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Quale futuro per le applicazioni d’impresa?

Cloud, mobile, big data e IoT delineano il percorso della trasformazione digitale rendendo possibile avviare un percorso di rinnovamento complessivo

Cloud e mobile sono gli innegabili driver di trasformazione dell’Information Technology dell’ultimo decennio e costituiscono l’asse del cambiamento attorno al quale si è sviluppata la nuova informatica. Cloud e mobile sono di fatto l’alter ego della logica client server che ha caratterizzato l’era pregressa quando l’end point per antomasia, il personal computer, interagiva e si interfacciava con un cluster di server in una dimensione esclusivamente on premise.

Dal mondo delle web application si è traghettati a quello dell’app economy dove dati, servizi e applicazioni possono essere utilizzati e fruiti anywhere, anytime on any device. La mobilità è poi la premessa alla creazione e disponibilità di un mondo digitale, essenziale e irrinunciabile per competere in un mondo sempre più complesso e globale.

L’eredità del passato sopravvive e cambia in funzione delle esigenze che vengono espresse dal management aziendale che deve riuscire a rendere più efficiente la propria organizzazione creando più occasioni e opportunità di business. Un cambiamento, quello descritto, che è stato accompagnato da una vera e propria rivoluzione in merito alla capacità di acquisire e analizzare i dati.

Da una parte la possibilità di avere una visione real o near real time dei singoli processi, dall’altra la possibilità di accedere a dati in una logica di open data, secondo il paradigma delle application programming interface (Api), e di Industry 4.0, quest’ultima trainata dalla promettente affermazione dell’Internet of Things (IoT). Le organizzazioni sono oggi nella condizione di poter acquisire dati da un numero infinito di risorse e oggetti che vengono creati coerentemente al modello di un ecosistema digitale.

Significa confrontarsi e trarre vantaggio da quello che comunemente viene descritto come il mondo del Big Data, vera fonte di ispirazione di nuove iniziative di business e di efficientamento di ogni attività imprenditoriale. Evoluzioni il cui denominatore comune è dettato dalla consapevolezza che i dati rappresentano il nuovo petrolio, la materia dalla quale è possibile estrarre, grazie a tutta una serie di raffinatissime sofisticazioni elaborative, vedi machine learning e intelligenza artificiale, informazioni in grado di creare conoscenza e, in ultima analisi, valore. In estrema sintesi significa dare velocità al business automatizzando capacità decisionali, offrendo insight su processi e attività una volta inimmaginabili.

Cloud, mobile, big data e IoT sono, insieme, la costellazione che delinea il percorso nella trasformazione digitale delle applicazioni aziendali - quali Erp o programmi gestionali - nate per rispondere a tutte le esigenze d’impresa, quali contabilità, vendite e acquisti, logistica e magazzino e produzione. Rispetto al passato vi è la possibilità di accedere alla tecnologia a una frazione di costo. Servizi e applicazioni, di un ordine elaborativo e complessità una volta appannaggio delle sole grandi aziende, sono ora alla portata di organizzazione di ogni ordine e grado.

L’economia di scala del cloud si traduce in opportunità. Naturalmente vale la consueta riflessione che ciascuna azienda è diversa e insieme uguale alle altre. Vi sono esigenze di fondo che sono trasversali a tutte le tipologie di industry, ma vi sono altrettante differenze in merito ai processi da gestire. Soprattutto per le piccole e medie aziende per le quali diventa importante sapere individuare i partner con le conoscenze più adatte per gestire e affrontare il percorso di trasformazione.

Per alcuni può essere venuto il momento di mettere in discussione investimenti ormai datati, che si riflettono in una tecnologia Erp destinata a soccombere, per altri potrà significare individuare le opportunità di estensione e integrazione complessiva con altre componenti applicative core, tipicamente di logistica, marketing e vendita. Per il settore manifatturiero, inutile dirlo, la sfida è l’integrazione dell’anima informatica con quella della produzione ovvero acquisire i dati per migliorare, in prima istanza, produttività e qualità.


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Pubblicato il: 13/10/2017

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