RAM e storage sono acquistati in massa dai vendor dell'AI, mettendo in crisi i produttori di PC
Ci sarà una adozione dell'Intelligenza Artificiale talmente massiccia da giustuficare le centinaia di miliardi di dollari che i grandi nomi dell'AI stanno pianificando di investire in nuove infrastrutture? Non si sa con certezza. Quello che però è sicuro già adesso è che i sogni di grandezza dell'AI hanno un impatto su cose molto più banali come acquistare un nuovo PC oppure ampliare il proprio parco storage. Già, perché per prepararsi a realizzare le loro grandi AI Factory, hyperscaler e compagnia stanno razziando tutto il possibile in quanto a memorie e storage.
Diversi produttori di RAM e storage hanno comunicato che la loro produzione attuale e del prossimo futuro è stata già allocata ai grandi clienti dell'AI. Con la conseguenza di alzare sensibilmente i prezzi della componentistica PC. HP ha spiegato che oggi la memoria rappresenta il 35% del costo di realizzazione di un computer, praticamente il doppio di un trimestre fa. Lo storage si muove di conseguenza.
Dato che i produttori principali di RAM, chip e storage sono sempre quelli, è impossibile pensare di ampliare le forniture se non si attivano nuovi vendor che sono restati sinora sullo sfondo. Esistono, ma sono prevalentemente cinesi e per questo non è scontato che le aziende USA possano servirsene liberamente. E comunque, attivare nuove linee di produzione e fornitura richiede tempo.

Ecco quindi che Gartner ha già dato la sua previsione: quest'anno il mercato globale dei PC dovrebbe calare del 10,4% in volumi rispetto al (positivo) 2025, a fronte di un aumento del prezzo medio di vendita che dovrebbe, a fine 2026, arrivare al 17%. In questo scenario i produttori di PC si concentreranno sui prodotti a maggior valore aggiunto, trascurando le fasce più basse del mercato. Questo, secondo Gartner, di fatto eliminerà in un paio d'anni la fascia "entry" dei PC da meno di 500 dollari: ai produttori non conviene più mantenerla in vita.
Non che per la fascia alta del mercato saranno per questo solo rose e fiori. Comunque i prezzi aumenteranno - le stime di Gartner paiono anche ottimistiche, al momento - ed è anche un po' paradossale che a soffrirne saranno in particolare gli AI PC, che dovevano essere una delle strade per sdoganare l'Intelligenza Artificiale ovunque. Già la domanda di AI PC non era esattamente entusiasmante, oggi poi carrozzare un computer con almeno 16 - e molto meglio 32 - gigabyte di memoria e storage adeguato a "fare AI" comporta un cartellino del prezzo parecchio pesante. Non a caso, oggi Gartner stima che la penetrazione del mercato degli AI PC non arriverà al 50% prima del 2028.
Fioccano già i complottisti che vedono in questa dinamica il tentativo delle corporation di impedire progressivamente alle persone di avere propri PC, indirizzandole verso servizi consumer e business di Desktop-as-a-Service che sarebbero l'ennesimo tassello di una "subscription economy" in cui nessuno, nemmeno le aziende, possiede davvero niente. In realtà la conseguenza più probabile di questo modificarsi del mercato PC è che il ciclo di vita dei device si allungherà. Sempre secondo Gartner, entro la fine di quest'anno la "durata" in servizio di un PC aumenterà mediamente del 15% nelle imprese e del 20% nel mondo consumer.