La Top 20 delle infrastrutture hyperscale comprende solo due location fuori da USA e Cina: Dublino e Singapore
Fonte: Meta
Che gli Stati Uniti abbiano già sviluppato la maggiore "potenza di fuoco" in ambito data center è abbastanza ovvio, ma le analisi portate avanti da Synergy Research Group danno una precisa dimensione del fenomeno, guardando in particolare alle strategie di sviluppo dei data center di più grandi dimensioni - i cosiddetti data center hyperscale - portate avanti dai principali operatori globali.
Più in dettaglio, Synergy Research ha analizzato la distribuzione dei data center hyperscale di 21 dei maggiori operatori nei settori SaaS, IaaS, PaaS, motori di ricerca, social media, e-commerce e gaming. Tra questi, gli operatori di maggior peso globale sono ovviamente AWS, Microsoft e Google, che hanno sviluppato una presenza massiccia di data center sia negli USA, sia in molti altri Paesi del mondo. Complessivamente, i tre grandi nomi rappresentano oggi il 57% della capacità globale dei data center hyperscale.
Una seconda fascia di operatori che fanno parte del "campione" di Synergy comprende Meta, Alibaba, Tencent, Oracle, Apple, ByteDance, CoreWeave (il maggiore degli operatori neocloud). Segue un gruppo più nutrito di altri operatori hyperscale relativamente più piccoli.
La mappa dei data center hyperscale che Synergy Research ha tratteggiato guardando allo sviluppo infrastrutturale portato avanti da questa classe di operatori è molto concentrata: mostra che solo venti aree statali o metropolitane rappresentano il 60% dell’attuale capacità mondiale dei data center hyperscale. In testa alla classifica ci sono addirittura solo due location - lo Stato USA della North Virginia e l’area metropolitana di Pechino - che da sole costituiscono il 17% di questa capacità hyperscale.
Andando più indietro in classifica il predominio statunitense appare netto. Seguono infatti gli Stati americani dell’Oregon, dell’Iowa e dell’Ohio, l’area di Dallas-Fort Worth in Texas. Solo settima Dublino - la roccaforte in Europa del digitale USA - e a seguire, ottava, Shanghai. Più in generale, tra le prime 20 location hyperscale mondiali, ben 15 si trovano negli Stati Uniti. Solo quattro sono in Asia (le già citate Pechino e Shanghai, più la provincia cinese del Guangdong e poi Singapore) e solo una (appunto Dublino) in Europa.
Queste prime venti location fanno, come accennato, il 60% della potenza hyperscale globale. Colpisce in confronto che le successive altre venti in classifica rappresentino solo un ulteriore 19% del mercato. Qui predominano le aree metropolitane non statunitensi, ma è una magra consolazione considerando che parliamo di una fascia decisamente di rincalzo. Anche perchè il predominio USA sta aumentando e non, come si potrebbe pensare, calando grazie agli investimenti digitali globali.
Fonte: Synergy Research
Synergy Research fa infatti notare che nella sua Top 20 attuale ci sono solo cinque location hyperscale non statunitensi, rispetto alle sei dello studio di un anno fa e alle sette di due anni fa. In un anno, Tokyo, Sydney e la South Carolina sono uscite dalla Top 20, sostituite dall’Indiana e dal Tennessee negli Stati Uniti e dal Guangdong in Cina. La prevalenza dei mercati statunitensi nella Top 20 è, secondo Synergy Research, dovuta principalmente a due fattori. Da un lato il 62% degli operatori hyperscale mondiali ha sede negli Stati Uniti, compresi i quattro più grandi, dall'altro gli USA rappresentano quasi la metà del business cloud in diversi segmenti chiave.
Questo scenario potrebbe cambiare in futuro? A livello "macro" appare improbabile, ma va considerato che lo scenario data center appre decisamente dinamico. Esaminando la pipeline dei futuri data center hyperscale dei vari operatori, Synergy cataloga attualmente ben 915 nuove strutture pianificate e ora in varie fasi di progettazione, sviluppo o allestimento. Quanto di queste strutture saranno effettivamente completate, e quando, resta da vedere. Molto dipende soprattutto dal concreto successo dei servizi di AI: è su questo che il mercato sta scommettendo.
Ma non c'è solo questo, ricorda Synergy. Molti fattori influenzano oggi la scelta dell’ubicazione delle infrastrutture hyperscale: vicinanza ai clienti, disponibilità e costo degli immobili, disponibilità e costo dell’energia elettrica, infrastrutture di rete, facilità di fare impresa, incentivi finanziari locali, stabilità politica, rischi naturali. E soprattutto la disponibilità di energia elettrica è diventata un criterio sempre più critico, così come la crescente opposizione delle comunità locali alla costruzione di grandi data center.
La combinazione di tutti questi fattori locali fa salire o scendere nella classifica delle location hyperscale. È accaduto ad esempio a Dublino, Amsterdam e Singapore, aree apparentemente molto salde ma che invece hanno perso posizioni in classifica negli ultimi due anni, proprio a causa di vincoli locali. Oggi spicca invece la crescita di aree come l’Indiana, il Tennessee e la South Virginia negli Stati Uniti, Shanghai in Cina, Johor in Malesia e Giacarta in Indonesia.
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