Gli LLM stanno mettendo in discussione i principi del modello open source collaborativo, secondo Codeberg, e la soluzione è semplicemente rifiutarli
Fonte: www.unsplash.com
Va bene, tra i repository "istituzionali" Codeberg non è grande e importante come Github, che per numero di singoli repository pubblici è di un ordine di grandezza superiore. Ma è comunque una piattaforma di rilievo per gli sviluppatori e le software house, specie europei visto che è basata a Berlino (ed è no-profit, il che non guasta). Così la sua decisione di adottare una posizione anti-LLM è degna di nota, in una fase del mercato in cui il successo - anche concettuale - del vibe coding viene dato per scontato.
La posizione anti-LLM è più precisamente la combinazione di due mozioni votate durante l'assemblea annuale di Codeberg e.V., l'associazione che gestisce la piattaforma. Sono queste due mozioni che, insieme, sintetizzano una posizione ben precisa: "riteniamo che gli LLM mettano a rischio l'ecosistema del software libero nel suo complesso", spiega il blog ufficiale di Codeberg.
Il primo punto affrontato da Codeberg è l'uso dei dati degli utenti per addestrare modelli di intelligenza artificiale generativa. Codeberg ha ribadito e formalizzato un principio già presente nella propria informativa sulla privacy: il codice dei progetti ospitati sulla piattaforma non sarà mai usato per addestrare strumenti di intelligenza artificiale. Queste tecnologie per Codeberg sono "incompatibili con una gestione responsabile del software libero e open source". La seconda mozione - più controversa: 358 voti favorevoli contro 144 contrari e 14 astensioni - introduce una modifica ai termini di servizio della piattaforma per vietare i progetti vibe-coded, ossia generati in modo prevalente o totale tramite LLM.

L'idea di fondo che Codeberg esprime è netta: "tutti paghiamo per la fame degli LLM". Ossia: gli LLM hanno costi, spesso invisibili (ma ormai nemmeno tanto), che si scaricano sulla collettività. Secondo Codeberg, le nuove tecnologie di AI hanno costi crescenti che vengono sistematicamente esternalizzati anche su chi non le utilizza e sulla società nel suo complesso, attraverso l'aumento dei prezzi dell'hardware, dei consumi energetici e dell'impatto ambientale.
Un primo esempio concreto di tutto questo riguarda direttamente Codeberg che, come ormai ogni repository di contenuti (in senso lato) è regolarmente visitata da web crawler di aziende che intendono raccogliere tutto il codice ospitato per addestrare i propri LLM. Il problema non è l'accesso al codice in sé, dato che chiunque può clonare un repository liberamente, ma il comportamento indiscriminato di questi crawler, che pesano sui database di Codeberg, peggiorano la qualità del servizio per tutti gli utenti e costringono gli amministratori di sistema a dedicare tempo e risorse alla costruzione di meccanismi difensivi (che finiscono per penalizzare anche gli utenti legittimi).
L'impatto della nuova AI sui costi dell'IT è noto e Codeberg lo ribadisce: i prezzi dei componenti hardware, in particolare di SSD e RAM, sono aumentati vertiginosamente perché gli AI provider si stanno accaparrando tutte le forniture sui cui possono mettere mano. Questo colpisce tutti e anche Codeberg, che comunque possiede il proprio hardware ed è poco cloud-oriented, si trova a sostenere costi di sostituzione e upgrade molto più elevati del previsto.
Questo fenomeno, secondo Codeberg, alimenta un divario digitale crescente: piccoli operatori, ONG e progetti di ricerca faticano sempre di più a sostenere i costi di hosting, storage e computing. Anche il costo dei dispositivi di uso quotidiano è salito, rischiando di trasformare l'informatica personale in un bene di lusso anche se "gli strumenti digitali sono di fatto indispensabili per partecipare alla società". E chi si accontenta di device con poca potenza di computing e poca capacità di storage perde "sovranità", perché dipende da cloud provider che rivendono quella potenza di calcolo e quello storage che hanno sottratto agli utenti in generale.
Oltre ai costi materiali (e di sostenibilità) Codeberg individua un pericolo più sottile portato dall'AI: l'erosione della fiducia reciproca all'interno delle comunità open source. Per Codeberg il modello del free/libre software non è semplicemente un approccio allo sviluppo software: è un "fenomeno sociale incentrato sulla collaborazione" che gli LLM mettono a rischio.

Ad esempio, l'adozione diffusa degli LLM sta spingendo verso la creazione di software "usa e getta", scritto da zero per un singolo scopo, invece che verso il riutilizzo e il miglioramento collaborativo di strumenti condivisi. Aspetti che sono la vera essenza del modello FLOSS e che portano anche a un percorso di "apprendimento reciproco" che diventa molto più difficile da avviare con la grande maggioranza dei progetti "spot" vibe-coded.
Diventa poi difficile parlare di fiducia reciproca all'interno della community quando - e non è un problema nuovo - i maintainer dei progetti open source si trovano oberati dal dover revisionare tantissimi, troppi contributi generati da LLM, magari anche in buona fede ma comunque di scarsa qualità. O quando è sempre più difficile distinguere i progetti seguiti da sviluppatori esperti da quelli prodotti da un'AI senza supervisione umana. O quando gli LLM vengono usati per rigenerare un progetto esistente annullando la sua licenza.
È poi chiaro che Codeberg non ha granché stima dei nuovi vibe coder, descritti come i "development team of none". I vibe coder lavorano da soli e perlopiù non hanno alcuna vera community intorno al proprio progetto, ma riescono a produrre codice ad un ritmo elevato, quasi come un intero team di sviluppo, e impegnano risorse di Codeberg in proporzione. Per Codeberg è "ridicolo" che progetti con un solo sviluppatore e praticamente nessun utente consumino risorse quanto grandi progetti comunitari.
Il risultato di tutto questo è un clima di sospetto reciproco crescente all'interno della community, che Codeberg ha deciso di affrontare modificando i suoi termini d'uso in maniera semplice: con una clausola per cui è probito condividere progetti "che consistono in prevalenza di codice scritto da strumenti di AI generativa". Questo non vuol dire che ci sarà una purga staliniana dei progetti attuali, ma nel tempo una selezione avverrà e chi sta gestendo progetti molto "LLM oriented" è da oggi caldamente invitato a spostarli altrove. Le alternative non mancano.
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