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Vertiv Week 2026: come si guida la trasformazione dell’AI

Il mondo delle grandi infrastrutture IT, e dei data center in particolare, sta cambiando sulla spinta dell’intelligenza artificiale. E richiede approcci nuovi alla progettazione e all’implementazione delle soluzioni tecnologiche.

Trasformazione Digitale Tecnologie AI

“Solo un anno e mezzo fa, realizzare un data center da 10 o 20 Megawatt in anche 18-20 mesi era perfettamente ragionevole. Ora dobbiamo realizzare data center da 100 o 200 MW in 6-8 mesi: è così che Paul Ryan, EMEA President di Vertiv riesce a sintetizzare il senso della profonda trasformazione che interessa il mondo delle infrastrutture IT da quando - era solo la fine del 2022, non un’era geologica fa - il boom dell’AI ha cambiato molte delle carte in tavola. È un salto in termini di velocità di implementazione ma anche di scala - sottolinea Ryan - e se il nostro mercato si trasforma, anche noi dobbiamo trasformarci”.

La trasformazione a cui fa cenno Ryan è trasversale, non comporta solo lo sviluppo di qualche nuova tecnologia o di qualche nuova soluzione. Quello è, metaforicamente, il minimo sindacale. “Dobbiamo trasformare il nostro modo di lavorare, di progettare i nostri sistemi, di industrializzarli, di realizzarli e di implementarli”, spiega Ryan: “parliamo di produrre AI factory su larga scala, il che richiede di vedere l’intero data center come un prodotto, un sistema che puoi replicare a piacimento”. Non a caso, Vertiv ha scelto di tenere la sua Vertiv Week edizione 2026 a Zagabria, quindi vicino allo stabilimento produttivo di Rugvica dove si sviluppano e si realizzano i suoi sistemi modulari e prefabbricati.

Poter offrire soluzioni modulari e che vengono assemblate e testate quasi completamente ancora in fabbrica è stato, ed è ancora, un importante punto di forza per Vertiv, ora che qualsiasi data center operator vecchio o nuovo vuole realizzare le sue infrastrutture il più rapidamente possibile. Così servono tecnologie e soluzioni nuove, da portare capillarmente (e qui Vertiv gioca storicamente la carta di una presenza, in Europa, molto distribuita) a clienti che non potrebbero essere più soddisfatti dagli approcci tradizionali allo sviluppo infrastrutturale.

Fonte: ImpresaCity

Il gergo tecnico dà l’idea di quanto le cose stiano cambiando, con un’immagine (involontariamente) persino suggestiva: si parla di “white space infrastructure”, quasi a guardare uno spazio vuoto e a immaginarlo già riempito da una infrastruttura IT variamente complessa e pronta a produrre token di intelligenza artificiale. Tanto che il “time to first token” è diventato uno degli indicatori critici di performance ed efficienza per tutti, dai data center operator agli hyperscaler sino alle aziende utenti. Insieme ai token per watt, per secondo, per dollaro.

Come sintetizza Paul Ryan, prestazioni, efficienza, velocità e costi sono i quattro elementi fondamentali per noi: guidano il modo in cui progettiamo e industrializziamo le nostre soluzioni, e anche le capacità che sviluppiamo”. Con, in particolare, un’attenzione all’efficienza che è critica ed è molto maggiore di quanto molti dei non addetti ai lavori effettivamente pensano, perché avere sistemi efficienti significa consumare meno, quindi avere meno costi, quindi soddisfare - oltre all’ambiente - i clienti e tutte le altre parti interessate.

Il concetto che Vertiv bada sempre a sottolineare, oggi, è che sarebbe impossibile seguire - e anche, meglio, anticipare - le evoluzioni tecnologiche imposte dallo sviluppo dell’AI se tutta la parte “infra” non venisse considerata e progettata da zero in maniera integrata. “Il modo in cui vediamo e implementiamo le nostre soluzioni - racconta Paul Ryan - è cambiato: i singoli componenti, come un UPS o un chiller, sono parti dei rispettivi sistemi di alimentazione e condizionamento, che a loro volta sono parti di un sistema più complesso che ingegnerizziamo, realizziamo, e testiamo direttamente in fabbrica". Il cambia le cose, perché invece di cercare di assemblare, testare e mettere in servizio una pletora di prodotti diversi in cantiere, si consegna un sistema già collaudato in fabbrica e pronto all’uso.

OneCore è la soluzione che oggi riassume in modo più evidente questo approccio: una sorta di data center prefabbricato, progettato per ambienti AI ad alta densità e quindi con supporto per sistemi di raffreddamento a liquido. In una logica diversa, SmartRun segue lo stesso modello: un sistema infrastrutturale IT prefabbricato che si pone fisicamente sopra i rack server e integra la distribuzione dell’alimentazione ad alta densità, il raffreddamento a liquido, la parte networking in una piattaforma multifunzione integrata. In entrambi i casi, un layer di controllo e gestione software (in cui spicca ad esempio NextPredict) garantisce che ogni soluzione nel suo complesso operi in maniera ottimale e ottimizzata, anche grazie alle tecnologie di simulazione Omniverse di Nvidia, storicamente stretto partner tecnologico di Vertiv.

Fonte: ImpresaCity

Per Vertiv, l’integrazione e la trasversalità sono elementi che non stanno influenzando solo lo sviluppo tecnologico ma anche la proposizione al mercato: i prodotti compongono soluzioni che vengono accompagnate da servizi sempre più articolati e che richiedono competenze specializzate. “Per sistemi come quelli che il mercato oggi vuole - sottolinea Paul Ryan - la parte servizi ha il compito critico di garantirne il funzionamento ottimale per tutto il ciclo di vita: questo amplia ovviamente il nostro raggio d’azione dal punto di vista delle opportunità di service”.

Qui le opportunità nascono soprattutto dal fatto che i clienti, anche quelli con più competenze e risorse, vanno accompagnati lungo i vari percorsi di cambiamento tecnologico che si presentano loro davanti. Il liquid cooling, ad esempio, è un complesso di tecnologie di cui si parla sì da anni, ma con cui buona parte degli utenti non ha familiarità e che oggi si sta improvvisamente imponendo come lo standard di fatto per le necessità di raffreddamento dei sistemi AI. Lo stesso accadrà, più lentamente, per il passaggio dei data center all’alimentazione a 800 V in corrente continua.

Sono processi di transizione tecnologica più o meno lunghi in cui serve un partner competente e solido, e Vertiv si propone per questo ruolo. “La collaborazione con il cliente è fondamentale”, rimarca Ryan: “I clienti non si presentano da noi semplicemente dicendo ‘abbiamo un nuovo data center’: in ogni progetto c’è una notevole mole di lavoro di progettazione e ingegneria applicativa che si fa in collaborazione con loro”. Per questo Paul Ryan parla di “customer trajectory”, a indicare che ogni progetto si trasforma in un percorso comune con il cliente che va oltre l’implementazione in sé: “è un processo cooperativo che porta di volta in volta a progettare i sistemi e le soluzioni necessari, un processo in cui disporre del portafoglio più completo e delle giuste competenze consente un dialogo davvero esaustivo”.

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