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Gli operatori mobili: va bene il 5G, ma quanto ci costa?

Margini operativi bassi e investimenti importanti stanno frenando lo sviluppo delle reti mobili, cosa che potrebbe colpire in particolare il 5G

Il 5G promette una rivoluzione per chi lo utilizza, ma la posizione di chi lo deve concretamente portare sul mercato è decisamente più pragmatica. Durante il Mobile World Congress 2019, diversi CEO di operatori mobili hanno infatti sottolineato che affrontare le complessità e le spese collegate allo sviluppo delle reti 5G non è affatto banale, dato che il salto tecnologico precedente (quello verso il 4G) non è stato particolarmente remunerativo. Replicarlo non sarebbe proprio l'ideale, in questa fase economica.

Nel segmento consumer il punto critico, secondo un po' tutti gli operatori, è che gli utenti si sono abituati a pagare relativamente poco per usufruire dei servizi mobili. Le offerte sono diventate man mano economicamente più aggressive, con la conseguenza che il ritorno sugli investimenti infrastrutturali si aggira intorno 5 percento e sta continuando a declinare. In questo scenario il rischio è che non si riesca a far pagare il 5G in sé più di quanto gli utenti spendono adesso, un timore già espresso dagli operatori.

Un operatore che non ha la certezza di ottenere un margine adeguato a compensare rapidamente gli investimenti infrastrutturali è spinto a frenarli, in attesa di quelle che potrebbero essere condizioni di mercato migliori. Ma anche aspettare è un problema, perché si rischia che qualche altro operatore meno attendista conquisti mercato con i suoi servizi.

Anche per questo molti operatori europei restano indecisi sul business model da seguire, come ha sottolineato ad esempio Mike Fries, CEO di Liberty Global. La condivisione della rete fra più operatori è un modo già testato per contenere almeno i costi infrastrutturali, ma non è la soluzione di tutto il problema. Molti operatori devono ampliare il loro modello di business andando oltre i prezzi bassi e la fornitura di banda, con servizi innovativi che tradizionalmente le Telco non sono mai state granché brave a sviluppare.

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Dovrebbe essere più semplice muoversi nel mercato business, che non a caso viene considerato come quello più interessante nelle prime fasi del 5G. Qui è più facile identificare servizi innovativi - ad esempio in campo IoT o di edge computing, come anche di smart working - per cui i clienti sarebbero disposti a pagare di più. In ambito consumer ci vuole una maggiore attenzione: le opportunità ci sono - ad esempio andando oltre la visione del 5G come connettività esclusivamente mobile - ma diventa critico definire opportunamente i pacchetti di offerta e i prezzi.

Il rischio più grave secondo alcuni operatori - ad esempio lo ha evidenziato Andrew Penn, CEO di Telstra - è quello di perdere del tutto l'opportunità del 5G, almeno per il grande mercato consumer. Arrivare cioè a una situazione in cui il 5G viene percepito solo come portatore di maggiore banda, una valutazione da parte del mercato che non cambierebbe praticamente di nulla i margini degli operatori.

Sarebbe un problema grave per gli operatori dei mercati più sviluppati, diventerebbe un ostacolo insormontabile per quelli dei mercati emergenti. Qui - ha spiegato Hatem Dowidar, CEO di Etisalat - gli operatori spesso hanno appena completato le loro reti 4G e devono ancora ottenere un ritorno da questo investimento. Nel frattempo possono anche organizzare la migrazione verso il 5G, ma i loro margini di manovra sono limitati.

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Pubblicato il: 28/02/2019

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