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Red Hat, OpenShift Virtualization supporta le missioni spaziali della Nasa

La piattaforma fornirà al Jet Propulsion Laboratory di Pasadena in California una base unificata per macchine virtuali e applicazioni containerizzate, con funzionalità avanzate di automazione, sicurezza e compliance

Progetti

Fonte: immagine tratta dal sito ufficiale del JPL

Il Jet Propulsion Laboratory (JPL), il centro di ricerca e sviluppo della Nasa dedicato all'esplorazione dello spazio, situato a Pasadena in California, ha adottato Red Hat OpenShift Virtualization per la propria infrastruttura IT mission-critical.

Nel dettaglio, il JPL ha scelto OpenShift con la funzionalità integrata OpenShift Virtualization a supporto di un ambiente sofisticato e ad alte prestazioni. La piattaforma applicativa unificata coniuga la flessibilità dell’hybrid cloud con capacità di automazione, creando un percorso estremamente efficiente per l’esecuzione e la gestione dei carichi di lavoro basati su macchine virtuali. Allo stesso tempo, offre una base solida, coerente e pronta a scalare per l’evoluzione verso applicazioni containerizzate.

L’approccio adottato consente di utilizzare strumenti cloud-native, quali pipeline per la creazione e la gestione delle VM, con l’obiettivo di semplificare le attività operative quotidiane e rendere più solida l’infrastruttura in vista delle future esigenze di innovazione e dell’evoluzione di workload legati all’esplorazione spaziale.

Red Hat OpenShift offre alle macchine virtuali eseguite sulla piattaforma un set avanzato di funzionalità di sicurezza e compliance, che include policy di rete granulari, controllo degli accessi basato sui ruoli (RBAC) e l’applicazione automatica dei contesti di sicurezza SELinux.  Questa base viene ulteriormente rafforzata da strumenti come il compliance operator e Red Hat Advanced Cluster Security for Kubernetes, che forniscono capacità di protezione multilivello per le fasi di build, runtime e per le operazioni di cluster.

“Oggi le aziende devono far evolvere le proprie capacità digitali massimizzando al tempo stesso il valore degli investimenti applicativi esistenti. Con Red Hat OpenShift Virtualization, i clienti possono semplificare la migrazione e la gestione delle VM, sfruttando al contempo l’automazione integrata per ridurre la complessità operativa. Red Hat offre la flessibilità, l’affidabilità e l’efficienza operativa necessarie per aiutare i clienti a raggiungere i propri obiettivi in continua evoluzione”, commenta Sachin Mullick, director, Product Management, Hybrid Platforms di Red Hat

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