Oracle, anche le operations sono più resilienti con il cloud

Due casi concreti di sfide vinte anche nei nuovi scenari della pandemia, grazie alla trasformazione in cloud dei processi di produzione, logistica e supply chain

Trasformazione Digitale Cloud
La parola è forse un pochino abusata, negli ultimi tempi. E in effetti “resilienza” se la gioca testa a testa con “nuova normalità”, quando si tratta di raccontare il nuovo scenario indotto dalla nota pandemia. Ma va anche detto che quelli che stiamo vivendo sono tempi del tutto inediti, almeno nella storia recente. Ed è più che logico che di fronte a scenari nuovi ci si chieda quali strategie anche tecnologiche possono aiutare le aziende manifatturiere e la loro supply chain ad affrontare il cambiamento radicale che stiamo vivendo?

I riflessi sul sistema produttivo e su quello logistico sono stati al centro la scorsa settimana dell’Oracle TalkOperations Resilienti per stare al passo del cambiamento”. Ne hanno discusso Simone Marchetti, Responsabile Business Development della Digital Supply Chain di Oracle, e i responsabili IT di due aziende: l’italianissima Marazzi Group e la “quasi” italiana, nel senso che ha sede in Canton Ticino, Alcar Ruote.

Guardare alla supply chain


marchetti simone oracle   2020
Simone Marchetti di Oracle
Le catene del valore hanno vissuto uno sconvolgimento senza precedenti, con pesanti impatti sui processi di approvvigionamento, sulla logistica e sulla gestione dell’operatività. Si sono dovute compiere scelte complesse anche in termini di risorse umane, per armonizzare il lavoro che è possibile svolgere anche da remoto con quello che per forza di cose non lo è”, ha esordito Marchetti.

In questo contesto, l’emergenza sanitaria evidenziato i vantaggi di aver investito in una trasformazione digitale basata sul cloud: “un percorso già iniziato per ricercare ottimizzazione ed efficienza, ottenendo maggiore visibilità sulla catena del valore e informazioni con cui rendere più agili le decisioni, più rapide le reazioni, più strette le relazioni con clienti e fornitori, ha aiutato a dare migliore risposta alla crisi, con strumenti cloud che Oracle ha aggiornato espressamente per introdurre funzioni vicine alle esigenze del momento”, ha aggiunto Marchetti.  

Una app per la logistica

Interessante a questo riguardo la testimonianza di Marazzi, azienda nata a Sassuolo oltre ottanta anni fa e attiva nelle piastrelle e nel gres porcellanato, che ha evidenziato come una soluzione logistica nata per gestire in modo efficiente le centinaia di accessi di trasportatori e relative consegne che avvengono quotidianamente presso gli stabilimenti si sia trasformata, quando è scoppiata l’emergenza sanitaria, in uno strumento che ha aiutato a proseguire nell’attività rispettando le esigenze di sicurezza delle persone.

I nostri clienti, che siano piccoli o grandi retailer, sono quasi tutti rivenditori multimarca che gestiscono una logistica
claudio coni marazzi group
Claudio Coni di Marazzi
complessa, con trasportatori che ritirano i carichi individualmente presso le tantissime aziende del distretto
”, ha raccontato Claudio Coni, CIO della Business Unit Ceramics di Marazzi Group, spiegando che “seguendo un percorso di loro scelta, i trasportatori arrivavano in Marazzi in modo imprevedibile, dovendo quindi attendere e non consentendoci di preparare in anticipo la consegna. Avevamo già da diversi anni in azienda soluzioni Oracle per l’ERP e abbiamo sperimentato il cloud applicativo Oracle, collegandolo a queste soluzioni on-premise, con la suite Oracle Transportation Management Cloud, per realizzare una app che consente ai trasportatori di prenotare il pick-up del carico in autonomia, avendo la precedenza al momento del ritiro e trovando la merce già pronta”.

Quando è scoppiata l’emergenza Covid-19, Marazzi ha fatto dell’app disponibile ai trasportatori il fulcro di una gestione delle consegne e pick-up sicura e rispettosa della salute delle persone, in modalità completamente “self service” da parte dei trasportatori. Senza peraltro dimenticare la sicurezza dei dati e dei processi: “l’interazione tra l’applicativo reso disponibile ai trasportatori e l’ERP aziendale è mediata da livelli di protezione intermedi forniti dal cloud stesso, così da evitare ogni contatto con i sistemi aziendali interni”., ha evidenziato Claudio Coni. 

Monitorare la stagionalità

Sulla stessa linea anche la testimonianza di Alcar Ruote, che ha sede nell’area di Lugano e produce cerchioni in acciaio per automobili: un prodotto con stagionalità particolare, legata al periodo di passaggio alle gomme invernali, concentrata principalmente tra settembre e dicembre. Per affrontare senza difficoltà i periodi di picco, l’azienda si affida a sistemi di forecasting legati alle previsioni di vendita del settore che possano quindi consentire di programmare la produzione.

In particolare, Alcar Ruote ha adottato Oracle IoT Production Monitoring e Manteinance Cloud, soluzioni che consentono di connettere le linee produttive, con individuazione in ottica predittiva di potenziali esigenze di manutenzione, aiutando anche a garantire maggiore elasticità e capacità di ripianificazione della produzione.


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Stefano Mariani di Alcar Ruote
Quando ci siamo trovati ad affrontare l’emergenza Covid questa flessibilità è diventata ancora più importante” ha spiegato Stefano Mariani, IT Manager di Alcar Ruote. “Abbiamo avuto pesanti impatti sulla domanda e affrontato la sfida di garantirci continuità produttiva a fronte di una situazione che ha messo alla prova anche la gestione del personale. In un’azienda come la nostra le squadre al lavoro per mantenere operativa una linea produttiva sono composte da personale molto specializzato, che non è semplice coprire in caso di assenze che si verificano con maggior frequenza a causa di quarantene e malattia. Avere un sistema integrato che da un lato aggiorna in tempo reale le informazioni per adeguare la pianificazione e dall’altro supporta la continuità operativa dell’impianto si è rivelato un asset fondamentale in questi mesi”.

Non solo: con la soluzione cloud Oracle è stato anche possibile dotare il personale di “cruscotti di controllo” remoti, in modo da gestire al meglio l’esigenza di equilibrare presenze in stabilimento e necessità di distanziamento fisico.
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