Schneider Electric e Digital Realty collaborano alla realizzazione di ROM1, primo edificio di un nuovo campus data center a Roma
Fonte: Schneider Electric
Ha avuto ufficialmente il via ROM1, il primo edificio del nuovo campus di Digital Realty a Roma, sviluppato in collaborazione con Schneider Electric. L’iniziativa rappresenta il primo tassello di un più ampio progetto infrastrutturale che si estenderà su un’area di 22 ettari e che punta a rafforzare il ruolo dell’Italia come snodo strategico per la connettività e i servizi digitali nel Mediterraneo. L’annuncio conferma una collaborazione consolidata tra Schneider Electric e Digital Realty. Secondo le due aziende, in comune c'è una visione orientata alla realizzazione di infrastrutture digitali con elevati livelli di efficienza energetica e un approccio che considera sostenibilità e continuità operativa come elementi centrali nella progettazione dei data center.
Il progetto ROM1 nasce con l’obiettivo di rispondere all’aumento della domanda di capacità elaborativa legata all’intelligenza artificiale, ai servizi hyperscale e alle piattaforme cloud. La struttura rappresenterà il primo modulo di un campus che nelle intenzioni sarà uno dei più estesi del Paese e sarà progettata per supportare carichi di lavoro avanzati, inclusi quelli associati alle nuove applicazioni AI.
Uno degli aspetti più rilevanti dell’iniziativa riguarda la posizione strategica del campus romano. Secondo la visione di Digital Realty, il sito potrà svolgere il ruolo di punto di interconnessione tra Europa, Medio Oriente e Africa, grazie ai collegamenti con diverse infrastrutture di cavi sottomarini. L’obiettivo è contribuire allo sviluppo di un ecosistema digitale capace di favorire la crescita di imprese, operatori di telecomunicazioni e fornitori di servizi cloud che operano nell’area mediterranea.
La sostenibilità costituisce uno dei pilastri del progetto. Il campus sorgerà infatti in un’area precedentemente occupata dal centro gestionale di ACEA, riducendo così l’impatto derivante dal consumo di nuovo suolo. A questo si aggiunge l’utilizzo di energia proveniente da fonti rinnovabili e l’adozione di tecnologie progettate per migliorare l’efficienza energetica complessiva dell’infrastruttura.
Silvia Olchini, VP Secure Power di Schneider Electric Italia, e Alessandro Talotta, AD di Digital Realty ItaliaFonte: Schneider Electric
Per la realizzazione del data center, Schneider Electric fornirà diverse soluzioni dedicate alla distribuzione elettrica e alla gestione intelligente degli edifici. Tra queste figurano i quadri di media tensione SM AirSeT, sviluppati per eliminare l’utilizzo dell’esafluoruro di zolfo, noto come SF6, un gas tradizionalmente impiegato nei sistemi di isolamento elettrico e caratterizzato da un elevato impatto climatico. La tecnologia adottata nei sistemi SM AirSeT utilizza l’aria come mezzo isolante e sistemi di interruzione in vuoto, consentendo di eliminare completamente l’impiego del gas fluorurato.
Schneider Electric sarà coinvolta anche nella realizzazione dei sistemi di distribuzione elettrica in bassa tensione, contribuendo alla costruzione dell’intera architettura energetica del sito. La società Techbau, incaricata della costruzione del data center in qualità di EPC contractor, utilizzerà infatti quadri elettrici di bassa tensione forniti da Schneider Electric per supportare le esigenze operative dell’infrastruttura.
Un ulteriore elemento tecnologico del progetto riguarda la gestione centralizzata dell’edificio. Schneider Electric metterà a disposizione la piattaforma EcoStruxure Building Operations, un sistema software destinato al monitoraggio e al coordinamento dei diversi impianti presenti nella struttura. L’obiettivo è consentire una gestione integrata delle risorse energetiche e dei sistemi tecnici, migliorando il controllo operativo e l’efficienza complessiva del sito.
Dal punto di vista della resilienza infrastrutturale, ROM1 ha già ottenuto la certificazione Tier IV Design Document rilasciata da Uptime Institute. La prima struttura del campus avrà una superficie di circa 2.000 metri quadrati e una capacità iniziale superiore a 3 MW di carico IT. Una volta completato, l’intero campus sarà configurato come infrastruttura cloud e carrier-neutral, consentendo l’accesso a un ecosistema composto da operatori di telecomunicazioni, fornitori di servizi digitali e imprese che necessitano di elevati livelli di interconnessione.
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