Lo europeo specialista di colocation, spin-off di Stack, ha avviato i lavori per una struttura da 20mila mq e 6MW rivolta al mercato enterprise. “Presto ne annunceremo un altro, sempre a Milano”
Vaultica Data Centers ha celebrato pochi giorni fa la posa della prima pietra del nuovo Data Center MIL03, che sorgerà nel Comune di Settimo Milanese, per un investimento stimato da parte del costruttore di 100 milioni di euro.
Vaultica è nata lo scorso dicembre dallo spin-off delle attività europee di colocation di Stack Infrastructure, un operatore globale di data center che a sua volta aveva acquisito SuperNAP Italia nel 2022.
Nello scorporo, Stack ha mantenuto il focus sui grandi campus hyperscale e sui progetti per i colossi globali del cloud, mentre Vaultica, che è controllata dai fondi Apollo, si concentra appunto su servizi di colocation per i mercati retail ed enterprise in Europa, erogati attraverso sette data center in Norvegia, Svezia, Danimarca, Svizzera e Italia.
Nel nostro paese in particolare Vaultica era già attiva con il campus di Siziano (Pavia), detto MIL01, che comprende tre edifici per complessivi 120mila metri quadrati dedicati all’IT, e una potenza complessiva di 3MW.
La struttura MIL03 di Settimo Milanese invece, ha spiegato Sherif Rizkalla, CEO di Vaultica (nonché presidente di IDA, l’associazione degli operatori di data center in Italia), occuperà un’area di 20mila mq, per complessivi 6MW di potenza scalabili verso l’alto, e sarà dotata di rack con carichi medi di 10 kW e picchi fino a 40 kW, e quindi in grado di supportare applicazioni ad alta potenza di calcolo e di intelligenza artificiale.
“Avevamo pianificato l’inizio dei lavori oggi, ma in realtà sono già in corso”, ha detto Rizkalla (nella foto). “Pensiamo quindi di poter anche concludere i lavori in anticipo: l’appuntamento è all’inizio del 2027 per inaugurare il data center completato e pronto per il servizio”.
La struttura di Settimo è il primo investimento di Vaultica, ha continuato Rizkalla, ma sarà seguito da altri in Europa e in Italia, dove la società ha in programma entro poche settimane di inaugurare l’inizio dei lavori di un’altra struttura, detta MIL02, sempre nella zona di Milano.
“Crediamo molto in Milano come hub di data center europeo, pensiamo che possa eguagliare come importanza quelli di primo piano detti FLAPD”, ci ha detto Rizkalla. “Come spiega il nome, MIL02 è un progetto partito prima di MIL03, da cui è stato poi superato nelle tempistiche perché l’iter di permessistica si è rivelato più lungo di quello del comune di Settimo Milanese, che è uno degli apripista in Lombardia e in Italia nel supporto allo sviluppo di infrastrutture digitali”.
Il piano di investimenti di Vaultica, ha aggiunto Rizkalla, punta su proiezioni di crescita molto importanti per il mercato dei servizi di colocation per le aziende. “Qualche anno fa si pensava che l’ambito più promettente fosse quello dei grandissimi campus di data center per hyperscale e cloud, ma oggi la crescente diffusione dei progetti di intelligenza artificiale nelle aziende sta generando una forte domanda di data center distribuiti sul territorio in location mirate”.
In questo quadro si colloca appunto anche la nuova struttura di Settimo Milanese, che come spiega Vaultica in un comunicato, sarà progettata secondo gli standard ANSI/TIA Tier III, con alcuni elementi allineati alle best practice del livello Tier IV, assicurando elevati livelli di resilienza, sicurezza e continuità operativa.
Oltre al data center, il progetto MIL03 comprende anche la realizzazione di un edificio dedicato agli uffici. L’intera struttura sarà sviluppata con particolare attenzione agli aspetti ambientali e paesaggistici, con un percorso orientato alla certificazione LEED, uno dei principali standard internazionali per la sostenibilità degli edifici.
“Nel progetto abbiamo dedicato molta attenzione all’aspetto ambientale e al rispetto del territorio, e anche all’aspetto estetico”, ha detto Rizkalla. “Siamo in un’area già circondata di data center, e abbiamo deciso di definire volumi e altezze inferiori rispetto a quanto consentito dal vigente assetto urbanistico di Settimo Milanese: avremmo potuto raggiungere un’altezza di 40 metri, ma non supereremo le altezze degli edifici circostanti, perché vogliamo ridurre l’impatto visivo e migliorare l’inserimento nel contesto circostante”.