel dettaglio le idee riguardanti le future acquisizioni della società: “abbiamo un piano di crescita che guarda da qui a cinque anni, con obiettivi molto ambiziosi ma soprattutto con un diverso grado di libertà rispetto all’assetto precedente, in quanto con Micro Focus il nostro orizzonte di acquisizioni non prevedeva le start up, ma solo aziende che avessero già una posizione stabile sul mercato. Adesso invece possiamo guardare allo scenario tecnologico con una vista più ampia: non a caso, tra i recenti cambiamenti organizzativi vi è stata anche la nomina di un manager che si occupa di strategia di acquisizioni, oltre a un nuovo reparto dedicato alla ricerca tecnologica”. Com’è comprensibile, Brauckmann non scende ovviamente nel dettaglio delle possibili società oggetto di acquisizione, ma anticipa che “le aree di interesse primario sono quelle delle tecnologie dei container, del multicloud, dell’orchestrazione e della sicurezza”. 

nils brauckmann

Nils Brauckmann, Ceo di SUSE

Crescita di rilievo

Tornando invece al presente, la crescita del 2018 ha riguardato in maniera omogenea un po’ tutte le aree geografiche, proseguendo nel percorso di essere una società davvero globale e non più solo focalizzata sull’Europa, che ora conta per poco meno della metà del business, mentre l’area del Nord America è oggi intorno al 40 per cento. “Siamo presenti in 34 Paesi, con persone che rappresentano 75 diverse nazionalità”, sottolinea Brauckmann, spiegando che "solo lo scorso anno l’organico è cresciuto di 300 unità, arrivando a un totale di 1750 persone, che sono andate a potenziare l’area Engineering, come è logico per una società attiva da sempre nello sviluppo di software e soluzioni, ma anche l’ambito Sales & Services, per metterci in grado di seguire sempre meglio i nostri clienti”. 

Un advisor indipendente

Però, più in generale, l’obiettivo chiave della SUSE nel suo nuovo assetto è quello di porsi sul mercato come un “advisor indipendente e fidato per tutte quelle aziende che scelgono le soluzioni open source”, ha ribadito Brauckmann, spiegando che “a questo scopo, potenzieremo la nostra offerta di soluzioni open source agili che poggiano su Enterprise Linux, con un focus particolare sulle soluzioni di delivery delle applicazioni, in modo da permettere ai nostri clienti di eseguire i carichi di lavoro ovunque, sia on premise sia nel cloud pubblico e in quello ibrido. Tutto questo continuando a mantenere immutato il nostro approccio con i business partner e con il canale: rimaniamo infatti sempre aperti anche alle collaborazioni tecnologiche”.

Annunci open

Come è d’obbligo in ogni user conference che si rispetti, non sono mancati gli annunci di prodotto, tra i quali ne spiccavano in particolare cinque. In primo luogo, SUSE Cloud Application Platform 1.4, disponibile già nel corso di questo mese di aprile come la prima distribuzione software a introdurre un Application Runtime Cloud Foundry in un'architettura interamente nativa Kubernetes. Sempre in quest’ultimo ambito, a Nashville SUSE ha annunciato di essere ora un fornitore certificato Kubernetes, con ulteriori vantaggi per i clienti che utilizzano le soluzioni di application delivery SUSE Cloud Application Platform e SUSE CaaS Platform.  

Inoltre, è stata annunciata la disponibilità della prima immagine di Linux Enterprise per SAP Hana Large Instances su Microsoft Azure, con SUSE Linux Enterprise Server che offre funzionalità di generazione e gestione su Azure. Sempre in questo aprile, sarà disponibile la release più recente della piattaforma OpenStack Cloud enterprise-ready, con SUSE OpenStack Cloud 9 che integra il meglio della tecnologia SUSE OpenStack Cloud e HPE OpenStack in un'unica soluzione a brand unificato. Infine, è stato anche presentato il supporto ai processori Intel Xeon Scalable di seconda generazione, noti anche come "Cascade Lake", facendo seguito al fatto che quello di SUSE è diventato, all’inizio di quest’anno, il primo enterprise Linux ottimizzato per la memoria persistente di Intel Optane DC con i carichi di lavoro SAP Hana.

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Pubblicato il: 03/04/2019

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