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Trasporti e AI: un'opportunità per oltre la metà dei CEO, ma solo per il 16% è una priorità strategica

Il report "The Industrial AI Divide" di Oliver Wyman e UC Berkeley mostra come l'integrazione su larga scala dell'intelligenza artificiale possa generare oltre il 20% dei ricavi nei settori trasporti, aviazione e automotive, ma rivela un ritardo nella pianificazione aziendale.

Tecnologie AI

L'intelligenza artificiale rappresenta una concreta opportunità di business per il 56% dei CEO operanti nei settori dei trasporti, dell'aviazione e dell'automotive, ma attualmente soltanto il 16% la inserisce tra le prime tre priorità strategiche. Il dato emerge dal report "The Industrial AI Divide", elaborato dall'Oliver Wyman Forum in collaborazione con la University of California, Berkeley, e presentato a Roma durante l'evento "Dialoghi sul futuro dei trasporti" presso Villa Blanc con Luiss Business School.

Lo studio evidenzia come il reale vantaggio competitivo non derivi dalla sola sperimentazione di nuove tecnologie, bensì dalla capacità di integrarle nei processi operativi su ampia scala. I dirigenti delle aziende che sono riuscite a scalare le soluzioni AI registrano infatti un contributo sui ricavi complessivi superiore al 20%, toccando la percentuale più alta tra tutti i comparti industriali analizzati.

Nel corso dell'incontro, Federico Ucci, Partner di Oliver Wyman, ha delineato le principali ricadute operative nei settori chiave. Nel trasporto ferroviario la manutenzione predittiva, i digital twin e la gestione dinamica delle perturbazioni possono incrementare la capacità e l'efficienza delle reti esistenti tra il 10% e il 20%. In ambito industriale, le tecniche di simulazione e il testing virtuale consentono di abbattere oltre il 50% dei costi di test e di ridurre del 50% il time-to-market. Nella logistica, infine, l'impiego degli agenti AI ha già dimostrato di poter ridurre del 40% i tempi di scheduling e fino al 98% i tempi morti.

Per sfruttare appieno il potenziale dell'intelligenza artificiale nei settori ad alta complessità infrastrutturale serve una trasformazione guidata direttamente dal vertice aziendale, focalizzata su poche iniziative ad alto impatto e supportata dal continuo sviluppo delle competenze e della gestione dei rischi. Il dibattito ha visto la partecipazione dei rappresentanti di Aeroporti di Roma, Trenitalia, Gruppo Almaviva, Leasys Group, Flix, Lime Italia e Bolt Italia, confermando l'interesse del settore verso modelli di collaborazione integrata tra risorse umane e sistemi autonomi.

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