Il cloud provider francese, costola del Gruppo Iliad e orgogliosamente europeo apre una Region a Milano.
Scaleway, il fornitore cloud francese costola del Gruppo Iliad, ha annunciato il lancio della nuova Region a Milano. Si tratta della quarta dopo Parigi, Amsterdam e Varsavia e l’intenzione è di ampliare il numero entro quest’anno con l’aggiunta delle sedi di Stoccolma e Francoforte.
La strategia di lancio di Scaleway, ben illustrata dal Ceo Damien Lucas, poggia tutta sul concetto di sovranità. “Ci posizioniamo come vera alternativa europea agli hyperscaler americani (i ben noti AWS, Google e Microsoft) fornendo servizi cloud 100% europei, che poggiano su infrastrutture locali e garantendo un'immunità totale dalle leggi extraterritoriali non UE come il Cloud Act americano”.
La Region di Milano presenterà a breve tre zone distinte (AZ), leggi data center fisici, di disponibilità dei servizi per garantire la massima resilienza. “Il modello – prosegue il manager - garantisce che anche se una zona fallisce, i servizi rimangano inalterati”. Caratteristica ormai imprescindibile per i servizi cloud ai clienti enterprise.
A metà del 2025 Scaleway, insieme ad altri cinque cloud providers europei tra cui OVHcloud e la polacca CloudFerro, ha aderito alla proposizione Virt8ra lanciata dall’Unione Europea all’inizio del 2025 che ha l’obiettivo di offrire alle aziende europee un’infrastruttura distribuita multi Edge, sovrana e open source. L’iniziativa rientra nell’Important Project of Common European Interest on Next Generation Cloud Infrastructure and Services (IPCEI-CIS) approvata già a dicembre 2023 che ha messo a disposizione degli aderenti circa 3 miliardi di euro sottoforma di finanziamenti privati e pubblici.
Scaleway soddisfa perfettamente la checklist del buon cloud provider 100% europeo. Il primo check riguarda l’infrastruttura: “Affittiamo gli spazi all’interno dei data center locali – spiega Lucas – e implementiamo il nostro hardware proprietario e l'infrastruttura di rete. In questo modo, garantiamo che i dati italiani rimangano all'interno della regione di Milano, soddisfacendo sia i requisiti tecnici di latenza che (soprattutto) le normative locali”. Relativamente alla nuova regione milanese, infatti, Scaleway – che è tra i promotori della prima ora di Gaia-X – otterrà la certificazione di livello 1 per i progetti PA fornita dalla (Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale).
Il secondo check considera i servizi proposti e il layer software utilizzato: “non utilizziamo nessuna riga di codice proveniente da fornitori americani – aggiunge il manager -, e utilizziamo strumenti e standard open source” per salvare i clienti non solo dalla transito extraeuropeo dei dati ma soprattutto dalle classiche dinamiche di lock-in.
Infine, l’ultima garanzia riguarda il personale, esclusivamente europeo, e l’assenza di sedi fuori dal Vecchio Continente. Nel complesso, il manager dichiara che, secondo questa strategia: “ogni 100 euro spesi su Scaleway, 68 euro sono reinvestiti nell’economia europea e il 33% del totale delle revenue va a fornitori/partner europei”. E, anche se attualmente non v’è traccia di posizioni aperte in Italia, la promessa di Lucas è di investire in risorse locali nel breve. L’azienda intende poi espandere le partnership locali con realtà consulenziali, ISV specializzati in AI e servizi cloud, Var e System Integrator. Attualmente, secondo la fonte ufficiale, l’unico partner italiano risulta essere Open Gate.
In verità, i fornitori di infrastruttura del provider francese sono al 90% europei, quelli di hardware al 97% e dei restanti fornitori il 74% ha sede in Ue. Onestamente non si potrebbe fare di meglio, tenendo conto che per componenti e chip di elaborazione l’Europa non può (ancora) fornire valide alternative ai giganti asiatici.
La strategia, replicata nel nostro Paese, è stata già apprezzata da clienti come il Governo della città di Copenaghen – particolarmente attenta alla scelta di soluzioni Ue e open source, la Banca Centrale Europea e altre grandi aziende, francesi e non solo.
L’infrastruttura cloud di Scaleway si avvale di più di 5mila Gpu – una delle maggiori capacità in Europa – e di una linea di Quantum as a Service in sviluppo, configurandosi anche come uno dei maggiori facilitatori per l'addestramento locale – tutelando così le informazioni aziendali - dei modelli AI europei. Il cloud provider mette a disposizione dei propri clienti più di 100 servizi IaaS, PaaS, cloud pubblico e di elaborazione AI che, secondo le dichiarazioni, coprirebbe il 90% dei casi d’uso del nostro continente.
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Il cloud provider francese spinge così nella conquista del mercato europeo portando in dote più di 25 anni di esperienza e una previsione di 3 miliardi di investimenti d’infrastruttura garantiti dal Gruppo Iliad per lo sviluppo dei servizi europei. C’è poi anche il programma dedicato alle startup, che sarà esteso anche alle nuove realtà italiane. L’azienda ha già “accelerato” quasi 700 startup sottoforma di crediti cloud per 20 milioni di euro.