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Oracle, a che punto è la trasformazione digitale delle università italiane

Se ne è parlato in un seminario organizzato a fine marzo nella Capitale con la Conferenza dei Rettori della Università Italiane

Trasformazione Digitale

Lo sviluppo del tandem pubblico-privato nei contesti accademici consente di alimentare un modello universitario virtuoso, che integra tecnologia, competenze, sicurezza e leadership e che assume un ruolo strategico nella trasformazione digitale del Paese. In questo momento storico unico, alla luce anche degli scenari delineati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, le sfide sistemiche digitali che attendono il mondo accademico rappresentano un’opportunità di crescita imperdibile per i futuri professionisti, le aziende e il Paese.

Se ne è parlato il 24 marzo all’evento “Oracle e Crui per la trasformazione digitale del Paese”, organizzato a Roma da Oracle e dalla Conferenza dei Rettori delle Università italiane, Crui, anche per annunciare il rinnovo per altri cinque anni dell’accordo di collaborazione su tecnologie e servizi già in essere da tre anni, e che verrà erogato agli Atenei che ne facciano richiesta attraverso un Partner Oracle. Ad aprire i lavori Francesco Cupertino, Rettore del Politecnico di Bari e Delegato Crui, e Alessandro Ippolito, VP Sud Europa e Country Manager di Oracle, che hanno spiegato come hanno sviluppato una fruttuosa collaborazione nei contesti accademici e promosso in Italia modelli eccellenti di università del futuro.

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Dal 2010 il Politecnico di Bari ha attivato, come altre università del Mezzogiorno, laboratori pubblico-privati con aziende e multinazionali dei settori più innovativi, all'interno dei quali accademia e impresa fanno insieme attività di ricerca e sviluppo, che hanno sede nell'ateneo. È un modello vincente sia per le aziende, che beneficiano delle competenze accademiche per i loro obiettivi di innovazione, sia per gli studenti, i quali trovano nelle loro stesse università le migliori competenze e le opportunità professionali senza dover emigrare”, ha detto Francesco Cupertino. Questo modello di open innovation permette infatti, secondo il Rettore del Politecnico e delegato CRUI, “di alimentare la multidisciplinarietà. I modelli didattici stanno cambiando, integrando gli studi tecnico scientifici con quelli umanistici per poter formare nuovi profili che abbiano non solo le competenze tecniche, ma anche gli strumenti per acquisire consapevolezza dell’impatto delle nuove tecnologie sulla società”.

L’accordo con Oracle, che prevede per esempio la fornitura di soluzioni Cloud ERP e HCM per la gestione dei processi di back-end, amministrativo-contabili o del personale “permette, da un lato, di assicurare servizi di qualità e, dall’altro, di organizzare attività di formazione e momenti di confronto di valore”, ha aggiunto Cupertino. “La collaborazione è in linea con le politiche della CRUI perché risponde a esigenze pratiche, contribuendo ad alleggerire gli oneri amministrativi degli uffici e a uniformare le procedure negli atenei, a beneficio di docenti e studenti.”


Il rapporto pubblico-privato è la chiave di volta per la crescita della cultura digitale in Italia”, ha rimarcato Alessandro Ippolito. “Tra le sue missioni, Oracle persegue quella di alimentare la cultura e l’analisi dei dati nelle università italiane. Aver rilanciato questa partnership dimostra che Oracle non si limita a fornire la tecnologia ma si assume un impegno a livello sistemico: con la giusta progettualità e tecnologia, può favorire l’acquisizione di skill elevate e la crescita di talenti pronti a salire sul treno della trasformazione digitale data-driven”.

Siamo pronti ad aiutare qualsiasi ateneo del territorio nazionale per creare competenze digitali che favoriscano lo sviluppo del territorio”, ha aggiunto Ippolito, che ha citato le numerose iniziative fin qui promosse, con alcune università del Centro-Sud in particolare (Federico II di Napoli, Salerno, Palermo). Molto rilevante anche il programma educational gratuito Oracle Academy, che fornisce a scuole e università un portafoglio completo di software, programmi di studio pre-definiti, sessioni di training per gli insegnanti e risorse di certificazione da utilizzare a fini didattici; la divisione Oracle University, vero e proprio ente formatore interno a Oracle, che come business unit a servizio di Partner di Oracle e aziende clienti fornisce, in ottica di upskilling o reskilling delle persone, corsi e certificazioni professionalizzanti su tecnologie e applicazioni Oracle. Inoltre, sono da ricordare i programmi filantropici Oracle for Research, che garantisce agli scienziati l'accesso alle tecnologie cloud, Oracle Open Data, che semplifica l’uso dei dataset scientifici costruiti da università e istituti di ricerca affidabili, e Oracle Labs, laboratori di sperimentazione in ambito tecnologico e di cloud infrastrutturale e applicativo, che stimolano la collaborazione e lo scambio di informazioni per la crescita della ricerca, anche in ambito medico-scientifico.

Nella seconda parte dell’evento si è svolta una tavola rotonda, iniziata affrontando il tema dell’efficienza dei processi di back-office – gestione amministrativo-finanziaria, gestione delle risorse umane ecc - tanto nelle Università quanto nelle Aziende: “Oracle propone soluzioni mature per il back-office che consentono, da un lato, di liberare risorse e di far concentrare il management sull’attrazione dei talenti e sul consolidamento delle competenze; dall’altro, di assumere con più facilità e sulla base di dati azionabili, decisioni rispetto a possibili risparmi e investimenti”, ha spiegato Giovanni Ravasio, VP e Cloud Applications Country Leader di Oracle.


Di talent management e dell’importanza paritaria tra skill tecniche, umane e manageriali ha parlato anche Filippo Cecchi, Responsabile Sistemi Informativi di Unicoop Firenze: La partita del futuro digitale si gioca sulle conoscenze trasversali: lo vediamo chiaramente, in un’azienda della distribuzione organizzata e del retail come la nostra, alle prese ogni giorno con sfide della logistica e della supply chain, ma anche del servizio sempre migliore al consumatore finale - oggi più esigente che mai, dopo il periodo pandemico. Abbiamo bisogno di coltivare una competenza manageriale più spiccata rispetto al passato e una propensione al cambiamento elevatissima, considerato quanto velocemente l’innovazione tecnologica stia cambiando il mercato, anche nel nostro settore”.


La capacità di innovazione del mondo universitario è cruciale anche per affrontare le esigenze e le aspettative delle aziende nei confronti del sistema formativo, che oggi mettono in evidenza sempre nuovi temi, come quello, attualissimo, della cybersecurity. “Gli specialisti della sicurezza informatica saranno sempre più centrali - e ricercati per l’impiego da parte di organizzazioni pubbliche e private - per due motivi fondamentali: il primo riguarda l’incertezza dettata dal recente scenario globale socio-politico; il secondo richiama l’accelerazione al digitale e all’innovazione spinte dalla pandemia”, ha spiegato Andrea Sinopoli, VP e Cloud Tech Country Leader di Oracle. “Anche nel rapporto globale sulla Cybersecurity 2023, presentato all’ultimo World Economic Forum, si è parlato di tre punti di contatto tra il mondo della cybersecurity e quello accademico: la formazione di specialisti; la cultura della sicurezza; la visione della sicurezza sull’intera supply chain”.


Andrea Sinopoli, VP e Cloud Tech Country Leader di Oracle

Se le università avranno quindi un ruolo sempre più centrale, le imprese non saranno da meno: “Già oggi Oracle Cloud consente di lavorare con grandi moli di dati, in ottica di cloud security, sia per prevenire che per individuare attacchi informatici. L’integrazione di Intelligenza Artificiale e Machine Learning nelle soluzioni tecnologiche e applicative di Oracle aiuta già oggi i professionisti a proteggere al meglio le loro organizzazioni dalle minacce.”, ha poi rimarcato Sinopoli. Anche la collaborazione già avviata con il PSN-Polo Strategico Nazionale e con l’Agenzia Nazionale per la Cybersecurity va nella medesima direzione, nel quadro della trasformazione digitale del settore pubblico.


Guardando al futuro, Juergen Ambrosi, Responsabile Area ICT di Crui, ha chiuso la tavola rotonda e la mattinata di lavori parlando degli obiettivi di medio e lungo periodo della Crui alla luce dell’estensione dell’accordo: Ci aspettiamo una partnership ancora più proficua con Oracle, tra le prime realtà con le quali la Crui ha collaborato: c’è spazio per job placement, per nuove professionalità – non solo in ambito STEM - e per la contaminazione della conoscenza e dell’uso del cloud in nuove competenze”.

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