Colt, è sempre più l’ora del cloud, anche se l’emergenza Covid-19 sta rallentando alcuni progetti

Quello in corso è un decennio importante per il cloud networking, poiché le aziende proseguono nell’impegno verso le strategie cloud-first, spiega una ricerca

Trasformazione Digitale Cloud
Qual è lo stato di avanzamento del cloud computing nel 2020? Se lo è chiesto Colt Technology Services, che ha commissionato una ricerca dalla quale è emerso che quello in corso si sta rivelando un decennio di trasformazioni anche in questo ambito, visto che il 96% dei decision maker in ambito IT si dichiara pronto a trasferire i propri sistemi business-critical nel cloud. Ma se i risultati della ricerca mostrano come il decennio vedrà un’accelerazione dell’adozione del cloud, evidenziano però anche alcuni elementi di incertezza ancora da superare per il completo successo della migrazione

La ricerca, condotta a inizio anno da Insights for Professionals Network, ha analizzato le opinioni di 255 intervistati che lavorano per grandi aziende europee con oltre 500 dipendenti, ricoprono ruoli senior e sono responsabili delle decisioni per la parte IT o networking. Le domande erano mirate a misurare il grado di soddisfazione delle aziende sull’utilizzo del cloud e a verificare se queste stessero intraprendendo progetti di migrazione, le relative tempistiche, gli ostacoli affrontati e le prossime fasi dei progetti. 

Da notare che lo studio è stato avviato a febbraio, poco prima della diffusione della pandemia Covid-19 in Europa. Agli intervistati è stata anche posta la domanda se prevedessero un ritardo nei progetti in essere a causa dell’emergenza sanitaria: il 67% ha dichiarato che i progetti hanno subito un impatto. Nonostante questi ritardi, molte aziende hanno intrapreso iniziative volte a potenziare il lavoro da remoto al fine di garantire la continuità aziendale ed è probabile che l’adozione delle nuove funzionalità cloud rimarrà prioritaria per tutto il 2020

Tornando all’indagine specifica sul cloud, il fattore che desta più preoccupazione rimane la sicurezza: il 59% degli intervistati infatti ritiene che questa sia la più grande sfida da affrontare. Al secondo e terzo posto vi sono connettività affidabile e tempi di inattività del sistema (rispettivamente 48% e 43%). Tuttavia, queste preoccupazioni non sembrano avere impatti negativi sui progetti di migrazione: il 96% degli intervistati dichiara infatti di essere fiducioso, quando non totalmente convinto, rispetto alla necessità di spostare le applicazioni critiche nel cloud.

Parlando di aziende che già sfruttano le potenzialità del cloud, quasi la metà delle aziende intervistate (44%) ha spostato il 50-70% dei propri processi business-critical nel cloud. Lo studio ha anche scoperto che l'86% delle aziende sta adottando un approccio multi-cloud e molte organizzazioni stanno privilegiando una connettività privata verso il cloud: la percentuale di aziende che scelgono reti WAN private (88%) è in linea con quella delle imprese che gestiscono cloud multipli.

Colt aveva previsto questa epocale migrazione delle aziende verso il cloud ed è chiaro dalla nostra ricerca che il cloud sia perfettamente in linea, o addirittura supera, le loro aspettative. Evidentemente la fiducia è alta dal momento che i soggetti interessati stanno programmando i loro prossimi progetti di migrazione - e la maggior parte ne inizierà uno in meno di nove mesi”, sottolinea Keri Gilder, Chief Commercial Officer di Colt. “Non sorprende che la connettività e la sicurezza siano ancora motivo di preoccupazione per molte aziende che stanno migrando i propri workload sul cloud. Durante la migrazione dei sistemi, è fondamentale poter contare su un partner che dispone di un'infrastruttura di rete connessa ai principali ambienti cloud del mondo”.
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