Anche l'Italia nel piano delle "fab" di Intel?

Intel potrebbe collocare in Sicilia un impianto per il test e l'assemblaggio di semiconduttori, a supporto di una fab avviata in Germania

Tecnologie

Intel non ha ancora ufficializzato il suo progetto per la realizzazione di uno o più impianti produttivi in Europa, progetto annunciato indirettamente all'inizio dello scorso settembre. Ma alcune anticipazioni sono state date da Bloomberg, secondo la quale il progetto interesserebbe Germania, Francia e anche Italia. Si tratta di anticipazioni che non hanno conferme ufficiali e che vengono dalle classiche fonti bene informate ma anonime. È probabile che in queste settimane Intel stia definendo i dettagli del piano con i Governi interessati. Perché la società americana metterà sul piatto parecchi investimenti - circa 80 miliardi di dollari, secondo le stime - e vorrà qualche agevolazione in cambio.

Secondo Bloomberg, il sito produttivo (la "fab") principale dovrebbe trovarsi in Germania. Una anticipazione prevedibile, perché in Sassonia esiste già una certa concentrazione di impianti per la produzione di semiconduttori, con il relativo indotto. La zona di Dresda è già adesso il più grande distretto in Europa per la microelettronica, grazie in particolare alla presenza degli impianti che Globalfoundries ha acquisito da AMD.

A Francia a Italia toccherebbero i siti "di supporto" alla fab tedesca. In Francia, probabilmente a Parigi o Grenoble secondo le indiscrezioni, verrebbe collocato un centro per la progettazione dei chip e le ricerche sui semiconduttori. In Italia si troverebbe invece un centro per il test e l'assemblaggio dei componenti. Il centro troverebbe posto in Sicilia, secono Bloomberg. È possibile che le indiscrezioni italiane riguardino la zona di Catania, dove esiste già un polo STMicroelectronics collegato all'elettronica. Con anche le relative competenze e collaborazioni già in essere con il tessuto locale. L'investimento italiano è stimato in una decina di miliardi di dollari.

Intel intende rafforzare decisamente la sua presenza in Europa per vari motivi. Due sono i più rilevanti. Da un lato essere più vicina ai grandi clienti europei, per poterli servire meglio. Dall'altro bilanciare meglio la distribuzione globale della sua capacità produttiva, per non dipendere troppo da quanto avviene in Oriente.

La recente crisi nella produzione di chip, processori e semiconduttori in generale ha creato problemi non solo all'IT ma a molti altri settori di mercato, dato il ruolo sempre più importante che l'elettronica ha in varie classi di prodotti. Non è un caso che Gelsinger abbia parlato chiaramente delle intenzioni di espansione di Intel in Europa durante un evento automotive. Non dimentichiamo che nella nuova strategia definita da Pat Gelsinger, Intel vuole diventare un produttore di semiconduttori anche per altri marchi e non solo per sé stessa. La stabilità della produzione diventa quindi ancora più importante.

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