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Il CEO Eddie Wu lancia le novità di Alibaba in campo AI: processori, modelli e una strategia di espansione in cloud
Fonte: Alibaba
In Europa non si può dire sia un hyperscaler gettonato, anche per evidenti questioni geopolitiche, ma per gli interessati ai temi dell'intelligenza artificiale il gigante cinese Alibaba è un nome tra quelli principali da seguire. E logicamente incentrata sull'AI è la strategia di espansione che Alibaba ha presentato all'Apsara Conference 2026, l'evento annuale di Alibaba Cloud che si è aperto ad Hangzhou. Qui il CEO di Alibaba Group, Eddie Wu, ha presentato annunci e strategie di rilievo.
Il messaggio è chiaro: il gruppo cinese vuole presidiare l'intera filiera dell'AI, dal silicio ai modelli fino all'infrastruttura di erogazione. E inquadra questo sviluppo prossimo futuro in una visione concettuale meno banale del solito: invece di parlare di AI dovremmo parlare di "machine intelligence", a indicare che l'AI non va vista come un sostituto dell'intelligenza umana ma come qualcosa di diverso per natura. Per Eddie Wu il parallelo è facile: come le macchine della Rivoluzione Industriale hanno copiato la forza muscolare ma poi sono andate molto oltre, così l'AI copia il pensiero umano ma si svilupperà su strade anche assai diverse.
Il risultato, per Wu, è comunque positivo: la machine intelligence rende il "pensiero" una risorsa abbondante a costi contenuti, non più una risorsa scarsa limitata dal numero di persone che possono focalizzarsi su un problema e dagli investimenti che quel problema attrae. Così, come le macchine oggi svolgono il 99,9% del lavoro fisico, in futuro la machine intelligence svolgerà il 99,9% del lavoro "mentale". Il che, ad esempio, permetterà di affrontare con abbondanza di risorse di pensiero-macchina problemi che oggi sono trascurati, come la cura delle malattie genetiche rare.

Per Wu, questo futuro non è semplice da immaginare perché non abbiamo ancora percepito quali saranno le vere applicazioni rivoluzionarie dell'AI. È come per l'elettricità, sottolinea il CEO di Alibaba: lo stesso Thomas Edison alla fine del 1800 pensava più alle lampadine che alle potenzialità della corrente elettrica. Ma, molti anni dopo, ben altre applicazioni dell'elettricità hanno cambiato la vita delle persone. Così oggi il vibe coding è la lampadina della nuova era: è una applicazione dell'AI dall'utilità evidente - e infatti è quella più convincente, citata e di maggior successo - ma automatizzare un lavoro che esiste già non basta a definire un'epoca. Verrà altro e di meglio.
In questa prospettiva, ciò che serve adesso - ed è qui il ruolo di Alibaba, per Wu - è creare le infrastrutture e le basi tecnologiche per questo futuro "altro". Il primo pilastro per Alibaba sono nuovi modelli di AI che si migliorano da soli. È la strada del Recursive Self-Improvement: un approccio in cui un modello, confrontandosi con compiti e feedback reali, riconosce i propri limiti, progetta nuovi esperimenti per superarli, genera dati sintetici e valuta i risultati in un ciclo continuo di miglioramento. Il modello-simbolo di Alibaba - Qwen - sta facendo progressi proprio in questa direzione.
L'altra strada da seguire è quella che va verso modelli di AI multimodali sempre migliori. Perché non basta "pensare meglio", che sarebbe l'obiettivo del RSI: l’AI deve anche padroneggiare la percezione e l’interazione, perché gli esseri umani comunicano attraverso la voce, le immagini, le espressioni facciali e i gesti. E servono quindi migliori capacità multimodali dell'AI perché questa possa interagire con le persone senza l’attrito causato da interfacce complesse. "Solo allora l’IA potrà servire l’umanità in modo autentico e significativo. Pertanto, i modelli multimodali che uniscono comprensione e generazione rappresentano per noi un’altra direzione di ricerca fondamentale", spiega Wu.
Un'AI potente richiede processori performanti e anche ottimizzati per applicazioni specifiche. È un punto essenziale per tutta l'AI cinese, non solo quella di Alibaba: la dipendenza dai chip occidentali - in primis le GPU Nvidia - è un limite che a Pechino cercano di risolvere favorendo lo sviluppo di soluzioni proprietarie locali. E Alibaba non si è certo tirata indietro, portando la sua divisione T-Head a realizzare tutto un portafoglio di chip per data center, tra cui i chip Zhenwu per le GPU, i chip Yitian per le CPU, i chip Panmai per le SmartNIC. Qui la novità di rilievo è il chip Zhenwu V900, che Alibaba presenta come il chip per l'AI più potente oggi disponibile in Cina. Un singolo cluster basato sul chip V900 può arrivare a 500.000 schede e può essere usato sia per l'addestramento dei modelli di frontiera sia per l'inferenza.

In sostanza, sottolinea Wu, lo sviluppo tecnoligico in casa Alibaba porta tutto quello che serve per realizzare cluster AI di grandissima - testualmente, "ultra large" - scale. E pensare su grandissima scala è necessario, se consideriamo un altro modello concettuale dell'AI che Alibaba ha sviluppato. Invece di pensare all'AI come un flusso di token che si attiva in funzione del singolo workload e poi in un certo senso si spegne, Alibaba intravede un futuro in cui il cloud sarà la residenza stabile di una miriade di componenti AI sempre attivi: modelli in addestramento e miglioramento continuo, agenti impegnati in attività di lunga durata, software specifici generati dall'AI secondo necessità.
Quello che Alibaba descrive è in sostanza un cloud globale "always on" dedicato all'AI. "Per raggiungere questo obiettivo - spiega Wu - è necessaria un’infrastruttura su vasta scala e distribuita a livello globale, in grado di ottimizzare in modo integrato l’intero stack di GPU, CPU, rete, archiviazione, database e altri strumenti essenziali. Man mano che questa rete maturerà, attirerà e sosterrà un ecosistema in continua espansione di utenti e agenti autonomi, generando enormi effetti di rete che si amplificano a catena".
Realizzare questa infrastruttura AI globale, che "distribuirà" machine intelligence con la stessa naturalezza e trasparenza con cui oggi la rete elettrica distribusice energia per migliaia di applicazioni diverse, non è certo banale. Per questo, spiega Wu, "Alibaba unirà le forze con tutti i propri partner per impegnarsi a fondo nello sviluppo delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale, creando un cloud dedicato all’AI progettato per l’era della machine intelligence. Il nostro obiettivo è che, entro il 2032, la capacità globale dei data center gestiti da Alibaba Cloud superi i 20 GW".
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