Applicazioni legacy: Oracle aiuta a lasciare Solaris 10

Un tool gratuito Oracle analizza le app di terze parti Solaris 10 per portarle verso la versione 11.4. Con qualche ritocco manuale.

Tecnologie

Nonostante i timori dei suoi fan - e soprattutto degli utenti - all'indomani del suo ingresso nella galassia Oracle, il sistema operativo Solaris è vivo e vegeto. E anzi gode di ottima salute (anche se c'è sempre, periodicamente qualche dubbio del mercato). Resta però un ambito, come tutti quelli considerati a vario titolo legacy, in cui si pone il problema della modernizzazione delle applicazioni. Molti grandi utenti non hanno ancora abbandonato il buon vecchio Solaris 10, che però è già in "end of life" da diversi anni. E anche il suo Extended Support durerà "solo" fino al 2024.

Due anni sembrano un ampio lasso di tempo ma non lo sono poi molto, a priori, quando si tratta della modernizzazione di applicazioni enterprise. In diversi settori la migrazione delle applicazioni "storiche" è un problema che non va sottovalutato. Anche se il salto da Solaris 10 alla versione attuale 11.4 non è tra quelli più complicati.

Oracle cerca adesso di semplificarlo rendendo disponibile un tool gratuito - sysdiff - che analizza l'ambiente operativo di una applicazione legacy e lo "converte" in un package IPS che contiene tutti gli elementi necessari all'applicazione stessa che non fanno parte del sistema operativo Solaris. Se va tutto bene, il package si può installare in un ambiente Oracle Solaris 11.4 così com'è. In casi meno fortunati (di solito perché qualche modulo richiesto dall'applicazione migrata non è supportato oggi da Solaris) bisogna intervenire manualmente per ottimizzare la migrazione.

Oracle spiega che comunque esiste "una buona possibilità" che la migrazione si completi con successo semplicemente usando sysdiff. Soprattutto perché Solaris offre una sua peculiare Binary Application Guarantee: dalla versione 2.6 in poi, un qualsiasi binario creato facendo un uso corretto delle interfacce del sistema operativo risulterà compatibile con le versioni successive di Solaris.

La migrazione semplificata di sysdiff ha qualche suo requisito. Soprattutto prevede la migrazione di una applicazione eseguita in una "zona" di Solaris - le Solaris Zone sono l'equivalente, più o meno, dei container Linux - e quindi non di una applicazione non virtualizzata (ma i passi per virtualizzarla sono semplici). Più in dettaglio, la migrazione parte da una branded zone solaris10 e ha come destinazione, analogamente, una zona di Solaris 11.4.

Bisogna tenere anche conto del fatto che sysdiff deve essere eseguito su un sistema Solaris 11.4. E che anche a migrazione terminata con successo bisogna conservare la zona solaris10 di partenza e la directory in cui sysdiff ha salvato i file necessari alla migrazione stessa. Questo perché ogni applicazione mantiene le sue dipendenze: alcuni moduli richiesti dalla applicazione legacy potrebbero nel tempo diventare obsoleti e, per questo, imporre una nuova migrazione. Oracle spiega tutto in dettaglio a questa pagina.

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