Paul Cormier alla guida di Red Hat

Paul Cormier prende il posto di Jim Whitehurst. Per guidare una Red Hat che punta sul modello open e sulle competenze enterprise

Trasformazione Digitale Cloud
Il passaggio di Jim Whitehurst alla co-guida di IBM, insieme a Arvind Krishna, lasciava scoperta la guida di Red Hat. Ora la successione è stata ufficializzata. Paul Cormier è il nuovo Presidente e Chief Executive Officer della software house. Cormier è un manager di lungo corso per Red Hat, essendo entrato nell'azienda quasi vent'anni fa. Sino a questa nuova nomina occupava la posizione di President of Products and Technologies.

Red Hat indica che Cormier ha definito importanti elementi strategici della società. E ha contribuito all'espansione dei prodotti e dei servizi offerti. A lui si deve in particolare il lancio del modello ad abbonamento. Che ha di fatto dato vita a Red Hat Enterprise Linux come lo intendiamo oggi.

Per tutto questo Cormier era "la scelta naturale per la guida di Red Hat", spiega Jim Whitehurst. La sua visione tecnologica trasversale aiuterà poi la software house sia a soddisfare le esigenze dei clienti enterprise, sia a gestire una fase in cui alcune tecnologie emergenti diventeranno mainstream.

red hat milano 3Negli anni Cormier ha anche seguito oltre 25 acquisizioni. Che hanno portato Red Hat ad offrire non più solo una distribuzione Linux ma tutto uno stack tecnologico open source. Aperto anche al multicloud. Cormier stesso ha sottolineato, in una mail ai colleghi, l'importanza di queste acquisizioni. Tra cui in particolare quelle di Qumranet (che ha portato a Red Hat Virtualization) ed eNovance (che ha portato competenze in OpenStack).

Il fatto di avere seguito direttamente lo sviluppo tecnologico di Red Hat e la crescita della società in quanto tale è certamente un punto di forza per Paul Cormier. Che deve anche fare da essenziale punto di contatto tra Red Hat e IBM. E soprattutto tra le possibili differenze delle loro mentalità. Anche per questo Cormier mette in evidenza come ora la dirigenza IBM sia fatta di persone che conoscono bene Red Hat e ne spingono l'indipendenza.

È ovvio per Jim Whitehurst. Lo è meno per Arvind Krishna. Che però, sottolinea Cormier, "ha l'esperienza e l'intuizione per capire il nostro percorso, e apprezza la nostra cultura e il modo di lavorare".
Lo Speciale di ImpresaCity dedicato al Red Hat Open Source Day 2019
Paul Cormier ha già indicato dove vede Red Hat, e tutto il mondo del software, nei prossimi cinque anni. Nella maggioranza delle imprese varrà il detto secondo cui "le applicazioni guidano il business". Quindi le infrastrutture che sostengono le applicazioni saranno sempre più importanti. Di conseguenza anche le componenti di gestione e sicurezza. Il tutto trasversalmente allo stack tecnologico: dal bare metal al cloud.

Il ruolo delle aziende come Red Hat è astrarre la complessità di questa infrastruttura tecnologica. Gestendo parallelamente un cambiamento nel modo di creare le applicazioni business critical. Che saranno sempre più basate su Linux e sui tool open source. In questo Red Hat punta sull'essere allo stesso tempo "open" ed "enterprise grade". "Che è quello che serve ora", conclude Cormier.
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