Atos pronta alla ristrutturazione

Atos cambia la sua struttura puntando sui settori che la stanno facendo crescere meglio, lasciando indietro l'IT tradizionale

Trasformazione Digitale
Non è che IBM stia facendo scuola, ma è innegabile che diversi storici nomi dell'informatica enterprise stanno scegliendo la strada della ristrutturazione per affrontare le loro difficoltà nel bilanciare la buona vecchia IT con le opportunità che vengono dai nuovi mondi della Digital Transformation. Lo farà anche Atos, un nome che magari non viene fatto spesso ma che è dietro a progetti particolarmente importanti in ambito europeo. Già tempo fa Atos aveva deciso, come spiega direttamente la società, di "allontanarsi dai classici servizi infrastrutturali e dall'ambito Unified Communications & Collaboration" per dare maggior peso alle componenti cloud e innovative. Una strategia che ora deve decisamente accelerare, attraverso una marcata ristrutturazione delle sue attività, perchè il passaggio dal vecchio al nuovo si sta rivelando molto più difficile del previsto. Tanto che la società ha dovuto emettere un nuovo "warning" per gli investitori, il terzo in meno di un anno. Atos ha indicato che alcune attività e asset, legati principalmente ai comparti data center e BPO, porteranno a inserire a bilancio deprezzamenti per un totale di circa 2,5 miliardi di euro. Come conseguenza, il giro d'affari stimato per il 2021 scende a 10,8 miliardi di euro, con una flessione anno su anno del -2,6%. Un mese fa circa, la previsione era di un -2,4%. Un trend sempre più negativo che ha spinto il CEO Rodolphe Belmer, fresco di nomina da inizio anno, a intervenire con una ristrutturazione.L'offerta Atos di prodotti e servizi si declinerà su tre linee di business: Tech Foundations, Digital, BDS (Big Data & Security). La prima comprende tutto quello che è più tradizionale: i comparti che si basano prevalentemente su asset fisici e le attività "che stanno raggiungendo la maturità". Data center, hosting, digital workplace, Unified Communication & Collaboration e Business Process Outsourcing sono tutti in questo "contenitore". Che, a voler essere cinici, appare pronto per una dismissione a breve termine. Le business line Digital e BDS sono invece più pregiate. Nella prima rientrano tutti i servizi e le offerte legate genericamente alla digitalizzazione. La seconda comprende una serie di attività specifiche, giudicate a forte crescita e ad alto tasso di innovazione: in primo piano cyber security, HPC, edge computing, sistemi mission critical. Le attività di Atos saranno poi organizzate per quattro aree geografiche: Europa Settentrionale e Asia-Pacifico, Europa Centrale, Europa Meridionale, Americhe (Nord e Sud America). Le singole Region, però, non saranno completamente autonome nel servire i vari ambiti dei loro mercati.Secondo Atos, in sintesi, ci sono verticals che vanno gestiti localmente ed altri che è meglio gestire in maniera centralizzata. PA, Difesa, Manufacturing, Servizi sono mercati verticali "locali per natura o per operatività" e che quindi saranno serviti in modo mirato in ogni Region. Finanza, Assicurazioni, Media, Telecomunicazioni, Sanità, Life Science sono invece mercati omogenei a livello globale e vanno serviti appunto globalmente. A gestire questi mercati verticali specifici sarà una nuova entità globale di Atos - il Commercial Center of Excellence - che svilupperà best practice e approcci da distribuire poi nelle varie regioni. Compito del CCE sarà anche dedicarsi ai grandi clienti internazionali, coordinare le attività di vendita, definire alleanze e partnership tecnologiche.
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