IBM vuole portare i componenti software per l'AI nativi ARM al mondo mainframe, per agevolare i clienti enterprise
Una delle principali "battaglie" - in senso buono - mediatico-tecnologiche che IBM sta combattendo in questi anni è far capire che i moderni mainframe non hanno affatto quel "sapore legacy" che molti vi associano. Anzi, chi utilizza le piattaforme IBM Z e LinuxONE se le tiene ben strette per la loro affidabilità. E semmai sfrutta le varie possibilità di espansione tecnologica che Big Blue mette man mano a disposizione. In particolare per quanto riguarda, in questa fase, tutto ciò che è intelligenza artificiale. Per ovvi motivi.
Va vista in questo senso la partnership tecnologica e strategica che IBM ha definito con ARM, e che mira a sviluppare nuovo hardware a doppia architettura in grado di eseguire, anche grazie alla virtualizzazione, le applicazioni e gli stack software nativi ARM direttamente nei sistemi IBM enterprise. Nello specifico, proprio nei sistemi IBM Z e LinuxONE. L'obiettivo è chiaro: intercettare la crescita che il mondo ARM sta avendo nei data center e nel mondo AI e portarla, con i dovuti adattamenti, al mondo mainframe IBM.
Sul connubio AI-mainframe IBM ha già lavorato parecchio lato hardware, ad esempio sviluppando il processore Telum II e l’acceleratore Spyre per le operazioni di inferenza AI. Ma è sempre meglio rassicurare i grandi clienti garantendo loro l'accesso alle potenzialità della piattaforma - ARM, appunto - che sta supportando piattaforme e workload AI un po' ovunque: dagli smartphone ai data center passando per desktop e server. E aprire le porte al mondo ARM significa anche aprirle ad un ecosistema di soluzioni e componenti che si sta rafforzando decisamente.

IBM e ARM non hanno fatto nomi riguardo alle soluzioni e alle piattaforme che avrebbe più senso portare al mondo mainframe, anche perché la collaborazione è agli inizi e i possibili scenari vanno probabilmente ancora esplorati. "Il nostro obiettivo è ampliare la scelta software e migliorare le prestazioni dei sistemi, mantenendo al contempo l’affidabilità e la sicurezza che i nostri clienti si aspettano", ha genericamente indicato Tina Tarquinio, Chief Product Officer, IBM Z e LinuxONE.
In realtà basta guardare alle librerie e ai tool più usati dagli sviluppatori AI nel training dei modelli AI e nell'inferencing per capire che sarebbe davvero molto interessante averli anche in ambiente mainframe, o comunque enterprise. E infatti una delle direzioni che IBM e ARM intendono dare alla partnership è capire come potenziare le tecnologie di virtualizzazione che consentono agli ambienti software basati su ARM di operare all’interno delle piattaforme di calcolo enterprise di IBM. Questo per "ampliare la compatibilità software e semplificare ulteriormente il modo in cui sviluppatori e imprese portano applicazioni ARM in ambienti mission-critical".
In secondo luogo, IBM e ARM stanno "esplorando nuovi modi per soddisfare le esigenze di prestazioni ed efficienza dei workload moderni, inclusi quelli legati all’AI e ai dati". Qui il riferimento pare essere alle architetture ARM ibride che combinano core a basso consumo con altri a maggior potenza, architetture che permettono di distribuire i workload in modo da ottimizzare, a seconda delle necessità, performance o consumi energetici. Infine, la collaborazione è genericamente focalizzata "sulla crescita dell’ecosistema nel lungo periodo". Il che significa in sostanza portare più componenti tecnologiche possibile dal mondo ARM ai sistemi IBM enterprise.
La collaborazione tra IBM e ARM nasce in un momento in cui effettivamente molte imprese hanno interesse a potenziare la loro capacità di "fare AI" sui propri sistemi. I grandi utenti mainframe sono anche tra le aziende che hanno le esigenze più spinte di affidabilità, sicurezza e tutela delle informazioni, e per loro usare piattaforme AI in cloud può non essere affatto l'ideale per questi tre tipi di requisiti. Poter portare - quanto e come è ancora da vedere, ovviamente - una parte del mondo AI ARM direttamente in casa loro è certamente una interessante carta da giocare, per IBM.