Dal discorso sullo Stato dell'Unione è nato il Rate Payer Protection Pledge, secondo cui ogni nuovo data center dovrebbe idealmente coprire i suoi fabbisogni energetici
Molte delle affermazioni che Donald Trump ha fatto qualche giorno fa durante il suo discorso sullo Stato dell'Unione hanno avuto rilevanza nella cronaca, ma forse è passata inosservata quella che promette di cambiare - almeno un po' - le dinamiche nello sviluppo globale del comparto data center. Trump ha sostanzialmente ribadito il principio di "bring your own energy" - il termine tecnico in effetti è Bring Your Own New Generation (BYONG) - che era stato già anticipato tempo fa e che sta già influenzando il comportamento di alcuni Stati USA, come anche di alcune nazioni non americane.
Il principio è semplice: chi intende realizzare un nuovo data center deve anche progettare e realizzare gli impianti energetici che serviranno ad alimentarlo. Uno sviluppo necessario, secondo molti, perché la domanda energetica di un moderno data center potrebbe far aumentare il costo dell'energia per tutti gli abitanti della zona che lo ospita. Una dinamica che sta facendo aumentare l'opposizione popolare alla realizzazione di nuove infrastrutture IT.
Come riporta Reuters, Trump ha illustrato la sua decisione in maniera abbastanza decisa. “Stasera sono lieto di annunciare che ho negoziato il nuovo impegno a tutela dei contribuenti. Sapete di cosa si tratta? Stiamo dicendo alle principali aziende tecnologiche che hanno l'obbligo di provvedere al proprio fabbisogno energetico”, ha affermato durante il discorso sullo Stato dell'Unione. "Abbiamo una rete elettrica obsoleta, che non è in grado di gestire i numeri e la quantità di elettricità necessari. Quindi sto dicendo loro che possono costruire un proprio impianto. Produrranno la propria energia elettrica. Ciò garantirà alla società la possibilità di ottenere energia elettrica e, allo stesso tempo, ridurrà i prezzi dell'energia elettrica per voi", ha proseguito Trump.

Durante il discorso, Trump non ha dato dettagli specifici su come implementare una idea del genere. Qualcosa in più è stato comunicato in seguito: il prossimo 4 marzo alla Casa Bianca sono state invitate le principali aziende dei comparti data center e AI, per confrontarsi sull'iniziativa che ha preso il nome di Rate Payer Protection Pledge. Nelle intenzioni di Washington, le aziende presenti all'incontro dovrebbero addirittura aderire ufficialmente all'iniziativa. I cui dettagli però non sono noti, e forse anche per questo i grandi nomi dell'AI non hanno (ancora) confermato che saranno presenti all'incontro.
Al momento l'ipotesi più accreditata è che il "pledge" di Trump sia allineato con il piano che il principale operatore energetico statunitense - PJM Interconnection - ha definito di recente proprio per gestire la crescita dei consumi energetici da parte dei grandi data center. Sintetizzando molto, il piano prevede che per i futuri nuovi "grandi carichi" (oltre 50 MW ad un singolo punto di interconnessione alla rete) siano decisamente incentivati i programmi Bring Your Own New Generation, in cui chi genera un maggior carico alla rete energetica deve compensarlo con una propria generazione di energia e, quindi, con impianti propri interconnessi con la rete nazionale.
Un operatore energetico non può obbligare formalmente un operatore data center a costruirsi la propria centrale energetica di supporto, così PJM Interconnection ha fatto in modo che questa scelta sia decisamente vantaggiosa. Da un lato velocizzando al massimo la procedura di approvazione di un nuovo impianto da connettere alla rete, procedura che dovrebbe richiedere al massimo 10 mesi. Dall'altro, decidendo che i maggior carichi energetici non compensati da una propria generazione saranno "tagliati" quando rischiano di portare la rete a una condizione di sovraccarico che causa un blackout per gli altri utenti. In questo scenario, un data center operator dovrebbe spostare i suoi carichi ad alimentazioni di backup o ridurre dinamicamente i suoi consumi.
Washington potrebbe seguire la falsariga definita da PJM Interconnection, ovviamente con una forza "persuasiva" decisamente maggiore. Del resto, è forte interesse anche dell'Amministrazione Trump che gli investimenti nello sviluppo di tutto ciò che è collegato alla futura AI non si fermino: ormai le aziende collegate all'AI fanno praticamente metà del valore del mercato azionario USA, e il benessere degli investitori non si può ignorare tanto nei CdA quando alla Casa Bianca. Sarà però interessante vedere come reagiranno alle idee di Washington i grandi hyperscaler, e quanto penseranno di replicare questo modello anche altrove. Potrebbe essere un vantaggio.