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Studio IBM: in EMEA gli incidenti e la governance dell'AI agentica arrivano sul tavolo di 8 CDA su 10

Una nuova indagine IBM condotta su oltre 3.200 dirigenti in Europa e Medio Oriente evidenzia come la rapidità di adozione degli agenti di intelligenza artificiale superi la prontezza dei quadri di governance e le responsabilità di gestione del rischio nelle organizzazioni aziendali.

Tecnologie AI

L'80% dei leader aziendali nell'area EMEA (il 78% in Italia) dichiara che nell'ultimo anno almeno un incidente legato all'intelligenza artificiale - tra malfunzionamenti di agenti autonomi, esposizione involontaria di dati, errori decisionali o falle di sicurezza - è arrivato all'attenzione del consiglio di amministrazione o del top management. Nonostante la gravità delle segnalazioni, solo il 40% delle imprese (il 37% in Italia) ha conseguentemente aggiornato i propri framework di governance o le policy interne.

Lo studio evidenzia un marcato divario tra le aspettative di integrazione tecnologica e la presenza di strutture di controllo adeguate. Se il 75% degli intervistati (l'82% in Italia) prevede che entro il 2027 gli agenti AI opereranno con un certo livello di autonomia decisionale, solo il 37% (e appena il 30% in Italia) afferma di disporre di un modello di governance capace di sostenere il deployment dell'AI agentica su larga scala. Di fronte a quadri normativi non ancora pronti, il 56% del campione globale (44% in Italia) sceglie di procedere comunque assumendosi il rischio e adattando le regole in corso d'opera, mentre il 41% delle aziende italiane preferisce rinviare l'implementazione fino al completamento della governance.

Il report mette in luce anche l'assenza di un chiaro consenso sulla responsabilità in caso di esiti dannosi generati dai sistemi autonomi. Sebbene il 98% delle imprese abbia formalizzato la responsabilità del rischio AI a livello di CdA (con un comitato dedicato presente nel 21% dei casi in Italia), solo il 37% (35% in Italia) vanta una quantificazione formale del rischio finanziario approvata dal board. Per gestire l'autonomia degli agenti entro il 2027, le aziende indicano come prioritarie l'introduzione di garanzie contrattuali con i fornitori (39% in Italia), la definizione di soglie per l'intervento umano (33% in Italia) e strumenti di monitoraggio in tempo reale e interruzione immediata delle attività.

Nico Losito, Amministratore Delegato di IBM Italia, sottolinea come la transizione dagli assistenti virtuali agli agenti autonomi sposti il dibattito aziendale dai temi della sola adozione a quelli di fiducia e responsabilità. Secondo Losito, la governance deve diventare una priorità strategica integrata direttamente nel funzionamento dell'AI, definendo confini operativi, tracciabilità e controlli in tempo reale per garantire un valore di business sostenibile. La regolamentazione rappresenta infine un importante driver d'investimento: nell'Unione Europea il 41% dei leader sta accelerando i piani di conformità in vista delle scadenze previste per le applicazioni ad alto rischio dall'EU AI Act per dicembre 2027, con particolare attenzione alle lacune di sicurezza della supply chain tecnologica.

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