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Il Copasir dice no a Huawei e ZTE per il 5G italiano

Huawei e ZTE potrebbero rappresentare un rischio per la sicurezza nazionale delle reti 5G. L'ipotesi esclusione ora è sul tavolo.

I lavori per lo sviluppo delle reti 5G in Italia vanno avanti. Ma resta sullo sfondo la questione del ruolo che i vendor cinesi possono avere in tale sviluppo. Alcune nazioni hanno preso in merito posizioni decise. In Europa e in Italia il clima è più attendista. Ora però il Copasir ha presentato al Governo una relazione che, quantomeno, ipotizza la fuoriuscita dei vendor cinesi dalle reti nazionali.

La relazione in questione del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica (Copasir, appunto) è stata presentata qualche giorno fa ed è consultabile integralmente a questo link. La preoccupazione del Copasir è legata a un tema segnalato più volte. Ossia il rapporto tra le aziende cinesi e il Governo di Pechino.

La relazione ammette che "i rappresentanti di Huawei Italia hanno sottolineato che l’azienda italiana è soggetto autonomo, sebbene ovviamente collegato, rispetto alla società principale, e che deve necessariamente rispettare la legislazione italiana". Ma sempre secondo la relazione, "il Comitato ha tuttavia ricevuto valutazioni di segno diverso da parte dei responsabili delle Agenzie. In particolare, è stato posto in rilievo che in Cina gli organi dello Stato e le stesse strutture di intelligence possono fare pieno affidamento sulla collaborazione di cittadini e imprese".

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Per questo, il Copasir ritiene "in gran parte fondate le preoccupazioni circa l’ingresso delle aziende cinesi nelle attività di installazione, configurazione e mantenimento delle infrastrutture delle reti 5G". Il rapporto cita esplicitamente Huawei e ZTE come esempi di aziende cinesi "che sono oggi protagoniste significative nell’ambito della tecnologia per la realizzazione delle reti 5G". E indica che "si dovrebbe valutare anche l’ipotesi, ove necessario per tutelare la sicurezza nazionale, di escludere le predette aziende dalla attività di fornitura di tecnologia per le reti 5G".

Il Copasit fa anche esplicito riferimento a un episodio che, si sostiene, è un esempio dei rischi possibili per il 5G. Un attacco del 2009 che "sarebbe stato portato attraverso l’installazione di backdoor su apparecchi forniti dall’azienda cinese Huawei a Vodafone Italia, in grado di effettuare accessi non autorizzati all’infrastruttura e quindi alle informazioni veicolate"

Il Copasir è un organo bicamerale composto da cinque senatori e altrettanti deputati, scelti in maniera tale da garantire comunque la rappresentanza paritaria della maggioranza e delle opposizioni. Il Comitato è presieduto da un esponente dell’opposizione. Il suo parere non è vincolante, quindi il suggerimento di estromettere Huawei e ZTE dalle reti 5G va poi valutato da altri organi competenti. E va anche detto che la relazione del Copasir tocca anche argomenti che poco hanno a che fare con i vendor cinesi.

Resta però una relazione significativa che va a movimentare una situazione per ora contrassegnata da un certo equilibrio. Data anche l'importanza crescente di Huawei nel tessuto socio-economico italiano, sarà interessante vedere come il parere sarà accolto ed eventualmente commentato dai componenti del Governo.

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Pubblicato il: 19/12/2019

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