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I dati Istat registrano 24 milioni 352mila occupati, evidenziando una stabilità mensile che cela la crescita dei dipendenti a tempo indeterminato e l'aumento della disoccupazione giovanile al 20,3%.
Il mercato del lavoro italiano mostra segnali di stasi nel mese di agosto 2026. Secondo quanto certificato dall'Istat, il numero complessivo degli occupati si attesta a 24 milioni 352mila unità, rimanendo sostanzialmente invariato rispetto al mese precedente. Questa stabilità, omogenea tra uomini e donne, è il risultato algebrico di dinamiche opposte: da un lato crescono i dipendenti permanenti, che raggiungono quota 16 milioni 669mila insieme alla componente di lavoratori con almeno 50 anni d'età, dall'altro si registra una flessione per i dipendenti a termine (pari a 2 milioni 391mila), per i lavoratori autonomi (5 milioni 292mila) e per le fasce d'età comprese tra i 25 e i 49 anni. Per effetto di questi movimenti, il tasso di occupazione scende al 63,0% con una flessione di 0,1 punti percentuali.
Sul fronte della disoccupazione si osserva una tendenza al rialzo: le persone in cerca di lavoro aumentano del 3,1% (pari a 48mila unità in più), coinvolgendo trasversalmente entrambi i sessi e tutte le classi d'età. Tale dinamica spinge il tasso di disoccupazione al 6,2% (+0,2 punti), mentre il tasso di disoccupazione giovanile sale al 20,3% (+0,6 punti). In controtendenza la platea degli inattivi tra i 15 e i 64 anni, che diminuisce dello 0,2% (circa 21mila persone in meno), portando il relativo tasso al 32,7% (-0,1 punti).
Allargando lo sguardo al confronto di medio e lungo periodo, il trimestre giugno-agosto 2026 evidenzia un bilancio positivo con 40mila occupati in più (+0,2%) rispetto al trimestre precedente. La crescita appare ancor più marcata su base annua: rispetto ad agosto 2025 si registra un incremento degli occupati dell'1,2% (pari a 291mila unità in più), trainato esclusivamente dall'aumento dei dipendenti permanenti (+370mila) e degli autonomi (+78mila), a fronte della riduzione dei contratti a termine (-157mila). In questo scenario annuale, il tasso di occupazione guadagna 0,6 punti, mentre gli inattivi scendono sensibilmente del 3,0% (381mila unità in meno).
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