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Imprese: il 22% investirà in AI entro il 2028

Un'analisi di Unioncamere e Centro Studi Tagliacarne evidenzia la resilienza del tessuto produttivo, con una forte spinta verso la transizione green, la digitalizzazione e l'intelligenza artificiale, guidata in particolare dalle aziende under 35.

Mercato e Lavoro

Le aziende italiane dimostrano una notevole capacità di resilienza e adattamento, confermando prospettive positive per il futuro nonostante le continue tensioni geopolitiche internazionali e la volatilità dei mercati energetici. È quanto emerge dall'indagine condotta da Unioncamere e dal Centro Studi Tagliacarne su un campione di circa 4.500 imprese manifatturiere e dei servizi con un numero di addetti compreso tra 5 e 499 unità.

I dati previsionali delineano un quadro di fiducia stabile: per l'anno in corso, il 27,5% delle imprese si attende un incremento del fatturato di almeno il 3%, mentre il 19,8% stima una crescita dell'export e il 15,8% prevede un aumento dell'occupazione. Un orientamento favorevole che trova conferma anche nelle stime per il 2027, anno in cui il 25,9% delle aziende prevede un ulteriore incremento del giro d'affari, il 20,6% punta a espandere le vendite all'estero e il 13% intende incrementare il proprio organico. A mostrare l'entusiasmo maggiore sono le imprese guidate da under 35, le cui aspettative di crescita economica raggiungono il 37,6% per il fatturato e il 34,8% per l'export. Nonostante la prevalenza di una linea di stazionarietà – con oltre la metà delle aziende che punta a confermare i risultati passati – il 20,1% delle realtà segnala difficoltà operative, mentre per il 2027 emerge una quota del 16,7% di imprenditori ancora incerti sulle prospettive future.

A pesare sulla stabilità economica del sistema produttivo contribuiscono tuttavia i costi di gestione legati alla crisi energetica. L'impennata delle bollette preoccupa oltre il 70% delle imprese, e di queste il 43,4% prevede una sensibile riduzione dei margini di profitto. Come evidenziato dal presidente di Unioncamere, Andrea Prete, le aziende stanno reagendo a questa instabilità permanente accelerando sui fattori di competitività strutturale.

Per fronteggiare le sfide del mercato e migliorare i processi interni, la trasformazione digitale e la sostenibilità rappresentano i pilastri strategici dei piani di investimento per il triennio 2026-2028:

  • Intelligenza Artificiale e digitale: Il 21,8% delle imprese ha già introdotto o intende adottare soluzioni di intelligenza artificiale entro il 2028, mentre il 38% investirà in tecnologie 4.0, confermando un trend in forte crescita rispetto al biennio precedente.

  • Transizione ecologica: Il 36,1% delle aziende pianifica investimenti green di processo o di prodotto, con una forte concentrazione su interventi di risparmio energetico capaci di coniugare tutela ambientale e riduzione dei costi operativi.

  • Capitale umano e competenze: Il 53,6% delle realtà produttive ha programmato interventi mirati alla formazione e al miglioramento delle competenze tecnico-professionali del personale, elemento considerato essenziale per accompagnare l'introduzione delle nuove tecnologie digitali e organizzative.

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