Leonardo: il "supercomputer AI" più potente del mondo sarà a Bologna

Leonardo è il nuovo supercomputer che Atos e Nvidia realizzeranno per il Cineca nell'ambito del progetto EuroHPC

Trasformazione Digitale
Sulle definizioni tecniche si può certamente giocare un po'. Ma il supercomputer Leonardo che Atos e Nvidia realizzeranno per il Cineca, a Bologna, promette di essere davvero uno dei primissimi nodi HPC europei e mondiali. Nvidia lo definisce come il "world’s fastest AI supercomputer". Perché offrirà qualcosa come 10 exaflop di potenza di calcolo nelle applicazioni collegate appunto all'intelligenza artificiale. Sicuramente un primato in campo AI.

E oltre l'AI? In quanta potenza "grezza" di calcolo generico si traduca la previsione di Nvidia, è difficile dirlo al momento. I 10 exaflop sono una cifra che colpisce, ma è riferita a parametri di calcolo che non sono quelli usati per valutare le prestazioni "generaliste" di un supercomputer. Le prime stime indicano una possibile potenza di circa 200 petaflop di picco. Il che metterebbe Leonardo allo stesso livello di IBM Summit, attualmente il secondo supercomputer più potente al mondo dopo il giapponese Fugaku. E ben oltre la portata del top italiano: HPC5 di ENI, attualmente il sesto supercomputer del mondo e il primo in Europa.

Leonardo si basa su una rete di nodi BullSequana XH2000, mossi da processori Intel, connessi da una rete InfiniBand ad alta velocità da 200 Gbps. Integra varie componenti per l'accelerazione del calcolo e del trasferimento dati. In particolare - ed è il suo tratto distintivo - ben 14mila GPU Nvidia A100. Con questa dotazione, Leonardo affronterà varie classi di problemi. Dalla scienza dei materiali, che è un punto forte del Cineca, allo studio del clima, passando per la fisica delle alte energie.
datacenterLeonardo è il primo supercomputer di una rete interconnessa di quattro, e in prospettiva otto, che il consorzio EuroHPC ha pianificato di realizzare in altrettante nazioni europee. Ed è anche, secondo i progetti, il più potente. Atos realizzerà altri due supercomputer europei, sempre su architettura x86 e Nvidia. Si tratta di MeluXina in Lussemburgo, con 800 GPU Nvidia A100, e Vega in Slovenia, con 240 GPU. Il quarto supercomputer di questa prima tranche di sviluppo sarà realizzato da HPE in Repubblica Ceca, con 560 GPU. EuropHPC ha pre-annunciato lo sviluppo di altri quattro sistemi in Bulgaria, Finlandia, Portogallo, Spagna. Ma non ci sono ancora dettagli tecnici in merito.

Il rilancio di Atos/Bull

L'accordo per la realizzazione di Leonardo e dei suoi due fratelli minori è un bel rilancio per Atos, che sta mettendo a frutto l'acquisizione di Bull. Di recente Atos ha annunciato anche il rilascio del supercomputer Mahti in Finlandia, definito come "the fastest supercomputer in the Nordics". Atos sembra quindi rafforzarsi decisamente sulla scena europea del supercomputing, probabilmente anche grazie alla capacità di colmare il vuoto che alcuni utenti istituzionali hanno sentito - a differenza delle imprese private - dopo che la parte supercomputing x86 di IBM è passata a Lenovo e Cray è stata acquisita da HPE.

D'altronde, tutto il mondo del supercomputing sta attraversando una fase di evoluzione, tecnologica e di approcci, che permette a molti player di giocare una partita più ampia. Il mondo HPC non è più fatto solo di grandi centri di ricerca e istituzioni, ma si sta progressivamente aprendo alle imprese di vari settori. Parallelamente, il dualismo Intel-IBM per la parte processori (x86 e Power) è stato scalfito da AMD. Ma anche dall'architettura ARM, al centro del numero uno mondiale Fugaku. E in prospettiva si fa sempre più interessante il ruolo di Nvidia.
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