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Data Center, ecco come sarà l’etichetta energetica della UE

La Commissione Europea ha presentato il sistema di classificazione per monitorare e ridurre l'impatto ambientale e il consumo di risorse (energia e acqua) dei Data Center con oltre 500 kW. Prime etichette nel 2027

Cloud ESG

Fonte: Immagine generata con AI

La Commissione Europea ha presentato pochi giorni fa il Data Centre Energy Efficiency Package, un pacchetto di misure per monitorare e ridurre l'impatto ambientale e il consumo di risorse (energia elettrica e acqua) dei Data Center sul territorio comunitario.

La componente principale del pacchetto è la proposta di un sistema di classificazione (Rating Scheme) della sostenibilità ambientale dei Data Center con potenza superiore a 500 kW, basata su quattro parametri:

- PUE (Power Usage Effectiveness), cioè l'efficienza nell'uso dell'energia;
- WUE (Water Usage Effectiveness), cioè l'efficienza nell'uso dell'acqua per il raffreddamento;
- Energy Reuse Factor (ERF), cioè la percentuale di riutilizzo dell’energia assorbita, che significa riutilizzo del calore di scarto, visto che praticamente tutta l'elettricità consumata da un data center si trasforma in calore.
- Renewable Energy Factor (REF), cioè la percentuale di energia utilizzata dal data center che proviene da fonti rinnovabili.

Le prestazioni di ciascun Data Center oltre i 500 kW nella UE rispetto a questi quattro parametri sarà riassunta in una “etichetta elettronica” concettualmente simile a quella degli elettrodomestici e dei dispositivi digitali. La classificazione terrà anche conto dell’eventuale contributo del Data Center alla rete elettrica in termini di immissione di energia prodotta con fonti rinnovabili in eccesso rispetto alle proprie esigenze energetiche.

Per dare un’idea, le classi di efficienza energetica vanno dalla classe A (PUE inferiore o uguale a 1,15) alla G (PUE superiore a 1,9), mentre quelle di efficienza idrica (consumo di acqua) vanno dalla A (WUE inferiore o uguale a 0,1) alla F (WUE tra 0,8 e 1).

Oltre alla collocazione del data center in queste due classi, sull’etichetta saranno riportati il nome del data center, la sua ubicazione, la tipologia, la fascia dimensionale, l’operatore, il periodo di invio dei dati riportati, la data di inizio attività, e la scomposizione dell’energia utilizzata nelle rispettive fonti di provenienza.

Il primo passo verso l'istituzione di un sistema di classificazione UE per i data center è stato nel marzo 2024, quando la Commissione ha adottato il Regolamento delegato (UE) 2024/136415, che ha introdotto lo “European Database on Data Centers”, e un sistema di raccolta di informazioni e indicatori chiave di prestazione da utilizzare appunto per il futuro sistema di classificazione.

Il regolamento introduce obblighi stringenti di monitoraggio e rendicontazione per tutti i data center con potenza IT installata pari o superiore a 500 kW. L'obbligo di comunicare i dati di PUE, WUE, ERF e REF con cadenza annuale per alimentare lo European Database on Data Centers ricade direttamente sui proprietari e i gestori delle infrastrutture fisiche.

Due esigenze contrastanti

La necessità di un sistema di classificazione della sostenibilità deriva da due esigenze contrastanti. Da una parte i data center sono essenziali per il futuro digitale dell'Europa, spiega la UE, perché l'aumento della capacità di calcolo è fondamentale per rafforzare l'indipendenza tecnologica e la sovranità digitale del continente. Da qui nasce l’obiettivo di triplicare la capacità di data center nei prossimi 5-7 anni, esplicitato nel recente CADA (Cloud and AI Development Act, ne abbiamo parlato qui).

Dall'altra parte questa forte crescita comporta delle sfide che vanno affrontate. Oltre a un maggiore consumo energetico, la moltiplicazione dei data center comporta un aumento della pressione sulle reti elettriche e sull'uso delle risorse naturali come l'acqua, nonché una crescita delle emissioni di carbonio.

Per dare un’idea dei soli consumi energetici, la stessa UE cita dati dell’Agenzia Internazionale dell'Energia (IEA), secondo cui i data center rappresentano uno dei settori in più rapida crescita al mondo: nel 2024 nella UE il loro consumo è stato di circa 68 TWh, ma a causa dell’esplosione dell’uso dell’AI, si prevede un sostanziale raddoppio in soli sei anni: nel 2030 i data center consumeranno 114 TWh di energia, ovvero più del 3% della domanda totale di elettricità nella UE.

Le prossime tappe

Per limitare questi impatti, è essenziale che i data center siano altamente efficienti dal punto di vista energetico e idrico e integrati in modo sostenibile nel sistema energetico. Per esempio il riutilizzo di circa la metà del calore di scarto prodotto dai data center europei equivale al fabbisogno totale di riscaldamento di 4 milioni di famiglie in Europa.

Da qui nasce appunto l’idea della “etichetta elettronica di sostenibilità”, spiega la UE: “Data center sostenibili, flessibili e ben progettati, in grado di adattare il proprio consumo di elettricità alle condizioni della rete, possono contribuire a ridurre il costo complessivo del sistema elettrico, a migliorare la stabilità della rete e a integrare una maggiore quantità di energie rinnovabili”.

A questo punto la Commissione europea ha avviato una consultazione pubblica aperta di 12 settimane e una richiesta di contributi sugli standard minimi di prestazione che vanno fissati per i data center nella UE. I contributi ricevuti sosterranno il lavoro preparatorio della Commissione per la proposta legislativa prevista per il secondo trimestre del 2027. Le parti interessate – tutti coloro che si sentono coinvolti da questo tema, dalle associazioni di settore ai comitati civici, fino ai singoli cittadini - sono invitate a presentare i propri contributi entro il 14 dicembre 2026.

In parallelo, il regolamento delegato che istituisce il sistema della classificazione di sostenibilità dei data center è ora soggetto a un periodo di esame di due mesi da parte del Parlamento europeo e del Consiglio prima di entrare in vigore, anche se comunque il testo non è più modificabile.

Le prime etichette saranno esposte nel 2027

La UE prevede che le prime etichette di sostenibilità per i singoli data center saranno esposte nel 2027. Una prima revisione del sistema è prevista entro la fine del 2028 per valutarne l'efficacia e apportare eventuali miglioramenti. Sono inoltre in corso ulteriori attività per l'integrazione sostenibile dei data center nel sistema energetico. La Commissione per esempio sta negoziando con i gestori di data center, i gestori delle reti elettriche, i fornitori di energia e le autorità pubbliche per raggiungere un accordo tripartito sui data center nella seconda metà dell'anno.

Un altro componente interessante del Data Centre Energy Efficiency Package è inoltre un primo Report sull’efficienza energetica dei Data Center nella UE, che analizza lo stato attuale del settore e fa luce sui consumi reali emersi dai primi dati raccolti in Europa dopo l’istituzione della banca dati europea sui Data Center di cui abbiamo parlato sopra.

Il report, a cui dedicheremo presto un articolo a parte, costituisce la base scientifica e il "punto zero" su cui la Commissione Europea calibrerà i futuri standard minimi di prestazione obbligatori attesi per il 2027.

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