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TIM e Google Cloud per la migrazione cloud di Intesa Sanpaolo

Il Gruppo bancario ha spostato oltre 800 applicazioni sulle region italiane di Google Cloud ospitate nei data center TIM

Cloud Progetti

Il Gruppo Intesa Sanpaolo ha portato a termine la migrazione dei propri sistemi IT core verso il cloud, nell'ambito di un progetto di trasformazione digitale sviluppato insieme a TIM e Google Cloud. L'obiettivo dichiarato dell'iniziativa era rendere l'infrastruttura tecnologica della banca più rapida, sicura, predisposta all'intelligenza artificiale e sostenibile dal punto di vista energetico. Secondo quanto riferito dalle aziende coinvolte, i target tecnici fissati inizialmente sono stati raggiunti e in alcuni casi superati.

Il programma si è appoggiato su due region di Google Cloud localizzate a Torino e Milano, ospitate all'interno dei data center di TIM. Questa configurazione ha permesso il trasferimento dei sistemi senza interruzioni operative, mantenendo al tempo stesso i dati sul territorio nazionale, un aspetto rilevante per un istituto bancario soggetto a vincoli normativi sulla residenza dei dati.

Nel corso del progetto sono state migrate oltre 800 applicazioni sull'infrastruttura di Google Cloud, mentre un numero equivalente di applicazioni è stato dismesso presso la sede fisica della banca. La combinazione tra le funzionalità di gestione dati di Google Cloud e le prestazioni di data center e connettività messe a disposizione da TIM ha costituito, secondo le tre aziende, il fattore abilitante principale per gestire i trasferimenti di dati mantenendo standard elevati di sicurezza e bassa latenza tra gli ambienti cloud e i sistemi preesistenti.

Durante le fasi di migrazione non si sono registrati incidenti di rilievo, e la continuità operativa del business è stata mantenuta anche a fronte di carichi di lavoro considerati complessi per un'infrastruttura bancaria di queste dimensioni. Un elemento citato come determinante è il modello di governance end-to-end adottato da TIM per l'intero programma, che ha incluso il monitoraggio dei costi attraverso pratiche di FinOps e la gestione dei rischi legati a un progetto di questa portata.

I vertici delle tre aziende hanno commentato l'esito del progetto sottolineando aspetti differenti. Da parte di Intesa Sanpaolo è stato evidenziato come l'iniziativa abbia permesso di completare gli obiettivi previsti dal piano industriale 2022-2025 e di gettare le basi per il piano successivo, relativo al periodo 2026-2029, oltre a porre le fondamenta per lo sviluppo di Isytech, la piattaforma tecnologica cloud native destinata a clienti e dipendenti del gruppo. È stato inoltre menzionato un rafforzamento delle competenze interne, attraverso nuove assunzioni specializzate.

Da parte di TIM è stato sottolineato il ruolo dell'azienda come partner strategico nella trasformazione digitale di un'istituzione finanziaria di grandi dimensioni, con particolare riferimento alla capacità di garantire controllo, sicurezza e resilienza dei dati attraverso l'integrazione tra data center, connettività e soluzioni cloud. Da parte di Google Cloud è stato posto l'accento sulla modernizzazione dei sistemi core nel settore dei servizi finanziari, un ambito in cui sicurezza e resilienza rappresentano requisiti imprescindibili, e sul fatto che le due region italiane hanno permesso di rispondere alle esigenze di residenza dei dati della banca.

Il progetto ha incluso anche un piano di formazione rivolto al personale, finalizzato a diffondere una cultura organizzativa orientata al cloud. Sono stati coinvolti oltre 3.000 dipendenti di Intesa Sanpaolo, che hanno conseguito complessivamente più di 170 certificazioni Google Cloud, di cui oltre 60 di livello avanzato.

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