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Dal Think 2026 di IBM arriva un modello operativo per l'AI

Usare l'AI non basta, bisogna integrarla appieno nei processi aziendali. E per questo IBM propone un suo “AI operating model”.

Trasformazione Digitale Cloud

Perché molte aziende hanno investito nelle nuove tecnologie collegate all'intelligenza artificiale ma poche hanno la sensazione di averne tratto davvero beneficio? Secondo IBM, il motivo di questo divario è che adottare genericamente l'AI non basta: bisogna ripensare processi, infrastrutture e governance per integrare l’intelligenza artificiale nelle attività operative quotidiane. Più concretamente, adottare LLM e strumenti generativi in modo isolato, o comunque limitato a singoli casi d’uso, serve molto meno che riuscire a integrare agenti AI, dati, automazione e infrastrutture ibride in un sistema coerente e governabile.

Il problema - e lo ammette anche IBM - è che creare questo sistema coerente e governabile non è affatto semplice, non da ultimo perché le aziende si sono sinora trovate davanti a soluzioni di AI mirate e quindi frammentate, che possono essere integrate in una visione unica solo con uno sforzo importante. All'evento Think 2026, IBM ha presentato una serie di novità tecnologiche che dovrebbero ridurre proprio questo sforzo.

IBM parla di un vero e proprio “AI operating model”, un nuovo modello operativo per la "agentic enterprise" che si basa su quattro componenti fondamentali: gli agenti AI, che eseguono processi adattandosi dinamicamente ai contesti aziendali; i dati, che devono essere disponibili in tempo reale e condivisi tra sistemi differenti; l’automazione, attraverso workflow automatizzati trasversali a tutta l'infrastruttura IT; l'hybrid cloud, considerato necessario per garantire governance, sicurezza e sovranità operativa.

Ognuna di queste componenti fa riferimento a una particolare piattaforma di IBM, e qui si concentrano le novità presentate a Think 2026. Uno dei principali annunci riguarda l’evoluzione di watsonx Orchestrate, piattaforma destinata alla gestione degli agenti AI. IBM punta a superare il modello tradizionale del chatbot isolato introducendo sistemi capaci di collaborare tra loro e interagire con applicazioni aziendali differenti. L’obiettivo dichiarato è consentire alle aziende di automatizzare processi complessi mantenendo visibilità e controllo sulle attività svolte dagli agenti software.

La componente dati rimanda a varie soluzioni e software che, nelle intenzioni, vogliono tutte garantire che l'AI abbia sempre a disposizione dati aggiornati, corretti e contestualizzati. A questo servono tra l'altro il potenziamento di watsonx.data attraverso un layer di contesto, l'integrazione con Confluent e Tableflow, funzioni di accelerazione GPU. In ambito dati rientrano anche le versioni preliminari di IBM Z Database Assistant e HCP Terraform powered by Infragraph.

Lato automazione, IBM sottolinea che portare l'AI al centro dei sistemi d'impresa aggiunge complessità alle infrastrutture, una complessità che non può essere gestita con strumenti tradizionali e che non si controlla con la sola observability, se questa agisce solo passivamente. La risposta di IBM a questi limiti è la piattaforma IBM Concert, che correla i dati operativi di applicazioni, infrastruttura e reti per una governance giudicata trasversale. Anche in parte nella gestione della cybersecurity: Concert ha una componente - Secure Coder - che identifica e risolve eventuali vulnerabilità nel codice generato dagli sviluppatori.

Il lato hybrid del nuovo “AI operating model” è legato alla constatazione che molte aziende, soprattutto nei settori regolamentati, non intendono spostare completamente dati e workload AI verso cloud pubblici. Il futuro dell’AI aziendale sarà quindi distribuito tra on-premise, public e private cloud: uno scenario complesso lato compliance, ed è per questo che IBM ha lanciato la piattaforma Sovereign Core.

In sintesi, Sovereign Core agisce come un altro livello di orchestrazione e controllo che è focalizzato in modo specifico sull'applicazione delle policy aziendali e sul rispetto dei requisiti di governance e di compliance. Fa sostanzialmente in modo che ciascun utente utilizzi in modo appropriato e sicuro le applicazioni e i servizi che ha a disposizione. IBM ha preventivamente integrato con Sovereign Core alcuni software e servizi di un suo ecosistema di partner, tra cui ad esempio AMD, ATOS, Cegeka, Cloudera, Dell, Elastic, HCL, Intel, Mistral, MongoDB, Palo Alto Networks.

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