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HP, le opportunità del lavoro ibrido

Al recente evento mondiale Amplify Partner Conference, molti annunci hanno riguardato il portafoglio prodotti e soluzioni dedicato all’hybrid work in sicurezza

Tecnologie Trasformazione Digitale

Fine marzo a Chicago: è l’ora del ritorno in presenza di Amplify Partner Conference, l’evento annuale dedicato al canale di HP. Che di sicuro non ha tradito le aspettative, sia per le dimensioni, con oltre 2000 partecipanti, tra i quali una nutrita presenza dall’Italia, sia per gli annunci, che hanno visto importanti novità per il programma HP Amplify (qui i dettagli) e per il portafoglio prodotti e soluzioni, che guarda sempre più all’hybrid work, alla sicurezza e alla sostenibilità.

Il tema dell’evento “Future Ready, Together We Win” si è dipanato attraverso i numerosi interventi susseguitisi nel corso di due giornate, a cominciare dal keynote di Enrique Lores, President e CEO di HP, che ha voluto innanzitutto sottolineare che “lo scenario di oggi non è facile, ma induce una sorta di ‘ottimismo realistico’ che ci fa guardare le cose nella giusta prospettiva: le opportunità di crescita che abbiamo di fronte a noi sono molto positive, se si adottano le strategie giuste per affrontare al meglio i quattro grandi cambiamenti strutturali in atto”.


Enrique Lores, President e CEO di HP, nel corso del suo keynote

Quattro cambiamenti strutturali

Il primo di questi cambiamenti, nelle parole di Lores, è che “stiamo entrando nell’era dell’AI, che ci offre l’opportunità di creare nuove classi di prodotti, soluzioni e servizi, sia aggiungendo l’AI a prodotti già noti sia realizzandone di nuovi”.

Il secondo è che “oggi siamo nell’era del lavoro ibrido: la flessibilità che i dipendenti hanno imparato ad apprezzare è qui per rimanere”, fa notare Lores, sottolineando che “non tutto è destinato a essere svolto sempre da remoto, perché rimane sempre importante vedersi di persona e scambiarsi idee. Per usare una metafora, essere in una riunione su Zoom è quasi come assistere a un film, ma se si è presenti a una riunione di persona, si è parte del film”.

Il terzo cambiamento strutturale citato dal CEO di HP dal palco di Amplify è che “ci troviamo nell’era della resilienza, che impone di essere sempre pronti ad affrontare numerosi tipi di crisi diverse, e noi come HP abbiamo intrapreso molte misure, come per esempio quella di riprogettare anche le nostre fabbriche per essere sempre più resilienti”.

Infine, al quarto punto, Enrique Lores ha citato quella che ha definito l’era del “mistrust”: constatando che oggi c’è un crescente senso di sfiducia verso molte istituzioni, talvolta anche verso i governi, “le aziende che costruiscono il loro brand sul trust, ovvero sulla fiducia e la reputazione, sono quelle che si distingueranno e prospereranno nel futuro


A tutto hybrid work

Il tema dell’hybrid work è stato declinato in più di un’occasione durante l’evento di Chicago, anche perché “si tratta di un mercato che presenta opportunità rilevanti per HP e i suoi partner”, come ha spiegato conversando con ImpresaCity Carl Wiese, General Manager, Hybrid Work Solutions & Peripherals GTM di HP, ribadendo che “quando si parla di lavoro ibrido non si intende il semplice lavoro da remoto, perché il vero lavoro ibrido implica anche una componente di cultura, che utilizza e coniuga le giuste tecnologie per fare in modo di connettere le persone, creare coinvolgimento e aumentare la produttività, in un giusto mix tra lavoro da remoto e lavoro in ufficio”.

Che il terreno sia fertile per le proposte tecnologiche legate all’hybrid work lo dimostrano un dato che Carl Wiese condivide con ImpresaCity: “si stima che nel mondo solo il 10% delle sale riunioni attrezzate a conferenza disponga degli equipaggiamenti adatti per assicurare un’esperienza davvero produttiva, ed è questa una delle sfide principali oggi, che noi affrontiamo con il nostro nuovo portafoglio di soluzioni ‘Future ready’ che uniscono e integrano anche l’offerta Poly”.

Acquisita esattamente un anno fa da HP, Poly è come noto specializzata anche negli ambiti conferencing e collaboration, con prodotti mirati nelle "workforce solution", e insieme a HP è in grado di creare un ecosistema completo di prodotti, grazie a PC commercial, workstation, periferiche e servizi, con cui le aziende possano realizzare ambienti trasversali di collaborazione e lavoro ibrido, e che soprattutto siano semplici da gestire e mettere in sicurezza per i dipartimenti IT.


Monitorare i PC da remoto

Ma la transizione verso l’hybrid work determina anche qualche preoccupazione in più in ordine alla sicurezza: una recente ricerca di HP Wolf Security ha infatti rilevato che l'82% dei responsabili della sicurezza che gestiscono un modello di lavoro ibrido si trova a fronteggiare lacune nella postura di sicurezza dell'organizzazione, e il 70% afferma che il lavoro ibrido ha incrementato il rischio legato alla perdita o al furto di dispositivi.

Non solo: sempre secondo la ricerca di HP, l'84% dei responsabili della sicurezza afferma che l'endpoint è sia la fonte della maggior parte delle minacce alla sicurezza sia quella in cui si verificano quelle più dannose per l'azienda, mentre il 66% rivela che il punto di vulnerabilità della sicurezza informatica è il potenziale di compromissione dei dipendenti in modalità ibrida, indicando tra i rischi principali phishing, ransomware e attacchi attraverso reti domestiche non protette. Non stupisce quindi il dato che quattro manager della sicurezza su cinque (82%) hanno incrementato il budget destinato alla cybersecurity in modo specifico per i dipendenti in modalità ibrida.

E proprio ai PC, ovvero agli endpoint più utilizzati quando si lavora in modalità ibrida, è dedicata la soluzione HP Wolf Protect & Trace con HP Wolf Connect, che si candida a essere il primo servizio software al mondo in grado di localizzare, bloccare e resettare un PC da remoto, cancellando tutti i dati, anche quando è spento o non connesso a Internet. Wolf Connect è in sostanza una soluzione che fornisce una connessione sicura ai PC remoti, consentendo all’IT di gestire i dispositivi anche quando sono spenti o offline. Utilizzando una rete cellulare, la connettività di HP Wolf Connect contribuisce a garantire che i team IT possano gestire tempestivamente una workforce ibrida e distribuita, riducendo i tempi per gestire i ticket di assistenza, proteggere i dati da perdite o furti e mitigare le potenziali violazioni, nonché ottimizzare la gestione delle risorse.

La nuova soluzione di remote device management introdotta con Wolf Connect salvaguarda i dati sensibili durante gli spostamenti e contribuisce a elevare il livello di sicurezza dell’azienda, dato che non è più necessaria la presenza di PC accesi o connessi a Internet, in modo da “proteggere dati e utenti senza compromettere le libertà consentite dal lavoro ibrido”, concludono in HP.

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