Scopri i vincitori degli Italian Project Awards 2025
Nell'immaginario di tutti un data center è un insieme di edifici bassi che coprono un'area vasta. Ma se fossero edifici a molti piani, in centro città? E' ben più che una teoria.
Fonte: SOM
L'Italia sta affrontando il grande tema dello sviluppo dei data center sul suo territorio partendo da quello che viene visto come un dato di fatto: i nuovi data center saranno strutture "piatte", capannoni avveniristici ma pur sempre di un paio di piani al massimo. Tanto che una delle ragione addotte da chi i nuovi data center non li vuole è il presupposto consumo di suolo. Ma se la strada del data center "flat" non fosse l'unica, come potrebbe reagire l'opinione pubblica? Vale la pena approfondire l'argomento, partendo da un caso che negli Stati Uniti sta facendo notizia.
Il caso in questione riguarda Kansas City: qui, per la precisione nella "downtown" del centro cittadino, è stato proposto di realizzare un data center da ben 20 piani. Una torre costruita praticamente nel cuore della città, in un approccio ben diverso da quello convenzionale che vede i data center svilupparsi come campus suburbani o addirittura rurali. Un data center in verticale e in un'area a grande densità abitativa e commerciale sovverte la logica dominante e, quantomeno, apre un dibattito. Che in effetti a Kansas City è già stato acceso (e per ora contrario all'idea).
Premessa: nelle nazioni dove occupare molto suolo per nuovi data center è difficile, come Hong Kong o Singapore, i data center multipiano sono già diffusi. Ma sdoganare più decisamente l'idea per le dowtown occidentali del business avrebbe impatti decisamente maggiori. Anche per chi i data center li idea, li realizza e li riempie, perché un data center "a torre" non è semplicemente un data center "da capannone" smontato e riassemblato.
Il progetto del data center downtown di Kansas City - ad opera dello studio Skidmore, Owings & Merrill, che ha seguito progetti anche in Italia - dimostra infatti che le tre componenti base di un data center (IT, raffreddamento, energia) vanno organizzate in modo mirato e nuovo quando si distribuiscono in altezza. Dei 20 piani della torre progettata, solo due sono dedicati all'IT mentre quattro ospitano celle a combustibile, ben sette la parte elettrica e gli UPS di backup, due i generatori interni a gas, i quattro più alti i sistemi di raffreddamento e dissipazione termica. In altre parole, la gran parte della torre serve a raffreddare, alimentare e proteggere l'IT, non a contenerla.
Fonte: SOM
Appare chiaro che "spacchettare" su piani diversi i vari sistemi che costituiscono un data center pone problemi ingegneristici non banali. A partire dal fatto che chi fa tecnologie per data center pensa a un'installazione "orizzontale" su un singolo piano, non a una distribuzione su più livelli. Il peso e le dimensioni di alcuni sistemi potrebbero essere eccessivi per un edificio "normale", e già la semplice manutenzione si complicherebbe. Come lo sposti un chiller guasto dalla cima di una torre di venti piani in centro città?
Più in generale, in un edificio convenzionale lo spazio contiguo in orizzontale è ridotto e questo diventa un limite progettuale. Anche per questo la torre progettata per Kansas City prevede una potenza elaborativa tutto sommato contenuta, per gli standard che perseguono oggi i produttori tecnologici: "solo" 24 MW.
A fronte di queste complessità progettuali devono esserci adeguati vantaggi, per giustificare un progetto così "alternativo". Per i promotori della torre di Kansas City il vantaggio c'è ed è chiaro: collocare un data center in centro città permette di servire meglio i clienti che già sono in quella zona e che sono attenti al problema della latenza. L'idea è realizzare una infrastruttura con una potenza di computing relativamente limitata, oggi adatta per eseguire workload tradizionali e di inferenza AI, da rivolgere soprattutto alle organizzazioni finanziarie (o simili), per le quali qualsiasi ritardo anche minimo nei servizi digitali è un problema.
Altro vantaggio, più generale: il fatto che una downtown commerciale non ha problemi di collegamento alle reti energetiche (anche se la torre punta all'autosufficienza, non si sa mai) e di connettività dati. Tutti, o quasi, i data center "urbani" hanno infatti il vantaggio di avere le reti dei grandi carrier a breve distanza, più percorsi di fibra in ingresso e la possibilità - casomai servisse - di un approccio carrier-neutral. Ora che a frenare lo sviluppo dei data center è più quello che sta loro intorno rispetto a quello che bisogna metterci dentro, non sono benefici da poco.
Fonte: SOM
Il tema dell'impatto ambientale è molto più controverso. Chiaramente il consumo di suolo di una torre data center è minore rispetto a quello di un data center classico. Nel progetto di Kansas City, a fronte di una stima di oltre 13 mila metri quadrati lordi di superficie per i vari locali tecnici, aree comuni e infrastrutture da data center, il terreno occupato è di soli 930 metri quadrati. Anche visivamente il colpo d'occhio è completamente diverso: un edificio multipiano dà meno nell'occhio di una distesa di capannoni tecnologici.
Tutto questo però non vuol dire che una torre data center sia più sostenibile di un data center "piatto". In generale, non ci sono abbastanza dati storici che dimostrino un effetto - positivo o negativo - della costruzione verticale sull'impronta complessiva di un data center. Di certo la collocazione in centro città rende molto più critici parametri come il rumore generato dai sistemi di alimentazione e raffreddamento o l'eventuale aumento di temperatura media registrato in prossimità del data center.
C'è insomma ancora molto da valutare e da discutere, e la vicenda di Kansas City potrà fare da casistica: entro la metà di questo ottobre il progetto della torre data center potrebbe essere definitivamente bocciato oppure avere ancora qualche speranza di affermarsi. Pensando che c'è chi vuole mettere data center nello Spazio, in ogni singola casa oppure immersi nella natura, non è nemmeno un progetto così astruso.
Esplora altri articoli su questi argomenti
Se questo articolo ti è piaciuto e vuoi rimanere sempre informato