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Arriva sul mercato la nuova Coolant Distribution Unit Motivair, capace di gestire architetture di raffrettamento ad aria e a liquido
Fonte: Schneider Electric
Con l'intelligenza artificiale che spinge la densità dei rack verso livelli impensabili fino a pochi anni fa, il raffreddamento è diventato una delle variabili più critiche nella progettazione dei data center. La transizione verso il liquid cooling sembra praticamente obbligata, ma raramente può essere netta: nella stessa sala convivono carichi diversi, e il mix tra liquido e aria cambia nel tempo.
È su questo scenario che punta Schneider Electric con WCDU, una nuova Coolant Distribution Unit della linea Motivair. Progettata per integrarsi con i sistemi di raffreddamento ad aria di tipo fan wall, l'unità supporta architetture ibride e consente agli operatori di regolare l'equilibrio tra liquido e aria senza dover riprogettare la data hall. Il vantaggio per Schneider è evitare il sovradimensionamento delle infrastrutture e la cosiddetta "stranded capacity", cioè la capacità installata di raffreddamento che resta di fatto inutilizzata.
La WCDU riflette anche un cambiamento nel modo in cui si costruiscono i data center per l'AI. I grandi operatori collocano sempre più spesso le CDU fuori dal white space, nel corridoio tecnico, dove assistenza e manutenzione sono più semplici. La nuova unità è ottimizzata proprio per questa posizione: le connessioni dall'alto (top entry) riducono la complessità d'installazione e lasciano libero lo spazio destinato ai server. Il design è all-in-one: pompe, scambiatori di calore e gli altri componenti critici sono racchiusi in un unico telaio d'acciaio. Oltre che in abbinamento ai fan wall, la WCDU può funzionare come unità indipendente, aprendo una strada agevole al retrofit per chi usa già il raffreddamento ad aria.
Sul fronte delle prestazioni, la WCDU ha la capacità singola più alta della linea Motivair: fino a 3,5 MW con una portata di 1,5 litri al minuto per kW, e 2,5 MW a 2 litri al minuto per kW. Fino a 20 unità possono lavorare insieme in group mode come un sistema coordinato, una scala adatta alle data hall da 30-40 MW che oggi si progettano per l'AI.
L'unità supporta temperature più elevate dell'acqua d'impianto e una temperatura di approccio (la differenza tra la temperatura del liquido inviato ai server e quella dell'acqua d'impianto) di soli 2 °C. Sono condizioni che migliorano l'efficienza dell'intera catena di raffreddamento, con un effetto diretto sui costi operativi. Per le installazioni fino a 2,5 MW, la WCDU può essere configurata in ridondanza N+1: il backup di pompe e valvole mantiene attivo il raffreddamento durante la manutenzione o in caso di guasto di un componente.
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