Software per l'iperconvergenza, una partita a due per Nutanix e VMware

Nutanix e VMware restano leader del software HCI secondo Gartner, posizioni di rincalzo per Microsoft e StorMagic

Tecnologie
Non è esattamente una sorpresa: Nutanix e VMware si confermano i principali produttori di piattaforme software per l'iperconvergenza, secondo Gartner. Nelle posizioni chiave, infatti, il Magic Quadrant for Hyperconverged Infrastructure Software reso pubblico qualche giorno fa non cambia rispetto all'edizione precedente del 2020. E segna ancora nettamente il divario che le due società hanno nei confronti della concorrenza, anche se questa appare comunque dinamica. Nutanix e VMware sono ancora i due unici Leader, Microsoft si conferma il produttore Visionary meglio piazzato, StorMagic passa da Niche Player a Visionary e si avvicina molto alla casa di Redmond. Il resto del mercato segue in ordine sparso.

Gartner definisce le piattaforme software per l'iperconvergenza (HCI) come quelle in grado di virtualizzare le componenti di elaborazione, storage e networking a partire da una singola istanza del software stesso, eseguita su un server. Il mercato si è ormai distinto da quello iniziale delle appliance iperconvergenti - tecnicamente HCIS, Hyperconverged Integrated System - proprio perché permette potenzialmente l'utilizzo di piattaforme hardware generiche, adattandosi a diversi casi d'uso, anche di nicchia.

Dove va il mercato

Secondo Gartner, comunque, il mercato HCI è sempre più maturo e si sta consolidando intorno a quattro principali casi d'uso: cloud-native, edge, hybrid cloud e VDI. Con quest'ultimo che non sarebbe più tanto importante se non fosse per la necessità che, durante la pandemia, le aziende hanno avuto di supportare il remote working.

Dal punto di vista tecnologico, l'evoluzione più interessante delle piattaforme HCI è la loro crescente integrazione con il cloud e con le sue tecnologie. In questo senso, molte piattaforme HCI oggi supportano la containerizzazione e Kubernetes come componente di orchestrazione. Si tratta di una evoluzione che promette di cambiare anche sensibilmente le logiche del mercato. Da un lato favorisce i vendor che possono offrire uno stack software esteso ad ambienti dall'on-premise al cloud, come Microsoft, Nutanix e VMware. Dall'altro offre nuove opportunità ai cloud provider che intendono offrire funzioni e servizi legati proprio all'iperconvergenza.
gartner mq hicCome indichiamo sempre, i Quadranti non sono classifiche ma un ordine di preferenza in un certo qual modo lo danno. Nutanix resta la più vicina alla diagonale dell'ideale equilibrio tra completezza di visione e capacità di metterla in pratica, quindi mantiene un leggero margine rispetto a VMware. Secondo Gartner, Nutanix può contare su un apprezzamento diffuso per i suoi prodotti e per le attività di supporto. Pollice su anche per la capacità di supportare ambienti di cloud ibrido e di gestire, in maniera unificata e integrata, diversi workload.

C'è però qualche perplessità sulla convenienza economica delle implementazioni Nutanix che non sfruttino tutte le funzionalità possibili o non usino l'hypervisor proprio Nutanix Acropolis. E risulta relativamente poco convincente la proposta public cloud di Nutanix.

VMware - l'altro Leader - da parte sua può fare leva proprio sulla capacità di supportare implementazioni HCI sui principali cloud pubblici, tra cui AWS, Microsoft Azure, Google Cloud Platform, Oracle Cloud, IBM Cloud. La software house ha genericamente una base installata molto estesa, il che garantisce la presenza delle relative skill in molte imprese. Ovviamente, può anche contare sulla forza di mercato di una azienda da 12 miliardi di dollari di fatturato. Gartner segnala per VMware solo tre punti di attenzione: il costo delle soluzioni, possibili difficoltà nella configurazione della parte VSAN, il fatto che proprio la parte VSAN supporta solo ESX come hypervisor.

Dai Visionary in poi

Microsoft è il Visionary più "visionario", per Gartner. Azure Stack HCI è una soluzione che punta agli ambienti hybrid cloud e, prevedibilmente, può integrarsi strettamente con Azure. Alcune componenti tecnologiche di base sono le stesse e, lato iperconvergenza, è utile potersi integrare con servizi come Azure Site Recovery, Azure Backup o Azure Kubernetes Service. Conta ovviamente molto anche il fatto che l'offerta HCI sia parte di tutto lo stack tecnologico che Microsoft offre alle imprese. E le buone relazioni della casa di Redmond con i produttori hardware e i system integrator fanno sì che Azure Stack HCI sia supportato da molte di queste realtà.

Tutto questo ha però un importante altro lato della medaglia: l'offerta HCI di Microsoft è interessante soprattutto per chi ha già deciso di puntare tecnologicamente su Redmond sia in cloud sia on-premise, proprio perché è molto integrata con le altre piattaforme Microsoft.
pexip private cloudStorMagic è un Visionary quasi alla pari con Microsoft e può contare sul fatto che, rispetto a quest'ultima, sta crescendo sia in visione sia in capacità di execution. Ha una piattaforma - SvSAN - adatta alle implementazioni in architetture edge e di data center distribuiti, che in questa fase del mercato sono particolarmente appetibili. Secondo Gartner, la piattaforma è anche semplice da usare ed economicamente convincente. Non guasta affatto, poi, che stia crescendo in funzionalità e che sia disponibile anche come servizio, attraverso HPE GreenLake Central.

Il principale punto debole di StorMagic sta nel non essere una azienda nota e di peso quanto quelle con cui ora se la deve giocare: prima Microsoft, poi forse Nutanix e VMware. I suoi prodotti sono giocoforza meno noti, i servizi di supporto meno reattivi, SvSAN stessa deve migliorare in funzioni accessorie ma importanti come compressione dei dati, integrazione con ambienti hybrid cloud, automazione attraverso l'AI.

A parte i due Leader e i due Visionary, il mercato HCI è fatto sostanzialmente di player di nicchia che cercano di crescere e posizionarsi meglio, non sempre riuscendoci a dovere. Il Magic Quadrant 2021 segnala - in rigoroso ordine alfabetico - Huayun Data Group, Sangfor Technologies (entrambe nettamente sbilanciate sul mercato cinese), Quantum (ma solo grazie all'acquisizione degli asset di Pivot3), Scale Computing, StarWind. Rispetto alla versione 2020 il Quadrante perde DataCore. Uno scenario che nel complesso porta una riflessione generale: rispetto al dinamismo iniziale del mercato HCI e HCIS, pochissimi nomi hanno davvero fatto il salto di qualità. Sono molte di più le (ex) startup che sono state acquisite o che sono semplicemente uscite dal mercato.
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