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Anche Infinidat punta sull’open source

La società di storage entra a far parte di OIN, Open Invention Network

Redazione Impresacity

Anche le soluzioni di data storage enterprise di Infinidat guardano all’open source. La società israeliana è infatti entrata a far parte di OIN, the Open Invention Network, community dedicata a promuovere il rispetto dei brevetti in ambito open source.

La community OIN è nata nel 2005 con l’obiettivo di proteggere l’utilizzo di Linux e del software open source in azienda. Negli ultimi dieci anni c’è stata una crescita enorme nel numero dei brevetti software e delle controversie a essi collegate. Gli sviluppatori open source non sono immuni a questa minaccia rispetto ai vendor di software. OIN riceve grande supporto dai suoi quasi 2.500 membri, tra cui vi sono aziende globali e detentrici di brevetti come Google, Sony, Toyota, Philips, IBM e numerose altre. Infinidat stessa detiene più di 140 brevetti, tra registrati e in fase di registrazione.

Le aziende della community si impegnano a non violare i brevetti altrui su Linux e altri software open source e hanno anzi il dovere di condividere i brevetti sviluppati in questo campo. OIN detiene un patrimonio di circa 1.200 brevetti e applicazioni, messo gratuitamente a disposizione delle aziende che entrano a far parte del network.

"Oltre a investire continuamente in innovazione e brevetti, Infinidat attribuisce grande importanza all’open source, sia come utente sia come parte attiva della community. Entrando a far parte di OIN, l’azienda conferma il supporto nella protezione dalla violazione dei brevetti e nella collaborazione per lo sviluppo di soluzioni avanzate che rispondano in modo rapido ed efficace alle richieste in evoluzione del mercato”, ha sottolineato Orna Yarkoni, Responsabile legale dei brevetti di Infinidat.
Pubblicato il: 27/06/2018

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