Un riflessione sul ruolo dell'infrastruttura dati nella gestione dell'impatto ambientale ed energetico dell'AI: la risposta non sta nel rallentare l'innovazione, ma nel ripensare l'infrastruttura che la sostiene
Ci troviamo in un momento storico di profonda trasformazione. La portata della sfida sta diventando impossibile da ignorare. Secondo lo storico report dell'IEA "Energy and AI", il consumo globale di elettricità dei data center ha raggiunto circa 415 TWh nel 2024 e si prevede che quasi raddoppierà, arrivando a 945 TWh entro il 2030, con una crescita quattro volte più rapida rispetto alla domanda globale totale di elettricità. L'AI è il motore principale: si prevede che il solo consumo di elettricità degli AI accelerated server aumenterà del 30% all'anno, e si stima che la domanda dei data center dedicati all'AI andrà a quadruplicare entro il decennio. L'intelligenza artificiale sta aprendo opportunità di innovazione senza precedenti, ma questa rivoluzione porta con sé una responsabilità ineludibile: gestire il suo impatto ambientale ed energetico. Come NetApp, crediamo che questa doppia sfida non solo possa, ma debba essere affrontata con un approccio integrato, che veda la tecnologia come un'alleata, non un ostacolo.
In Italia, questa tensione è particolarmente acuta e la posta in gioco è alta. Secondo l'Osservatorio Intelligenza Artificiale del Politecnico di Milano, il mercato italiano dell'AI ha raggiunto 1,8 miliardi di euro nel 2025, con una crescita del 50% su base annua, e il 71% delle grandi aziende italiane ha già avviato almeno un progetto di AI. Lo slancio è evidente. Eppure, l'Italia si classifica come il secondo Paese più costoso dell'UE per l'elettricità industriale, e le tensioni geopolitiche potrebbero portare a un ulteriore aumento di questi costi. In questo contesto, l'efficienza energetica non è semplicemente un obiettivo ambientale: è un fattore competitivo diretto. La domanda che ogni leader in questo Paese si pone è: come possiamo scalare l'adozione dell'AI senza compromettere i nostri impegni di sostenibilità e i nostri profitti?

La nostra risposta, come delineato nel nostro ultimo Impact Report 2025, risiede in un'infrastruttura dati "intelligent by design" e "sostenibile di default". Il nostro impegno per un business responsabile è globale e certificato, come dimostrano la validazione dei nostri obiettivi di riduzione delle emissioni da parte della Science Based Targets initiative (SBTi) e la significativa diminuzione (41%) delle nostre emissioni dirette (Scope 1 e 2) rispetto al 2020. Questo non è un semplice risultato, ma il frutto di una strategia olistica che parte dalla progettazione dei nostri stessi prodotti.
Concretamente, ciò significa fornire ai nostri clienti soluzioni che ottimizzano l'efficienza. I nostri sistemi all-flash e le tecnologie di riduzione dei dati, come la deduplicazione e la compressione, riducono drasticamente il consumo energetico e l'ingombro fisico nei data center, aiutando le organizzazioni a scalare le loro operazioni in modo responsabile. Per un'impresa che adotta carichi di lavoro AI, noti per il loro elevato consumo di risorse, avere un'infrastruttura più efficiente si traduce in un vantaggio competitivo diretto.

Il nostro impegno va anche oltre il data center e abbraccia i principi dell'economia circolare. Abbiamo riprogettato il nostro packaging, ora realizzato con il 98% di materiali riciclati e rinnovabili, e offriamo programmi di ritiro (take-back) per estendere il ciclo di vita dei prodotti. Questi sono benefici tangibili che offriamo anche ai nostri clienti italiani per aiutarli a raggiungere i loro obiettivi di circolarità e a gestire il loro IT in modo più virtuoso.
Molto spesso leggiamo analisi che mostrano come l'AI sia l'antitesi della sostenibilità, portando a un forte aumento del consumo di risorse rispetto al passato. La nostra visione, basata sul nostro osservatorio e sui dati in nostro possesso, è radicalmente diversa. Crediamo che l'era dell'AI possa coincidere con l'era della sostenibilità. E che un'infrastruttura dati intelligente possa essere la chiave per governare con successo entrambe le transizioni. Come NetApp Italia, la nostra missione è essere il partner strategico che permette alle aziende del nostro Paese di innovare senza compromessi, trasformando i loro dati in un vantaggio competitivo in modo efficiente, sicuro e, soprattutto, responsabile.
Davide Marini (nella foto di apertura) è Country Manager di NetApp Italia