Scopri i vincitori degli Italian Project Awards 2025
L’evento annuale di SAP Italia ha coinvolto 52 partner e oltre 2000 partecipanti: al centro della scena l'Autonomous Enterprise. Le esperienze di Angelini Technologies e Bonfiglioli dal cloud all'automazione
Fonte: G11 Media / DL
Il consueto evento annuale dedicato a clienti e partner che SAP Italia tiene a Milano è stato molto affollato anche quest’anno, tanto che per l’anno prossimo l’azienda ha deciso di spostarlo in un sito più grande.
Sono stati oltre 2000 infatti i partecipanti all’edizione 2026 dell’evento, che quest’anno è stato chiamato SAP NOW AI Tour Milan: tantissimi per una sede come il Superstudio Maxi di Milano, tanto che SAP ha già annunciato che l’edizione 2027, prevista per il 6 ottobre, si terrà all’Allianz MiCo, sempre ovviamente a Milano.
Le sessioni e workshop della giornata sono stati oltre 100, organizzati da SAP in collaborazione con 52 partner italiani. Il tema era la Autonomous Enterprise’: “Non parliamo più solo di un’AI che risponde a una domanda”, ha spiegato Carla Masperi, AD di SAP Italia (nella foto), introducendo l’evento, “ma di un’AI che con i Joule Assistants e i Joule Agents è in grado di capire il contesto aziendale e supportare lo svolgimento di attività e processi, nel rispetto delle regole e controlli definiti dall’organizzazione”.
La piattaforma che nella visione SAP supporta l’autonomous enterprise, ha precisato Masperi, è composta da 5 livelli: Joule, SAP Autonomous Suite, le soluzioni Industry AI, la SAP Business AI Platform per lo sviluppo custom di agenti, e SAP RISE o SAP GROW, le due offerte commerciali per la migrazione al cloud rivolte rispettivamente a grandi imprese e PMI.
L’evento è stato anche l’occasione per SAP di attribuire diversi premi alla sua community di clienti e partner italiani. I Quality Award (ne abbiamo riferito in un articolo a parte) per la prima volta sono stati dedicati totalmente a progetti incentrati su agenti AI. Agenti che sono stati protagonisti anche della SAP AI Agent Challenge Italy, che, lanciata lo scorso luglio, ha coinvolto i principali partner SAP appunto nello sviluppo di soluzioni di agentic AI per rispondere a sfide reali di business.
Nel corso dell’evento di Milano, gli esperti SAP hanno valutato le soluzioni in lizza, e i partecipanti hanno espresso la propria preferenza sui casi d’uso: alla fine il primo premio è andato a Seidor, con il progetto “Intelligent Quote Sourcing Agent”, una soluzione multi-agente basata su Joule che automatizza la raccolta e consolidamento di preventivi, prezzi, disponibilità, lead time e condizioni commerciali dei fornitori.
Nella conferenza stampa poi Masperi ha poi ribadito i messaggi dell’evento. “Oggi apriamo un nuovo capitolo sull’uso delle nostre soluzioni, con più concretezza e con l’AI integrata in modo più profondo nei processi aziendali. Abbiamo rilasciato 200 agenti, che diventeranno 400 entro fine anno, e una cinquantina di Joule assistant per i vari ruoli aziendali. La collaborazione tra agenti IT e persone inizia a diventare realtà e cambia il modo di lavorare nelle aziende”.
Quanto alla autonomous enterprise, “gli agenti possono cogliere in anticipo fenomeni, ragionare sui business che conoscono, e agire senza bisogno di interventi umani. Molte operazioni si possono demandare totalmente all’AI, per esempio la raccolta di informazioni e la definizione di scenari, lasciando all’uomo i compiti di decisione e coordinamento”.
Se questa è la situazione ideale dell’AI in azienda, il quadro reale è ben diverso, riconosce Masperi. ”È vero che l’AI è dappertutto, ma nel mondo del business i risultati non ci sono. Secondo BCG il 74% delle aziende è bloccato sulla fase pilota dei progetti AI, senza un percorso per scalare, e l’accuratezza dei modelli LLM generici secondo diversi studi è intorno all’80%, con picchi dell’86%: un buon livello per gli strumenti AI di produttività individuale, ma non per i processi core e dati sensibili aziendali. Per ambiti come i dati di bilancio, l’accuratezza deve essere al 100%”.
Come riempire quindi il gap tra situazione reale e ideale? Secondo SAP, l’AI per diventare parte integrante dei processi aziendali deve avere tre caratteristiche: una profonda conoscenza di processi e settori (“e qui abbiamo 50 anni di esperienza e oltre 120 processi mission critical coperti dalle nostre soluzioni”, ha detto Masperi), una base di dati di business semanticamente pronta per l’AI (“e qui abbiasmo 7,3 milioni di campi dati coperti da SAP Knowledge Graph”), e una governance di livello enterprise, “e SAP ha il 100% di workload AI coperti da controlli certificati ISO per AI Management System, Security Management e Quality Management”.
Nella conferenza stampa inoltre tre imprese utenti italiane hanno raccontato le più recenti esperienze su SAP e i primi approcci all’AI: Angelini Technologies, Bonfiglioli, e Oniverse (che fino a due anni fa si chiamava Gruppo Calzedonia). Approfondiremo qui gli interventi di Angelini e Bonfiglioli, mentre a Oniverse dedicheremo un articolo a parte.
Angelini Technologies è la controllata del gruppo Angelini nata dall’acquisizione completa di Fameccanica, e ha avviato un paio d’anni fa una decisa diversificazione, ampliando il focus dal tradizionale settore converting (macchinari per la produzione di prodotti igienici assorbenti) verso l'automazione avanzata per i settori logistica ed e-commerce, produzione di beni di largo consumo e di batterie: nel 2025, le soluzioni robotiche per logistica ed e-commerce sono salite a oltre un terzo dei ricavi della società.
“Ci aspettiamo una forte crescita nei prossimi anni - il 20% nel 2027 -, per cui c’era la necessità di una piattaforma stabile e sicura: il nostro CEO dice sempre che dobbiamo osare con metodo”, ha spiegato Francesco Scarrico, Global IT Director di Angelini Technologies. “In soli 10 mesi abbiamo fatto il passaggio a RISE with SAP private edition: il go live lo scorso gennaio ha coinvolto 450 utenti. Tutto questo grazie a una preparazione rigorosa, con assessment tecnici, di processo e di readiness anche attraverso servizi professionali SAP”.
La migrazione, ha precisato Scarrico, ha richiesto 5 cicli di conversione, e oltre 1200 test: “Con RISE le prestazioni dei processi SAP standard sono migliorate di 10 volte, e grazie alla governance del dato riusciamo a monitorare 50 nuovi KPI per migliorare i processi e sostenere la crescita”.
I prossimi passi prevedono di puntare sulla scalabilità che offre RISE, e sulla sua “security foundation”, impostando una governance centralizzata dei progetti di intelligenza artificiale. “L’AI ci servirà per migliorare le decisioni, e automatizzare alcuni processi, per esempio stiamo testando una soluzione basata su 2 agenti SAP per realizzare un processo end-to-end”.
Passando a Bonfiglioli, è il classico esempio di multinazionale a conduzione familiare che eccelle a livello mondiale nel suo campo (i riduttori). Con sede a Casalecchio di Reno (Bo), ha 5500 dipendenti, 18 stabilimenti e 23 siti commerciali in tutto il mondo, con fatturato 2026 previsto di 1,3 miliardi. L’azienda è utente SAP da almeno 25 anni, ed è live su RISE with SAP dal gennaio 2025, ma al SAP Now di quest’anno spiccava soprattutto per l’adozione in corso di SAP Digital Manufacturing, il sistema MES di SAP in cloud.
“Per noi il fatto che sia in cloud è importante per portare facilmente il MES in tutte le nostre subsidiary, anche quelle commerciali, nelle quali viene fatto l’assemblaggio dei riduttori”, ha spiegato Enrico Andrini, Chief Digital Officer di Bonfiglioli. “Ma al di là del cloud, questo progetto ha rilevanza strategica enorme perché l’obiettivo, più che di sostituire i vari sistemi MES legacy che avevamo nei vari siti, è che in tutte le fabbriche di Bonfiglioli si parli lo stesso linguaggio MES, e che il calcolo dei KPI non esca da fogli excel ma da un sistema che lavora su dati certificati. Questo assicura piani di controllo garantiti su tutta la filiera produttiva”.
Uno dei timori verso un prodotto SaaS, prosegue Andrini, era di non poterlo adeguare alle proprie esigenze, “ma SAP BTP ci permette di personalizzare senza toccare il core”. In marzo è stato concluso il roll out nell’impianto storico di Bologna, a novembre ci sarà quello nell’altro grande impianto italiano (Forlì), e poi toccherà a Slovacchia, India e Vietnam.
Quanto all’AI, per ora Bonfiglioli ha sviluppato una serie di agenti, tutti non autonomi: la fase di orchestrazione è sempre human driven. Alcuni esempi citati da Andrini sono un agente che supporta la gestione dei ritardi di fornitura, un altro che abbina fatture dei fornitori ed effettivi rifornimenti, e un terzo che controlla i claim suggerendo variazioni nei processi di controllo qualità.
“Al momento ci stiamo concentrando molto sulla preparazione dei dati per alimentare l’AI. Non ha senso pensare a un’AI che prende decisioni se i dati non sono affidabili. È un tema cruciale, perché l’AI è velocissima ad agire, e quindi anche a propagare errori e danni”.
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