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SAP, l’ora dell’Autonomous Enterprise

All’evento Sapphire di Madrid la nuova visione che mette al centro la Business AI Platform, trasformando l’intelligenza artificiale in strumento che genera valore concreto automatizzando i processi aziendali e garantendo controllo, compliance e sovranità digitale

Tecnologie AI

Fonte: Foto Edoardo Bellocchi

Madrid – SAP sceglie di nuovo la capitale spagnola per l’edizione in Europa di Sapphire, che segue di una decina di giorni l’analogo evento svoltosi a Orlando negli Stati Uniti, riunendo a metà maggio nei vasti spazi della Fiera madrilena oltre 9000 persone. Iniziando il suo keynote, Christian Klein, CEO di SAP, si è posto una domanda forse un po’ spiazzante “ma SAP sarà ancora una software company nel futuro?”. La risposta arriverà nel corso dei due giorni dell’evento, molto fitti e ricchi di spunti, nei quali spiccherà soprattutto il nuovo mantra dell’Autonomous Enterprise, il nuovo paradigma nel quale le soluzioni SAP concorrono a delineare un sistema in grado di orchestrare e in certi casi anche eseguire direttamente i processi di business. Superando così quello che è il vero problema attuale dell’AI: generare valore concreto: “come evidenziato in un recente studio di Stanford sull’AI, tutte le aziende utilizzano oggi l’AI, ma molte vedono ancora poco valore”, ha osservato Christian Klein, puntando il dito sul fatto che gli LLM “non sono addestrati sui dati e sui processi specifici delle aziende, e non comprendono automaticamente requisiti di governance, sicurezza, privacy o gestione delle identità”.

È da qui che parte la nuova visione di SAP, che punta a trasformare l’AI da strumento di produttività a motore operativo dell’impresa, “unendo i Large Language Model con 50 anni di conoscenza dei processi di business custoditi nel nostro ERP”, ha spiegato Christian Klein, realizzando la nuova SAP Business AI Platform a fondamento dell’Autonomous Enterprise, nella quale gli agenti AI saranno sempre più in grado di gestire direttamente parti rilevanti delle attività di business.

La nuova Business AI Platform

Anche perché, ha proseguito Christian Klein, “l’AI general purpose non è sufficiente per il mondo enterprise”: se i modelli di oggi non hanno problemi nella generazione di testo, codice o immagini basandosi su contenuti pubblici, nel contesto aziendale manca la comprensione profonda dei dati, delle logiche operative e delle regole che governano i processi interni. Ecco perché la nuova SAP Business AI Platform vede al suo centro un “rich context layer”, definito da Christian Klein come “il cuore della piattaforma”, attraverso il quale gli agenti AI possono accedere al patrimonio di conoscenza dei processi e dei dati aziendali contenuto nei sistemi ERP: tramite funzioni come Knowledge Graph e nuovi Domain Model addestrati su SAP, gli agenti autonomi saranno in grado di comprendere meglio regole di business, relazioni tra dati e processi operativi, agendo di conseguenza.

Un altro elemento centrale della strategia raccontata da Christian Klein sul palco del keynote di Madrid riguarda la gestione completa dei dati: “le aziende non gestiscono il business solo con soluzioni SAP e i nostri agenti AI devono comprendere anche i dati non SAP, e per questo, la nuova piattaforma Business AI Platform ora unifica SAP Business Technology Platform, SAP Business Data Cloud e la Business AI di SAP in un unico ambiente governato, con l’obiettivo di creare un unico layer semantico tra dati SAP e ambienti esterni, eliminando i silos informativi che spesso limitano l’efficacia delle iniziative AI". Di più: “nessun agente AI può compensare un modello dati scarso”, ha sottolineato senza mezzi termini Christian Klein, evidenziando come qualità, struttura e governance dei dati restino il prerequisito fondamentale per qualsiasi strategia di intelligenza artificiale enterprise.

Fonte: Foto Edoardo Bellocchi

Superare la frammentazione dei dati

Questo tema è stato sviluppato ulteriormente da Philipp Herzig, CTO di SAP, che ha evidenziato come la nuova Business AI Platform punti in primis a superare la frammentazione dei dati, che è uno dei principali ostacoli all'adozione degli agenti intelligenti: “il problema non è la mancanza di dati, ma il fatto che questi siano distribuiti in sistemi diversi, spesso in formati proprietari e privi di un allineamento semantico. Non è solo una questione tecnologica, ma anche organizzativa: i dati sono distribuiti tra dipartimenti, piattaforme e società diverse, e ogni acquisizione aziendale crea nuove complessità”.

Per questo, la Business AI Platform si fonda su SAP Business Data Cloud, che è un “business data fabric” in grado di offrire una comprensione unificata del contesto aziendale attraverso ambienti SAP e non SAP. E se oggi SAP Business Data Cloud mette già a disposizione oltre 380 data product gestiti direttamente da SAP, l'obiettivo è quello di andare oltre il perimetro SAP. In questo entra in gioco la prevista acquisizione di Dremio, che nelle intenzioni andrà a rafforzare ulteriormente le capacità di federazione e interoperabilità dei dati, permettendo agli agenti AI di ragionare sui dati provenienti da qualsiasi cloud senza doverli spostare, grazie anche al supporto nativo del formato aperto Apache Iceberg.

Governance al centro

In questo scenario, la governance rimane un tema cruciale, perché quando l’AI entra nel cuore delle operazioni aziendali, sicurezza, compliance e controllo diventano elementi imprescindibili. Ecco quindi che SAP introduce un governance layer dedicato agli agenti AI: attraverso AI Agent Hub, una piattaforma centralizzata per individuare, gestire e governare agenti AI, modelli linguistici, server e componenti AI provenienti sia dal mondo SAP sia da ecosistemi esterni, le aziende potranno adottare agenti autonomi senza compromettere sicurezza, compliance e controllo dei processi. Non a caso, l’AI Agent Hub è stato definito da Sebastian Steinhauser, COO di SAP, un vero e proprio “command center” per monitorare agenti, modelli e workflow: “solo gli agenti verificati possono essere eseguiti nel runtime, per garantire sicurezza e compliance”.

Sovranità cruciale

Altro tema particolarmente rilevante, soprattutto per il mercato europeo, è quello della sovranità digitale: dal palco di Sapphire Madrid, dove è anche intervenuto Arthur Mensch, Cofondatore e CEO di Mistral AI, SAP ha ribadito il proprio impegno nel fornire diversi livelli di controllo sui dati e sui modelli AI, dai tradizionali ambienti cloud pubblici fino a soluzioni completamente sovrane dedicate ai workload più sensibili e agli enti governativi. In questo contesto, oltre a richiamare l'EU AI Cloud, introdotto a fine anno scorso per rendere disponibili modelli di frontiera all'interno di data center europei, garantendo compliance normativa e controllo sui dati, SAP ha anche annunciato la disponibilità generale di Mistral AI e Cohere sulla Business AI Platform in ambienti sovrani.

Fonte: Foto Edoardo Bellocchi

L’ora di Joule Studio 2.0

Molto ricco anche il fronte degli annunci, a cominciare da quello relativo a Joule Studio 2.0, la piattaforma che consente di creare, estendere e integrare agenti AI all'interno dell'ecosistema SAP, con la possibilità di sviluppare agenti senza scrivere codice. Come ha sottolineato Christian Klein, “diciamo a Joule cosa vogliamo ottenere, non come deve farlo”, lasciando al sistema il compito di analizzare i requisiti e proporre la soluzione più adatta. Non solo: Joule Studio 2.0 è anche in grado di interagire con l'utente per chiarire obiettivi e priorità di business, individuare agenti già presenti nell'ambiente aziendale e riutilizzarli all'interno di nuovi progetti, facendo sì che ogni nuova soluzione AI sia riutilizzabile.

È stata anche presentata SAP Autonomous Suite, che arricchisce le applicazioni business esistenti di SAP con agenti AI in grado di eseguire processi end-to-end in modo autonomo. La suite implementerà oltre 50 Joule Assistant specializzati per dominio nelle aree finance, supply chain, procurement, human capital management e customer experience. Questi assistenti automatizzeranno processi completi orchestrando un sottoinsieme di oltre 200 agenti specializzati incaricati di svolgere attività specifiche. Per esempio, il nuovo Autonomous Close Assistant è in grado di ridurre il processo di chiusura finanziaria da settimane a pochi giorni automatizzando registrazioni contabili, riconciliazioni e risoluzione degli errori lungo l’intero processo.

Nuovi verticali

Inoltre, con SAP Industry AI viene ampliato il portafoglio verticale attraverso sette soluzioni autonome che consentiranno l’esecuzione end-to-end di processi di settore, incorporando logiche di processo specifiche, modelli dati e requisiti normativi dedicati ai diversi comparti industriali. SAP ha inoltre apportato modifiche alle offerte RISE with SAP e SAP Grow per accelerare l’adozione dell’AI da parte delle imprese. Entrambe includono l’accesso al portfolio degli Assistenti di Joule; ogni cliente RISE avrà tre assistenti attivati entro il primo anno, mentre i clienti Grow avranno accesso all’intero portafoglio al momento dell’onboarding. I clienti che usano SAP S/4HANA, on-premise e SAP ERP Central Component (SAP ECC) non sono esclusi: coloro che si impegnano a migrare la maggior parte del loro attuale panorama applicativo verso SAP Cloud ERP otterranno l’accesso ad alcuni scenari AI, colmando il divario fra l’attuale ambiente e la destinazione cloud.

Fonte: Foto Edoardo Bellocchi

Clienti in primo piano

L’evento Sapphire di Madrid visto anche l’intervento sul palco tra gli altri di Davide Schinetti, COO di Essilor Luxottica, che ha illustrato due casi concreti di utilizzo di soluzioni SAP AI, entrambi attualmente in fase beta: il primo riguarda l'utilizzo di tecnologie indossabili per supportare i tecnici sul campo nelle attività operative, fornendo guida intelligente e strumenti di documentazione, mentre il secondo è un caso d'uso nel retail che sfrutta tecnologie indossabili avanzate e innovative per consentire agli addetti dei punti vendita di gestire le operazioni in modo più efficiente, offrendo un'esperienza di lavoro più fluida e ottimizzata all'interno dei negozi.

Da menzionare infine la premiazione ai SAP Innovation Awards 2026 di Prysmian, attore globale nelle soluzioni in cavo per energia e telecomunicazioni, che ha visto riconoscere il fatto che attraverso l’integrazione di SAP S/4HANA Cloud Private Edition, SAP Business AI, Joule e SAP Business Technology Platform, sia stata creata una piattaforma intelligente in grado di migliorare efficienza operativa, velocità decisionale e potenziare le capacità predittive, ponendo le basi per oltre 100 casi d’uso di AI.

RISE with SAP ci ha fornito la base ERP a livello globale, SAP BTP ha collegato progettazione e business, mentre l'intelligenza artificiale integrata ha trasformato il modo in cui i nostri dipendenti interagiscono con i dati, ridefinendo come Prysmian opera su larga scala. L'AI integrata si è, inoltre, rivelata un importante fattore di differenziazione, consentendoci di accelerare l'implementazione delle soluzioni e di rafforzare competenze e cultura dell'AI in tutta la nostra organizzazione”, ha commentato Giovanni Cauteruccio, Group CIO and Digital Officer di Prysmian.

Le imprese oggi hanno bisogno di una base digitale solida, intelligente e flessibile per affrontare mercati sempre più complessi e dinamici. Il percorso di Prysmian dimostra come l’integrazione tra cloud, dati e AI possa generare valore concreto, migliorando resilienza e crescita sostenibile. La costante attenzione allo sviluppo tecnologico, la ricerca continua di una solida competitività e l’adozione di nuovi modelli di business, hanno valso all’azienda il meritato riconoscimento dei SAP Innovation Awards”, ha concluso Manos Raptopoulos, Global President Customer Success Europe, APAC, Middle East & Africa di SAP.

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