Oracle, non solo il data center: a Milano città arriva una nuova sede

A sei mesi dall'apertura della Cloud Region italiana, la società inaugura gli uffici in zona Porta Nuova: ne parla il top management dell’azienda

Trasformazione Digitale Cloud

E così anche Oracle è arrivata in città. Entrando di diritto a far parte del club delle aziende tech per così dire “pentite”, cioè quelle che dalle periferie di Peschiera Borromeo, Cernusco o Segrate si sono inurbate a Milano città, come è il caso di Microsoft, Samsung e IBM, quest’ultima solo parzialmente. E curiosamente gravitano un po’ tutte nell’area di Porta Nuova-Garibaldi, dove sono anche le aziende tech che in città sono sempre state, come Google Cloud o Amazon, con gli uffici di Oracle, che lascia definitivamente Cinisello Balsamo e Sesto San Giovanni, realizzati in una parte del building ricavato da quello che una volta passava per essere l’hotel più grande di Milano, l’Executive.


Building sostenibile

Il nuovo building dove Oracle è sbarcata da poco più di un mese, ancora non a pieno regime per l’attenzione ai protocolli Covid, che prevedono un’occupazione del 60% delle 350 postazioni di lavoro e che vedono la presenza in ufficio unicamente su base volontaria, risponde ovviamente a tutti i requisiti di sostenibilità, come ha tenuto a sottolineare più volte il top management dell’azienda, in un incontro a fine giugno che ha costituito anche l’occasione per fare il punto sull’andamento del business a ridosso dell’avvio del nuovo anno fiscale.

Intervenuto in collegamento dalla sede di Roma, Alessandro Ippolito, Vice President, VP Tech e Country Manager di Oracle Italia, ha ricordato uno dei momenti chiave dell’anno fiscale 2022, che per Oracle si è concluso il 31 maggio, ovvero l’apertura della prima Cloud Region in Italia inaugurata a Milano il 15 dicembre scorso. “L’apertura è stato un momento importante per i clienti del nostro Paese, che in questa infrastruttura trovano risposta alle esigenze di sicurezza, affidabilità, prestazioni necessarie per dare una svolta al loro percorso di migrazione al cloud, con nuove possibilità di valore anche per il tessuto delle piccole e medie imprese, fondamentali per la ripresa italiana”, ha tenuto a sottolineare.


Business in crescita

Nel dettaglio, l’andamento del business è molto positivo anche in Italia, sull’onda della trasformazione digitale e della migrazione al cloud spinta dagli eventi degli ultimi due anni, dai nuovi scenari e dalle risorse del Pnrr dirette all’innovazione: “per l’Italia si tratta di una crescita solida, globalmente circa del 10% anno su anno, che ha riguardato sia il cloud tecnologico (IaaS e PaaS) sia il cloud applicativo (SaaS)”, ha spiegato Ippolito, sottolineando che alla crescita del business sia stato affiancato anche un corrispondente investimento sulle persone.

Nell’anno fiscale appena concluso, Oracle Italia ha infatti inserito in azienda oltre 150 persone, lanciando anche nel nostro Paese il programma a livello Emea “GenO”, Generation Oracle, volto all’acquisizione dei migliori talenti in uscita delle università, che ha l’obiettivo di coinvolgere 400 giovani nell’arco di tre anni in Europa, in un percorso che prevede 24 mesi di formazione e lavoro su progetti diversi.


Cloud di seconda generazione

Ci ha invece pensato Andrea Sinopoli, VP & Country Leader Cloud Tech di Oracle Italia, a raccontare come la Cloud Region aperta da poco più di sei mesi a Milano sia un “booster” importante per incidere sui grandi percorsi di trasformazione digitale in atto nel nostro Paese, legati sia al settore pubblico sia a quello privato, che in alcune aree come Banking e Finance sta migrando in modo molto significativo processi, dati e applicazioni verso il cloud.

In questo ambito Oracle ha creato in Italia nell’arco di appena due anni un percorso di successo, registrando nell’anno fiscale appena chiuso una crescita molto significativa sulla componente IaaS e PaaS”, ha sottolineato Sinopoli, sottolineando che tra i motivi di questo successo vi sono il cloud di seconda generazione di livello enterprise tipico di Oracle, riprogettato in modo da offrire i livelli di sicurezza, performance, predicibilità, automazione dei servizi necessari per i processi mission-critical, e la proposta unica di Distributed Cloud di Oracle, con offerte come Exadata Cloud at Customer e Dedicated Region Cloud@Customer.

Riguardo al go to market, Alessandro Sinopoli ha confermato l’investimento sull’ecosistema di partner, in particolare con un programma per i CSP (Cloud Service Provider) rivolto ai grandi system integrator, che permette ai Partner di diventare gestori del cloud infrastrutturale e di piattaforma Oracle e integrarvi “on top” le loro componenti applicative.

Ma si è parlato anche di spinta sull’approccio multicloud, grazie alla collaborazione con gli hyperscaler, anche replicando l’accordo siglato un paio d’anni fa con Microsoft, che vede interconnessione e interoperabilità completa tra le Cloud Region di Azure e della Oracle Cloud Infrastructure, che in Europa è già disponibile per esempio a Francoforte.


Application di successo

Infine, Giovanni Ravasio, VP e Country Leader Cloud Applications di Oracle Italia, ha sottolineato che “come ci riconoscono anche i principali analisti, collocandoci in posizioni di leadership nei quadranti del mercato, le nostre applicazioni cloud traducono una visione ben precisa in execution, perché permettono di portare in cloud tutti i processi aziendali, dal back-office fino al front-end, avvantaggiandosi di aggiornamenti continui e di un’interfaccia e di un motore di AI e ML comune a tutte le nostre soluzioni”.

Non è quindi un caso se i dati di crescita sono di tutto rispetto, con un incremento superiore al 43% anno su anno nell’ambito dell’ERP e 90% anno su anno per le applicazioni cloud HCM, ovvero per la gestione delle risorse umane, “dove stiamo sostituendo numerosi competitor”, ha concluso Ravasio.

In questa pagina, alcune vedute dei nuovi uffici Oracle di Milano città

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