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L’ottimizzazione dello storage per i data center nell’era dell’AI

È l’ora delle soluzioni basate su SSD PCIe Gen5, grazie alla larghezza di banda superiore che supera i colli di bottiglia e garantisce continuità operativa, anche per carichi di lavoro mission-critical

L'opinione

L’ascesa dell’intelligenza artificiale generativa, dell’analisi in tempo reale e delle applicazioni ad alta intensità di dati sta ridefinendo le priorità dei moderni data center. La capacità di elaborare e archiviare informazioni in modo rapido, sicuro ed efficiente è ormai imprescindibile, mentre si intensificano anche le sfide legate alla sostenibilità energetica e all’affidabilità delle infrastrutture IT. Secondo le stime di Statista, entro il 2028 la quantità di dati creati e consumati a livello globale supererà i 394 zettabyte, un’onda guidata dall’espansione dell’IoT, dallo sviluppo delle smart city e dall’aumento del consumo di contenuti digitali.

L’incremento dei volumi di dati e la crescente complessità delle applicazioni mettono sotto pressione i responsabili dei data center, chiamati a garantire un throughput stabile e livelli di latenza adeguati. I rischi legati ai tempi di inattività e alle prestazioni non ottimali possono tradursi in interruzioni di servizio e perdite economiche significative. Diventa quindi essenziale adottare soluzioni di archiviazione in grado di sostenere carichi di lavoro sempre più intensi.


In questo scenario, le soluzioni di storage basate su SSD PCIe Gen5 stanno diventando componenti chiave delle architetture enterprise, grazie alla larghezza di banda superiore che permette di superare i colli di bottiglia e garantire la continuità operativa, anche a supporto di carichi di lavoro mission-critical. Lo storage enterprise di nuova generazione integra, inoltre, funzionalità avanzate come la protezione end-to-end dei dati e la resilienza contro improvvise interruzioni di alimentazione, contribuendo a preservare l’integrità delle informazioni in condizioni operative complesse.

Oltre alle prestazioni, gli SSD di ultima generazione contribuiscono alla riduzione dei consumi energetici, diventata una priorità per molte aziende. Il rapporto prestazioni per watt risulta nettamente superiore rispetto alle tecnologie precedenti, con alcuni modelli Gen5 in grado di raggiungere valori fino a 970 MB/s di lettura sequenziale per watt. La maggiore densità di archiviazione in spazi più compatti consente, inoltre, di ottimizzare il raffreddamento e migliorare la scalabilità delle infrastrutture, favorendo lo sviluppo di data center più sostenibili.

Accanto a prestazioni ed efficienza, l’affidabilità resta un pilastro fondamentale. I data center gestiscono carichi di lavoro mission-critical, in cui anche minime anomalie possono causare danni economici e reputazionali. Gli SSD enterprise di nuova generazione integrano algoritmi di correzione degli errori, protezione contro le interruzioni improvvise di alimentazione e crittografia hardware conforme agli standard di settore, rafforzando la resilienza e la sicurezza dei dati.


Adottare tecnologie scalabili e ad alte prestazioni come gli SSD PCIe Gen5 rappresenta quindi una scelta strategica per affrontare le sfide future. La larghezza di banda raddoppiata rispetto alla PCIe Gen4 consente di ridurre la latenza e ottimizzare l’utilizzo delle GPU nei carichi di lavoro legati all’intelligenza artificiale, rendendo l’infrastruttura pronta per le esigenze in continua evoluzione dei data center.

Gli SSD DC3000ME di Kingston Technology rappresentano, in questo contesto, un esempio concreto dell’evoluzione dello storage per data center. Progettati per ridurre i tempi di inattività e supportare in modo efficiente edge computing, ambienti di AI e carichi di lavoro intensivi, costituiscono un passo significativo nello sviluppo delle soluzioni di archiviazione ad alte prestazioni.

In un contesto di crescita costante dei dati e applicazioni sempre più complesse, predisporre i data center con tecnologie avanzate, sicure ed efficienti diventa un fattore determinante. L’adozione di SSD PCIe Gen5 permette non solo di rispondere alle esigenze attuali di AI, Big Data ed edge computing, ma anche di costruire basi solide per sostenere le innovazioni future, riducendo i costi operativi e rafforzando la competitività in un’economia sempre più data-driven.

 Stefania Prando (nella foto di apertura) è Business Developement Manager di Kingston Technology

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