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VEMlive 2023 IMPACT: innovazione tecnologica sostenibile e responsabile

L’evento annuale del Gruppo VEM unisce innovazione tecnologica, sostenibilità e responsabilità sociale di impresa in un modello di business solido e affidabile.

Tecnologie

Collaborazione come percorso per superare le difficoltà e per “passare dalla visione all’azione, realizzando - ciascuno per la propria parte - progetti che coniugano da un lato l’innovazione tecnologica, dall’altro sostenibilità e responsabilità sociale di impresa”. È con questo invito da parte di Stefano Bossi, Amministratore Delegato e General Manager VEM sistemi, che si è aperta l’edizione 2023 di VEMlive dal titolo “IMPACT - Catalizzatori digitali di efficienza, evoluzione e crescita”.

Bossi ha condiviso con la platea la sua visione sulla strategia aziendale richiesta dal particolare momento storico in cui viviamo, caratterizzato da “fattori esterni che stanno accadendo contemporaneamente e che impattano su tutti noi anche nella vita quotidiana: inflazione, crisi energetica, problemi climatici, guerra, supply chain. Sono aspetti che non hanno direttamente a che vedere con la tecnologia, ma che impattano su di essa e sul modo in cui ad essa pensiamo in termini di investimenti, progetti, soluzioni e servizi”.


Stefano Bossi, Amministratore Delegato e General Manager di VEM sistemi

In una parola, quello che lo scenario impone di affrontare in questo momento è una complessità inedita che può essere fuorviante se si commette l’errore di lasciarsi trascinare dagli eventi e finire per rincorrere, invece che seguire una strategia aziendale ben studiata. L’errore dietro l’angolo è fin troppo semplice da prevedere: l’innovazione digitale accelerata impone una sempre crescente efficienza, crescita ed evoluzione. Il primo istinto è intendere l’efficienza come un “tutto e subito” che porta a un’impennata dei margini e al conseguente reinvestimento degli utili. È altrettanto invitante l’idea di poter “crescere in modo sostenibile e significativo nell’arco di 12-24 mesi” come ha ipotizzato Bossi. Quanto all’evoluzione, molti potrebbero pensare di poter sfruttare l’evoluzione digitale per reinventare il proprio business model in un arco temporale relativamente ristretto.

Al contrario, la visione di Bossi tiene conto delle stesse tre direttrici citate, ma le interpreta in maniera pragmatica e realistica. L’efficienza, in particolare, nella vision di Bossi “dev’essere tradotta in ottimizzazione delle IT operations e della resilienza delle infrastrutture IT. La crescita dev’essere intesa come scalabilità dei sistemi IT e delle capacità digitali dell’azienda. Infine, l’evoluzione va interpretata come adozione anticipata di nuovi trend IT, mediante investimenti responsabili e sostenibili”. Solo in questo modo, secondo Bossi, l’efficienza può essere intesa come “more and better”, a parità di risorse umane e di investimenti tecnologici, si può ottenere una crescita responsabile e sostenibile, e l’evoluzione può concretizzarsi in una svolta innovativa.

Semplicità e focus

Alla luce di quanto detto, il ruolo di VEM sistemi si riconferma quello di agevolare i partner partendo da due parole chiave: semplicità e focus. “Semplicità” coincide con la mission aziendale, che è rendere più semplice la fruizione di servizi e soluzioni IT. Una mission chesi è rafforzata di recente con l’acquisizione di Neen, che ha permesso di completare la strategia basata sui quattro pilastri fondamentali, aggiungendo la Cloud Integration a quelli già esistenti di Technology Integration, Security Integration, Software Integration. Ora VEM Group si pone quindi sia come system integrator sia come advisor per la progettazione e la realizzazione di architetture e servizi sicuri, affidabili, resilienti, adattabili, scalabili, sostenibili, ibridi e in alcuni casi indipendenti.

Nell’ambito della Security integration esordisce a VEMlive2023 la partnership con Radware, azienda specializzata in soluzioni di cybersecurity e application delivery per data center fisici, cloud e software-defined. .”In VEM abbiamo trovato un partner interessante in grado di fornire alla nostra azienda un valore aggiunto che, abbinato all’unicità di Radware, che produce tutta la tecnologia che vende, ci consentirà di aiutare reciprocamente i nostri clienti a capire l’importanza della sicurezza informatica nel mondo del cloud digitalizzato di oggi”. Spiega Alberto Prandini Regional Director di Radware. Bossi ha poi anticipato il prossimo obiettivo in tema di cybersecurity: l’aggiunta del tassello della OT Security su cui VEM Group intende continuare ad investire in quanto necessario per soddisfare le esigenze dei numerosi clienti di VEM che operano nel settore manifatturiero.


Marco Bubani, Direttore Innovazione di VEM e neo-presidente di Neen

Proprio su queste novità è intervenuto Marco Bubani, Direttore Innovazione di VEM e neo-presidente di Neen, sottolineando che VEM Group oggi copre tutte le aree del paradigma del Cloud Computing, compresi gli aspetti organizzativi, di processo e di cultura aziendale. Bubani ha sottolineato che a questo punto l’obiettivo “non è avere una cloud company che opera in maniera indipendente rispetto al resto del Gruppo, ma fondere le nostre competenze, per dare ai nostri clienti la possibilità di scegliere il proprio percorso verso il cloud, perché non c’è un’unica strada”.

Il “focus” a cui si riferiva Bossi, invece, è attinente alla capacità di VEM Group di restare focalizzati sull’ascolto e sulla comprensione delle richieste che arrivano dalle linee di business aziendali, permettendo a VEM di porsi come partner che aiuta e assiste i clienti nel semplificare le problematiche tecnologiche in modo che possano occuparsi solo deipropri obiettivi aziendali.

La sostenibilità


La velocità con cui prendiamo risorse e immettiamo sostanze nell’atmosfera è quasi doppia rispetto a quella di rigenerazione terrestre. L’immagine raffigura l’Overshoot Day, che attualmente ricorre fra luglio e agosto

Le ripetute citazioni del termine “sostenibilità” lasciano intendere l’impegno di VEM per la tutela dell’ambiente, che si traduce in uno sviluppo del modello di business a basso impatto ambientale. Per dare risalto all’argomento è intervenuta Valentina Ciurlante, Evolution Guide & Community Catalyst di Nativa, che ha messo l’accento sull’obiettivo di neutralità climatica che l’Europa, con gli accordi di Parigi, si è posta di raggiungere entro il 2050. Un obiettivo che richiede un cambiamento sostanziale nel modo di agire come individui e come collettività, nel modo di fare impresa, nello sviluppo stesso della tecnologia oltre che nel suo impiego, così da accelerare la transizione dai modelli economici estrattivi a quelli rigenerativi. La soluzione per uscire da questa impasse è superare il modello di business capitalistico basato su una crescita infinita, a favore di un approccio volto a creare più risorse di quelle che vengono sfruttate.


Gianmatteo Manghi, CEO di Cisco Italia

Si possono fare molte azioni per contribuire; un esempio concreto è quello portato da Cisco Italia e illustrato dal suo CEO Gianmatteo Manghi, che ha spiegato come la tecnologia possa favorire un utilizzo consapevole delle risorse. “il digitale può aiutare le imprese e la PA a svolgere la propria funzione in modo completo, quindi avere un impatto economico positivo, creare ambienti di lavoro confortevoli, aiutare la produttività e in definitiva migliorare la vita delle persone, in maniera sostenibile” sottolinea Manghi. Cisco concretizza queste promesse “investendo in cinque aree fondamentali: applicazioni, la flessibilità del lavoro, le infrastrutture di rete, la sicurezza informatica e – in modo trasversale – la sostenibilità”.

La data economy

Il tema della sostenibilità si allaccia a un altro intervento significativo, ad opera di Gianluigi Castelli, Direttore Devo Lab SDA Bocconi, che ha trattato della data economy e dei suoi falsi miti riprendendo il concetto di innovazione digitale accelerata accennato da Bossi in apertura: la velocità dei cambiamenti a cui stiamo assistendo rende difficile comprendere come creare valore in un’ottica di sostenibilità. Questo perché, secondo Castelli, si commette l’errore generalizzato di affannarsi a rincorrere le tecnologie, anziché comprenderle. Un obiettivo quest’ultimo che si raggiunge distinguendo i miti dalla realtà.


Gianluigi Castelli, Direttore Devo Lab SDA Bocconi

Va da sé che “quello che ci dovrebbe interessare è il dominio della realtà, perché è quello in cui l’investimento che viene fatto è orientato alla creazione di valore”, sottolinea Castelli. Nella parte del mito, al contrario, “ricadono le decisioni che vengono spesso prese per seguire una moda, oppure che vengono portate avanti senza le necessarie competenze”. Il mito costituisce pertanto una componente di rischio, che se non opportunamente valutata porta alla distruzione di valore potenziale anziché nella creazione di valore. Ecco che quindi capire le tecnologie e sviluppare competenze sempre più avanzate consente di semplificare e dominare la complessità e portare avanti un business sostenibile.


Gianluca Dettori, Chairman & Partner Primo Ventures SGR

Gianluca Dettori, Chairman & Partner Primo Ventures SGR, ha completato il quadro aggiungendo l’elemento di concretezza, che consiste nei criteri ESG su cui si basa la maggior parte del mondo finanziario quando deve decidere quali progetti e quali aziende sostenere economicamente. In particolare, Dettori tratteggia il profilo delle aziende che seguono i criteri ESG e che sono le migliori sul mercato: sono le più attrattive per i talenti, hanno i migliori ambienti di lavoro, performano meglio, sono più inclusive. Non è in elenco il settore merceologico di appartenenza di queste realtà perché tutte le tipologie di aziende devono trovare un modello di sviluppo compatibile con le risorse disponibili, che concorra a cambiare il modo in cui l’umanità produce e consuma risorse, agendo sul fattore culturale, finanziario e tecnologico.

La sessione mattutina dell’evento si è conclusa con l’intervista di Chiara Martinoli a Pierfrancesco Diliberto, in arte PIF, conduttore e autore televisivo, sceneggiatore, scrittore, e regista che ha parlato anche del suo ultimo film “E noi come stronzi rimanemmo a guardare”.

Come di consueto i temi affrontati nella mattinata sono stati approfonditi nel pomeriggio grazie alle Technology Breakout Sessions, suddivise secondo tre direttrici: Infrastructure Impact – Cloud Impact – Cyber Impact. I percorsi, così come gli approfondimenti all’interno degli IMPACT Corner, hanno preso vita grazie ai numerosissimi partner di VEM sistemi presenti all’appuntamento: AXIS, Cisco, CyberGuru, NetApp, Netwrix, Panduit, RedHat, Radware, Rubrik, Samsung, Schneider Electric, Trend Micro, VMWARE Carbon Black.

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