Nel contesto attuale, segnato da incertezza economica e crescente pressione competitiva, il modo in cui le imprese interpretano la sostenibilità sta evolvendo in modo significativo
Nel dibattito attuale sulla sostenibilità, si tende spesso a considerare l’andamento degli investimenti come l’indicatore principale del livello di maturità delle imprese. In realtà il dato più rilevante non è tanto la crescita, quanto la stabilizzazione. Nel quadro economico attuale un numero sempre maggiore di imprese, più che aumentare gli investimenti in sostenibilità, li sta mantenendo nel tempo. Questo è il vero senso della lungimiranza imprenditoriale.
Quando un investimento esce dalla logica della crescita e si consolida, significa che è diventato parte del modello di business. Parlando quotidianamente con i nostri clienti osserviamo un cambiamento altrettanto significativo nel modo in cui la sostenibilità viene interpretata. Le imprese più mature riescono a vederla come un fattore di competitività, capace di incidere su variabili concrete quali l’efficienza operativa, l’innovazione, la gestione dei costi e l’accesso a nuovi mercati. Questo cambio di prospettiva porta con sé, inevitabilmente un livello di maturità ulteriore. Se prima il focus era attivare iniziative e definirne i percorsi, oggi il tema centrale diventa la capacità di strutturarle e governarle. È, dunque, rendere la sostenibilità parte del modo in cui l'impresa si muove, ogni giorno.
Se è vero che molte imprese hanno già intrapreso azioni significative in questo senso, è altrettanto vero che quando si entra nel merito della valutazione dei risultati - in termini di impatto generato, ritorno degli investimenti e coerenza rispetto alle strategie aziendali - emerge frequentemente una criticità: l’assenza di un sistema strutturato di misurazione. In assenza di un impianto metodologico adeguato, i dati rimangono frammentati, poco comparabili e difficili da usare. Il risultato è che la sostenibilità rimane un binario parallelo scollegato dalle decisioni e dal funzionamento dell’impresa.
La vera differenza, oggi, non è più tra chi ha avviato un percorso e chi non lo ha ancora fatto, ma tra le imprese che sono in grado di governare questi processi e quelle che li gestiscono ancora in modo non strutturato. Per molti si apre oggi una fase più complessa, in cui diventa necessario consolidare, misurare e integrare. È su questo passaggio che si concentra l’attività di ST.B Impact Advisory: supportare le imprese nella strutturazione dei propri percorsi di sostenibilità, attraverso la costruzione di sistemi coerenti che consentano di collegare attività, dati e decisioni. Perché è proprio in questa capacità di integrazione che la sostenibilità smette di essere un insieme di iniziative e diventa, a tutti gli effetti, una leva di governo.
Martina Giordano Buono è CEO di ST.B Impact Advisory