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Mastercard Innovation Forum 2026: l'AI trasforma i pagamenti

Al Mastercard Innovation Forum 2026 l'intelligenza artificiale ridisegna i pagamenti: agenti autonomi per acquisti e abbonamenti, ottimizzazione delle transazioni e analytics data-driven a misura di piccolo esercente

Trasformazione Digitale Tecnologie AI

Fonte: Mastercard

"È il momento di dare una forma al futuro che sta arrivando, sostenuto da una serie di tecnologie che stanno accelerando in maniera impressionante e che quindi vanno comprese e trasformate in servizi utili e ovviamente anche sicuri": le parole di Luca Corti, Country Manager Italia di Mastercard, danno il senso del messaggio che il Mastercard Innovation Forum 2026 ha inteso dare: davanti all'innovazione non è il caso di spaventarsi ma piuttosto di comprendere come volgerla a vantaggio di tutto l'ecosistema dei pagamenti digitali, merchant e consumatori insieme.

Il lato più positivo - tecnologie a parte - dello scenario attuale è che alle possibili evoluzioni dei pagamenti digitali "gli italiani sono pronti", sottolinea Corti. Sono cioè già ben disposti verso una trasformazione dei pagamenti in logica sempre più virtuale: il 45% dei pagamenti degli italiani è oggi fatto in digitale, lo smartphone è usato come mezzo di pagamento dal 42% degli italiani, il 70% ha già impiegato strumenti AI a supporto degli acquisti negli ultimi sei mesi e il 31,5% affiderebbe ad agenti AI autonomi operazioni di acquisto fino a 50 euro.

La fiducia nella tecnologia non nasce certo dal nulla, sottolinea Corti: "Per tantissimi anni abbiamo lavorato per offrire soluzioni di pagamento semplici, veloci e sicure. Tutto questo lavoro oggi sta pagando in termini di fiducia e consapevolezza dei consumatori nel fatto che la tecnologia non è un nemico, anzi tendenzialmente è un amico". Una fiducia del mercato che comunque va di pari passo con la percezione di sicurezza, controllo e tutela dei pagamenti digitali. Motivo per cui gli italiani sono innovativi sì, ma preferiscono sempre che dietro le quinte ci siano operatori e organizzazioni credibili: banche, circuiti di pagamento e operatori finanziari tradizionali non saranno certo mandati in pensione dall'AI.

Fonte: Mastercard

"C'è consapevolezza che le nuove tecnologie possono portare nuove sfide - spiega Corti - ma anche che il settore ha investito molto per affrontarle al meglio e per far prevalre rapidamente i vantaggi rispetto ai potenziali problemi". E in questo senso il Mastercard Innovation Forum 2026 è stato l'occasione per mostrare cosa sia già possibile fare unendo pagamenti digitali e innovazione tecnologica, in primis ovviamente alimentata dall'AI. Seguendo un filo conduttore comune: i pagamenti non sono più visti come transazioni isolate ma piuttosto come processi - o, più astrattamente, "esperienze" - che si integrano in modo trasparente nel quotidiano e sempre più sfruttano l'AI per aggiungere valore.

Soluzioni trasversali

Spesso si mettono in evidenza i casi d'uso legati ai consumatori (al Forum ce n'erano diversi, come una soluzione POS dedicata al mondo delle donazioni sviluppata da BizDev o i dispositivi per i wearable payments di miPAGO) ma per fare accettare tecnologie ad alto impatto come l'AI è indispensabile coinvolgere e convincere anche e soprattutto i merchant, grandi e piccoli che siano.

Sul lato per così dire "infrastrutturale", Mastercard ha messo in evidenza cosa sia possibile fare con la sua Agent Suite for Merchants, con cui gli esercenti possono attivare agenti di shopping basati su AI generativa direttamente nei propri ambienti digitali, delegando alla piattaforma tutti i necessari aspetti di gestione, monitoraggio delle transazioni e sicurezza. Gli agenti non solo suggeriscono prodotti ma possono anche completare in autonomia prenotazioni, acquisti ricorrenti e pagamenti (entro parametri definiti dall’utente), mentre i merchant mantengono il pieno controllo su regole di business, brand e relazione con il cliente.

Altra soluzione utile per i merchant, anche se meno "d'effetto", è Payment Optimization Platform – Payment Alerts: usa l'AI per capire quando è il momento ideale per presentare una richiesta di pagamento ricorrente associata a un abbonamento. Serve a evitare il classico problema esploso con la subscription economy: che un pagamento ricorrente venga rifiutato per una momentanea insufficienza di fondi. A questo punto, di solito, il merchant (o chi per esso) ripresenta la richiesta di pagamento "a forza bruta" e poi magari disattiva l'abbonamento. O, peggio, attiva allarmi antifrode che portano al blocco della carta del cliente. E tutti sono scontenti. L'AI, in questo caso, dovrebbe portare a transazioni più mirate e sicure.

Fonte: Redazione

Ma è l'integrazione dell'intelligenza artificiale nelle soluzioni per i piccoli esercenti che appare come campo in rapida evoluzione e particolarmente interessante. Perché i consumatori percepiscono molto di più il contatto con loro che quello con le grandi organizzazioni finanziarie, e anche perché è con loro che l'AI può esprimere un valore immediatamente pratico: fare più cose con lo stesso (poco) tempo a disposizione. 

Va considerata in quest'ottica, ad esempio, la soluzione Data Analytics, sviluppata dalla startup udinese Xofis. In sintesi, trasforma un POS di nuova generazione in una vera e propria postazione di data analytics basata su AI, che elabora i dati dell'attività dell'esercente (vendite, scontrino medio, flussi di clientela...), li combina con dati Mastercard e di fonti esterne per dare, alla fine, suggerimenti data-driven per migliorare i propri affari, come l’adeguamento degli orari di apertura, promozioni mirate e la pianificazione dei turni del personale calibrata sulle previsioni di affluenza. Cose che per una grande azienda forse sembrano normali, oramai, ma che ai piccoli esercenti sono state del tutto precluse. Almeno sino ad ora. 

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