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L'indagine globale di Ipsos rivela che solo il 30% della popolazione italiana gestisce senza affanni la propria situazione finanziaria, mentre l'incertezza su inflazione, energia e tensioni geopolitiche alimenta la sfiducia nei confronti del futuro.
L'Ipsos Cost of Living Monitor 2026 traccia un quadro di diffusa fragilità economica e forte scetticismo tra le famiglie italiane. Soltanto il 30% degli italiani dichiara di vivere comodamente o di gestire la propria situazione finanziaria senza difficoltà, mentre la maggioranza percepisce condizioni di precarietà o fatica a coprire le spese correnti, con un cittadino su quattro che versa in uno stato di aperta difficoltà economica.
L'inflazione continua a costituire la principale fonte di apprensione per il tessuto sociale: il 78% del campione ritiene che il ritorno a livelli d'inflazione ordinari richiederà diversi anni o non si verificherà affatto. Per i prossimi dodici mesi, il 70% degli intervistati attende un ulteriore rincaro dei prezzi, il 59% si aspetta una maggiore pressione fiscale, il 55% stima un rialzo dei tassi d'interesse e il 54% teme un aumento della disoccupazione. Sul piano personale, appena il 17% confida in una crescita del proprio reddito disponibile (a fronte del 33% che ne attende una contrazione) e solo il 16% prevede un miglioramento della qualità della vita.
I rincari sono attribuiti in primo luogo a dinamiche esogene: l'87% degli italiani individua nei conflitti e nelle guerre internazionali la causa primaria del carovita, collocandoli davanti alla congiuntura economica globale e alle politiche di governo. In ottica prospettica, le aspettative di spesa restano orientate al rialzo, con il 77% degli intervistati che attende aumenti per i carburanti e tre italiani su quattro che prevedono un rincaro delle bollette energetiche e dei beni alimentari, delineando uno scenario di contrazione del potere d'acquisto e della capacità di risparmio.
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