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Startup: al via gli incentivi per incubatori e acceleratori certificati

Sono stati fissati modalità e i termini di presentazione delle domande di accesso per chi investe nel capitale di startup innovative

Mercato e Lavoro

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha adottato il decreto che stabilisce le modalità e i termini di presentazione delle domande di accesso al contributo sotto forma di credito d’imposta riservato agli incubatori e agli acceleratori certificati che investono nel capitale di startup innovative in forma diretta o anche indiretta, attraverso organismi di investimento collettivo del risparmio (OICR) o altre società che investono prevalentemente in startup innovative.

L’agevolazione fiscaleè messa a disposizione dal Ministero  con l’obiettivo di incentivare l’accesso al capitale da parte delle startup innovative e promuoverne lo sviluppo, anche nelle prime fasi di vita dell’impresa. L'agevolazione sostiene gli investimenti degli incubatori ed acceleratori certificati nel capitale di rischio delle neosocietà innovative, tramite un credito d’imposta pari all’8% dell’investimento agevolabile. L’investimentomassimo agevolabile per ciascun incubatore o acceleratore certificato è pari a500 mila europer periodo d’imposta. L’investimento deve essere mantenuto peralmeno tre anni.

Lerisorse stanziate per il provvedimento, previsto dalla Legge annuale per il mercato e la concorrenza 2023, sono pari a 1,8 milioni di euro all’anno. Il credito sarà concesso nel rispetto del regime de minimis (massimo 300 mila euro in tre anni) e utilizzabile in compensazione a partire dal periodo d’imposta in cui è riconosciuto.

Per accedere all’incentivo, i richiedenti devono essere regolarmente attivi e iscritti al Registro delle Imprese. Sono esclusi dal beneficio le imprese in difficoltà, in liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali con finalità liquidatoria; i soggetti che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti considerati illegali o incompatibili dalla Commissione Europea; coloro che sono destinatari di sanzioni interdittive ai sensi del D.Lgs. 231/2001 e che si trovano in condizioni ostative alla concessione di agevolazioni pubbliche.

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