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HPE: l’as-a-Service conquista tutto, anche se c'è qualche ombra

Una ricerca indica che l’86% dei manager dell'IT è favorevole al concetto, ma il 77% afferma che spesso i dati rimangono separati tra cloud pubblici e privati

Redazione Impresacity

L'adozione dell'as-a-Service è in forte crescita: quasi nove decision maker dell’IT su dieci (l’87%) affermano che le loro aziende hanno già iniziato a implementare soluzioni as a Service o hanno completato il processo, mentre il 71% di loro si dice preoccupato dal dover tenere il passo con il mutevole panorama dell’offerta “aaS”. Sono tra le principali risultanze del report "2019 As-a-Service: Driving Change Report" presentato recentemente da HPE, che ha coinvolto nello scorso ottobre oltre 1.000 manager dell’IT di aziende da 50 a oltre 10mila dipendenti, allo scopo di esplorare le opportunità e l'impatto futuri di modelli di consumo as-a-Service (aaS). 

Dalla ricerca è anche emerso che l’as-a-Service è fondamentale per stare al passo con il panorama competitivo e rimanere strategici: tre quarti (75%) di tutti gli intervistati si aspettano che la propria organizzazione passi alla piena adozione delle soluzioni aaS in meno di cinque anni, anche alla luce del fatto che i manager coinvolti nell’indagine riconoscono la necessità fondamentale di modernizzare l'IT per supportare la crescita aziendale futura e il vantaggio competitivo. Le soluzioni aaS sono ritenute molto importanti per il futuro dell’azienda (58%), la competitività (55%) e la crescita (53%).  

Va però detto che i dati rimangono bloccati all'interno delle imprese: tre quarti degli intervistati concordano sul fatto che nella loro azienda i dati sono memorizzati in silos separati tra cloud pubblici e privati (77%) e ammettono che tali silos rappresentano una sfida chiave (75%) per le loro attività. Circa due terzi (66%) dichiarano che la migrazione dei dati verso il cloud pubblico nella propria azienda è attualmente bloccata. 

"Le aziende adottano le modalità as-a-Service per stimolare innovazione e agilità, in modo da essere protagonisti del cambiamento invece che esserne vittima", sottolinea Phil Davis, President of Hybrid IT di Hewlett Packard Enterprise. “L’As-a-Service offre la possibilità di eliminare l'onere della gestione quotidiana dell'infrastruttura e diventare veri e propri broker di servizi che si concentrano su iniziative strategiche e crescita del business. Come mostrano i dati di questo sondaggio, il mercato vede chiaramente l’as-a-Service come il futuro, ma è alla ricerca di un approccio nuovo e migliore per realizzare un'esperienza coerente tra cloud pubblico, privato e l’edge". 

Come ricorda una nota, HPE ha aperto la strada al moderno modello IT as-a-Service on premise con l’offerta GreenLake, che è attualmente una delle divisioni in più rapida crescita dell’azienda, con 740 clienti in tutto il mondo e oltre il 200% di crescita degli ordini generati dal canale. Non a caso, a metà 2019, HPE si è impegnata a offrire l'intero portafoglio as-a-Service entro il 2022, mentre più recentemente è stata lanciata HPE GreenLake Central, una piattaforma hybrid cloud di nuova generazione fornita in modalità as-a-Service.

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Pubblicato il: 24/12/2019

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