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Cisco Relentless Defence Report: la sicurezza informatica deve correre alla stessa velocità dell'IA

L'analisi condotta su 8.000 professionisti della cybersecurity in 30 Paesi rivela come la lentezza dei processi e il coordinamento inefficiente tra i team costituiscano un ostacolo primario di fronte ad attacchi informatici potenziati dall'intelligenza artificiale.

Tecnologie AI

Il 91% delle organizzazioni, sia a livello globale che in Italia, ha subito nell'ultimo anno almeno un incidente informatico con conseguenze concrete sul business, e in più di un terzo dei casi si è trattato di un attacco potenziato dall'intelligenza artificiale. È questo il quadro delineato dal Relentless Defense Report pubblicato da Cisco. Lo studio evidenzia una criticità strutturale nell'organizzazione aziendale: solo il 41% delle imprese dispone di team di sicurezza, networking e IT integrati che condividono visibilità e strumenti, mentre il 43% fatica a tradurre gli indicatori tecnici in informazioni efficaci per i vertici direzionali.

Il report classifica le aziende analizzate in quattro profili basati sui parametri di copertura protettiva, velocità di risposta e livello di attrito interno. L'eccellenza è rappresentata dal segmento dei Relentless Defenders (8% a livello globale, 6% in Italia), ovvero organizzazioni caratterizzate da elevata copertura, alta velocità di risposta e basso attrito. Il resto del campione si suddivide tra Established Defenders (39%), dotati di buone basi ma rallentati da processi approvativi complessi, Reactive Defenders (41%), le cui capacità rimangono confinate a specifiche aree, ed Exposed Defenders (12%), ancora privi di infrastrutture di base adeguate.

Il fattore organizzativo impatta direttamente sulla capacità di gestire la mole di dati generata dall'IT. Il 40% delle aziende a livello globale (38% in Italia) dichiara di impiegare più tempo nel raccordare dati provenienti da sistemi disomogenei che ad affrontare le minacce vere e proprie. Renzo Ghizzoni, Country Leader Sales Security di Cisco Italia, evidenzia come l'evoluzione dell'IA agentica richieda risposte tempestive, rendendo indispensabile un allineamento tra persone, processi e tecnologia oltre l'adozione di soli strumenti hardware e software.

Sul fronte delle tecnologie emergenti, oltre l'80% degli operatori riconosce che l'IA ha incrementato del 25% la capacità di individuazione e risposta alle minacce. Tuttavia, meno del 50% delle aziende su scala globale (e il 28% in Italia) ha integrato l'IA in modo esteso nella propria infrastruttura di sicurezza, mantenendo riserve legate alla protezione dei dati e alla gestione dei fornitori terzi. Al contrario, le organizzazioni classificate come Relentless Defenders mostrano un'adozione più matura: l'83% fa lavorare la sicurezza come un unico team coordinato, l'86% applica controlli rigidi sugli agenti IA e il 71% dichiara di aver ridotto gli incidenti a seguito di investimenti mirati nella velocizzazione dei processi.

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