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Il broadband italiano corre sui binari

Il progetto Gigabit Rail and Road di FSI si apre al pubblico, diventando una dorsale in fibra per tutta la connettività nazionale

Tecnologie

FSI aveva già capito da qualche tempo che la capillarità della rete ferroviaria nazionale poteva essere una direttrice anche per lo sviluppo della banda larga. E ci aveva messo mano, con un doppio programma: da un lato l'estensione della copertura 4G sulla rete Alta Velocità, coprendo in particolare le gallerie, dall'altro il piano Gigabit Rail and Road.

Gigabit Rail and Road prevede ben due miliardi di euro di investimenti, con l'obiettivo di estendere e potenziare la connettività in fibra ottica lungo i 17mila chilometri di linee ferroviarie nazionali. Ora questo piano assume una importanza ancora maggiore, perché fa da base per l'intera connettività nazionale del prossimo futuro.

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È stato infatti definito un protocollo d’intesa che delinea la realizzazione di un backhauling in fibra ottica e di un’infrastruttura radiomobile 5G, di proprietà pubblica, con priorità lungo le tratte Alta Velocità. Lo sviluppo di questa infrastruttura avverrà con un cofinanziamento di massimo 550 milioni di fondi PNRR.

Il Protocollo - siglato tra FSI, il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio con delega all’Innovazione tecnologica, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy - ha durata di tre anni e porterà alla creazione di una dorsale in fibra da 16mila chilometri.

Questo permetterà - si spiega - di creare reti mobili di nuova generazione lungo le principali linee di comunicazione nazionali e i corridoi transeuropei, realizzando un’infrastruttura radiomobile multi-operatore 5G di proprietà pubblica. Tale rete servirà anche al monitoraggio predittivo delle infrastrutture critiche del Paese.

L’accordo viene descritto come "un tassello importante della Revisione della Strategia sulla Banda Ultra Larga" dal Sottosegretario con delega all’Innovazione tecnologica, Alessio Butti. Anche perché, come ha spiegato il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, sfruttando la rete capillare di Ferrovie dello Stato "potenzieremo in modo significativo la copertura sia in fibra ottica che in 5G nelle aree meno connesse".

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