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Cisco Live: da Barcellona parte l'approccio "data center anywhere"

Per Cisco il data center non scompare ma si espande, sino a comprendere di fatto anche la periferia della rete. Ma serve tanta integrazione.

"There is nothing centered about data centers anymore": non c'è più niente incentrato sui data center. Detto da Cisco, che ha fatto dei data center il suo campo da gioco principale per anni, è una affermazione importante e non a caso è quella con cui si è aperto il Cisco Live di Barcellona. In una fase del mercato in cui la centralità dei data center è messa in discussione, Cisco presenta una sua visione che mette insieme il "vecchio" dei data center con il nuovo dell'edge computing: il data center non scompare - spiega Roland Acra, Senior Vice President, Data Center Business Group di Cisco - ma si espande, sino a comprendere di fatto la periferia della rete.

Questa proposta "data center anywhere", come è stata anche battezzata, è prevedibilmente la combinazione di diverse evoluzioni tecnologiche e di prodotto che, insieme, permettano di gestire il cloud, l'on-premise e gli ambienti di edge computing come un tutt'uno. Queste evoluzioni oggi sono necessarie perché, per Cisco come per diversi altri vendor, l'elemento su cui occorre concentrarsi ora non è tanto l'infrastruttura in sé quanto la possibilità di spostare i carichi di lavoro e le applicazioni là dove è più opportuno.

Questa constatazione è generalizzata, anche se poi di volta in volta cambia il senso dell'opportunità di spostare workload e applicazioni. Può essere conveniente farlo per sfruttare le potenzialità dei servizi cloud, oppure per avvicinare le applicazioni al luogo in cui sono generate le informazioni che devono elaborare. Per garantire tutto questo bisogna però lavorare molto "dietro le quinte", in particolare per le componenti di networking, iperconvergenza, sicurezza e automazione.

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Il primo componente che porta "ovunque" il data center è ACI Anywhere, in estrema sintesi una estensione di Application Centric Infrastructure (ACI) al cloud. ACI nasce come piattaforma da data center per il cosiddetto intent-based networking, ossia per la gestione dinamica della rete (per la parte sia fisica sia applicativa) in funzione di obiettivi di livello più astratto: ASL da garantire, policy di sicurezza, compliance normativa e via dicendo. La novità in questo ambito è Cloud ACI, ossia una versione di ACI integrabile con i servizi IaaS di AWS e Microsoft Azure.

L'intent-based networking si estende

Per ACI sono in corso anche altre evoluzioni, nella logica di portare l'approccio intent-based anche oltre la parte più strettamente data center della rete. La visione generale di Cisco è che domini di rete diversi (campus, branch, WAN, data center, cloud) siano ancora necessari, perché le esigenze di un dominio possono essere molto diverse da quelle di un altro. Le reti di campus devono ad esempio gestire molti client in movimento e garantire il controllo degli accessi, mentre la rete di data center è più concentrata sulle prestazioni e sulla gestione dei workload.

Serve però estendere ai vari domini una gestione coerente, cosa che per Cisco è fattibile integrando fra loro le rispettive policy. Concretamente questo si ottiene facendo interoperare tre piattaforme distinte: Cisco Software Defined Access (SD-Access), più sbilanciato verso la parte campus/branch; Cisco ACI, legato alla parte data center; Cisco SD-WAN per la connettività software-defined in ambito geografico e quindi anche verso il cloud.

Per ora Cisco ha compiuto solo il primo passo, ossia l'integrazione tra SD-Access e ACI. La prima piattaforma passerà alla seconda le informazioni sugli utenti e i dispositivi che popolano la rete, in modo da correlarli con le policy applicative gestite da ACI, anche attraverso AppDynamics.

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Un altro tassello "anywhere" è HyperFlex Anywhere, che più concretamente è un aggiornamento dei sistemi iperconvergenti HyperFlex in modo che si possano installare e configurare molto facilmente quando si portano in sedi decentrate. Le unità HyperFlex sinora sono state pensate per i data center, quindi la loro implementazione in sedi decentrate è possibile ma è un processo non banale e nemmeno troppo breve. I nuovi sistemi HyperFlex 4.0 aggirano questo ostacolo sfruttando Intersight, la piattaforma di network/system management in cloud di Cisco.

Un sistema HyperFlex 4.0 installato in una sede decentrata si collega a InterSight e viene configurato automaticamente secondo le esigenze della sua azienda utente, realizzando una architettura iperconvergente integrata ma estesa tra centro e periferia della rete. Le configurazioni di edge computing previste per i nuovi sistemi HyperFlex vanno da due a quattro nodi.

È difficile gestire questo modello "data center anywhere" senza una componente di multicloud managenent, motivo per cui Cisco ha presentato una piattaforma che serve appunto a questo scopo: CloudCenter Suite. Si tratta in sintesi di una soluzione basata su Kubernetes che può essere utilizzata on-premise come in cloud e che si concentra su tre aspetti principali: gestione dei workload, analisi e ottimizzazione dei costi infrastrutturali (cloud e on-premise), automazione e orchestrazione dei workflow.

La CloudCenter Suite ha varie versioni che prevedono tutte gli stessi moduli (Workload Manager, Cost Optimizer, Action Orchestrator) dedicati ai tre compiti indicati, ma le funzioni disponibili variano a seconda del livello di licenza (Essentials, Advantage, Premiere). Ad esempio, Cost Optimizer nella versione Essentials fa solo reportistica e non una vera ottimizzazione dei costi, mentre Workload Manager acquista funzioni di CI/CD solo nella fascia Premiere.

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Pubblicato il: 29/01/2019

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