Networking: si cambia per il cloud

Il networking è un componente chiave delle nuove infrastrutture IT orientate al cloud: le sue evoluzioni portano ciò che serve poi allo strato applicativo

Tecnologie
La Trasformazione Digitale equivale per molte imprese a decisi investimenti nel rinnovamento della propria infrastruttura IT. L’idea di delegare tutto all’esterno usando il cloud pubblico è stata infatti drasticamente ridimensionata. Oggi si investe per allineare le infrastrutture on-premise alle potenzialità delle tecnologie cloud-style. Una quota sensibile di questo rinnovamento riguarda la parte di networking.

Il networking da tempo non è più la parte “cavi e tubi” di mero trasporto. L’intelligenza e l’automazione si sono distribuite per tutta l’IT. E sono ora anche nei dispositivi di rete. Anche limitandoci alla parte di trasporto, poi, la connettività da/verso il cloud e nei data center deve avere prestazioni sempre più elevate. Perché il cuore della digitalizzazione oggi sono, più che le applicazioni, i dati.

Le analisi di mercato indicano che si sta investendo in nuove soluzioni legate alla connettività. Secondo Interop, il 28% delle imprese medio-grandi sta investendo, o pensa di farlo entro 24 mesi, in SDN (Software-Defined Networking) o NFV (Network Functions Virtualization). La percentuale sale per la parte wireless (54%) e per l’hardware di networking (66%). L’hardware di rete, in particolare, è la terza tecnologia che registrerà, tra il 2019 e il 2020, la maggiore crescita di investimenti. Prima ci sono solo i server e la cyber security.
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Più banda per il networking: 800 GbE

Le reti in questi anni sono diventate più complesse ed eterogenee. E devono operare sempre più in sinergia con le componenti applicative. Parallelamente, devono trasportare sempre più dati e sempre più in fretta. Quindi c’è la necessità di aggiornare la connettività, all’interno come all’esterno. In un futuro fatto di microservizi, in cui dati e workload possono essere ovunque ma devono essere comunque connessi, la rete rischia di diventare il collo di bottiglia.

Tutti vogliono evitarlo, non solo i vendor di networking. Anzi, a spingere verso nuove evoluzioni non sono i nomi più ovvi. Già da anni, a spingere per avere bande sempre più ampie sono i nomi collegati all’IT, ai grandi data center e al cloud. Più che i nomi classici dell’IEEE che hanno, in un certo senso, fatto nascere il networking.

Vale anche per il prossimo salto annunciato nella connettività da data center: 800 Gigabit Ethernet. Si tratta di una evoluzione fluida dell’esistente. Usa gran parte delle tecnologie e degli approcci di 400 Gigabit Ethernet. Tanto che da molti punti di vista la specifica 800GBase-R è una combinazione integrata di due connessioni 400 GbE. Anche per questo Ethernet a 800 Gbps dovrebbe essere gestibile con gli hardware di networking della attuale generazione. Ovviamente quello di fascia alta.

Il networking elastico

Le aziende vogliono per il networking le stesse cose che in generale vogliono per la loro IT. Più sicurezza, più efficienza, meno costi, più elasticità, più automazione. Nei data center l'esigenza principale sono le prestazioni. Fuori, la necessità di collegarsi con reti sempre più estese, e che fanno da ponte verso il cloud, ha portato ad una accelerazione nella diffusione dell’approccio SD-WAN.
networkingCome boom è ancora relativo. Per il 2020 si stima che solo un’azienda su cinque abbia in atto, o abbia completato, progetti SD-WAN. Ma per una tecnologia che un paio d’anni fa era considerata quasi esoterica e per pochi, è una crescita decisa. SD-WAN non è la panacea di tutti i mali del networking geografico che si adatta faticosamente al cloud. Ma porta i vantaggi del modello software-defined a una voce di costo importante per molte imprese. Che non adottano soluzioni SD-WAN per risparmiare direttamente, quanto piuttosto per avere una maggiore elasticità nella gestione delle opzioni di connettività.

Questo fattore diventerà sempre più importante man mano che le aziende faranno propria l’evoluzione in atto della connettività WAN per il cloud. Il punto chiave è sempre più connettere al cloud le sedi decentrate aziendali senza passare per le sedi centrali. Questo richiede una visione diversa della connettività, in cui alcune funzioni - in primis la cyber security - saranno distribuite e abilitate in parte nel cloud stesso.

In quest’ottica una SD-WAN può diventare la rete “universale” che collega sedi decentrate, data center, multicloud, ambienti di edge computing. In una visione unificante che dà un ruolo di primo piano, ancora una volta, ai cloud provider come fornitori di servizi “ubiqui”.
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